indagano i carabinieri

Incendiata a Sermoneta l’auto della sindaca Giuseppina Giovannoli

Danneggiata anche quella del fratello parcheggiata nell'area privata della proprietà di famiglia

SERMONETA –  Sono state incendiate intorno a mezzanotte l’auto della sindaca di Sermoneta Giuseppina Giovannoli  e quella del fratello, che era parcheggiata accanto, nell’area di proprietà dello stabile in cui l’intera famiglia vive in Via del Mirto, nella parte bassa di Sermoneta. Una zona isolata, in campagna, dove non ci sono telecamere. La notizia è stata data dalla stessa vittima in un post su Fb mentre le voci si rincorrevano.

“Buongiorno a tutti. Questa notte la mia auto e quella di un mio familiare sono state danneggiate da un incendio. Io e la mia famiglia confidiamo nelle forze dell’ordine affinché facciano al più presto chiarezza sull’accaduto. Sono incredula, ma nello stesso tempo serena: vado avanti a testa alta e continuerò a svolgere il mio incarico di amministratrice con lo stesso impegno e la determinazione di sempre”.

La Bmw della Giovannoli è stata pesantemente danneggiata, distrutta la parte anteriore dove è stato versato liquido infiammabile, danni più lievi a quella del congiunto. I carabinieri coordinati dal comandante provinciale Gabriele Vitagliano e dal colonnello Barbera che dirige il Reparto Operativo di Aprilia, hanno repertato una bottiglia di vetro che è ora all’esame di laboratori del Ris.

Ad accorgersi delle fiamme è stato il fratello della sindaca che è subito intervenuto per spegnere le fiamme. L’area è stata poi messa in sicurezza dai vigili del fuoco.  La Giovannoli è stata ascoltata nell’immediato e si è detta sconcertata non riuscendo a darsi una spiegazione per il gesto che arriva oltretutto in un momento di particolare vicinanza di tutta la comunità dopo il lockdown.

Viene spontaneo pensare agli altri due incendi che hanno colpito la vicesindaco di Sermoneta Maria Marcelli:  “Indaghiamo per capire se ci siano collegamenti, ma al momento non ci sono elementi”, ha dichiarato il colonnello Barbera. Le indagini proseguono coordinate dalla Procura della Repubblica.

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