CRONACA
Coletta ai cittadini di Latina: «Non è ancora il momento di andare al mare per prendere il sole e fare il bagno»
(la foto è stata scattata mercoledì pomeriggio nel giorno di riapertura del mare)
LATINA – Il fine settimana, il primo con “open” dopo il lockdown, preoccupa il sindaco di Latina Damiano Coletta che ha deciso di lanciare un messaggio ai cittadini richiamando tutti alle norme di sicurezza. “Voglio ricordare a tutti che, almeno per il momento, non è consentito fermarsi a prendere il sole e fare il bagno. Si può scendere in spiaggia sì, ma solo per svolgere attività motoria o sportiva e sempre nel rispetto della distanza minima interpersonale”.
Il messaggio arriva dopo che nei primi giorni di riapertura della spiaggia, gli agenti della Polizia Locale sono dovuti intervenire per allontanare alcune persone che stavano sostando sull’arenile. Quanto alle frotte di ragazzi senza mascherina e riuniti in gruppi molto ravvicinati in giro per la città e al mare, senza rispettare le minime distanze di sicurezza e l’obbligo di coprirsi bocca e naso, nulla viene detto.
“I cittadini di Latina – scrive Coletta nel suo messaggio – si sono comportati benissimo fino ad oggi. Tutti insieme abbiamo dimostrato di essere una vera squadra in questa battaglia senza precedenti contro il virus, abbiamo avuto senso di responsabilità. Non è finita, stiamo ancora giocando la partita e non possiamo permetterci di perderla. Chiedo a tutti di continuare a fare i sacrifici necessari per potere uscire definitivamente dallo stato d’emergenza”. Il punto infatti è proprio questo; evitare che la curva dei contagi si impenni di nuovo e che si debba tornare indietro.
Il sindaco richiama tutti alla responsabilità: “Sono sicuro che continueremo a dimostrare di essere una comunità responsabile. Se così sarà, e nell’ottica di un graduale ritorno alle normali attività che si svolgono al mare, già dalla prossima settimana potrebbero tornare ad essere consentiti gli sport acquatici. Ma dobbiamo fare di tutto per evitare di creare situazioni di potenziale pericolo. Più saremo rispettosi delle regole, prima torneremo a vivere con maggiore spensieratezza la nostra città e il nostro splendido mare”.
CRONACA
Arrestato chi ha sparato il 25 aprile a Roma: è un 21enne autodefinitosi della Brigata Ebraica
APRILIA – E’ Eithan Bondi il 21 enne fermato dalla polizia per aver ferito il 25 aprile a Roma, durante le celebrazioni per la Festa della Liberazione, due iscritti all’Anpi, tra cui Rossana Gabrieli, una psicologa di Aprilia. Il ragazzo che si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica sarebbe accusato di aver premuto il grilletto di una pistola soft air che sparava pallini bianchi di plastica dura. Identificato, si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica. Fra gli elementi che lo avrebbero incastrato ci sono i filmati delle telecamere di vigilanza che hanno consentito alla Digos di ricostruire la targa dello scooter Sh bianco con cui è arrivato e fuggito dopo aver colpito due iscritti all’Anpi. Nelle stesse immagini, il giovane si ferma restando a cavallo del motorino, allunga il braccio e prende la mira sparando pallini contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, 62 anni lei e 65 anni lui.
I pm dell’antiterrorismo che coordinano le indagini ipotizzano il reato di tentato omicidio.
La donna di Aprilia ha raccontato di aver pensato di morire e di non riuscire ancora oggi a cancellare l’immagine della pistola puntata contro: “Non sapevo che fosse ad aria compressa, ho pensato di morire”. La donna ha anche ringraziato i poliziotti intervenuti sottolineandone il profilo umano: “Ci hanno protetto”. La 62enne e il compagno di 66 anni potrebbero essere ascoltati di nuovo proprio per il riconoscimento.
Un incredibile corto circuito: un appartenete alla comunità ebraica, dunque discendente degli ebrei perseguitati durante la Seconda Guerra Mondiale che spara ai discendenti di chi ha lottato per salvare anche gli ebrei condannati allo sterminio dal regime nazista-fascista e lo fa nel giorno in cui si ricorda la festa di Liberazione dalla dittatura. “Che tristezza vedere un ragazzo così giovane imbevuto di odio”, ha detto Gabrieli.
CRONACA
Terracina, violenza sessuale aggravata, la polizia arresta un 40enne
TERRACINA – Diventa definitiva la pena per un catechista di Terracina di 40 anni riconosciuto colpevole con sentenza definitiva di violenza sessuale aggravata. I fatti per cui è intervenuta la condanna a sei anni di reclusione risalgono all’anno 2021. Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina è stato eseguito dagli agenti del commissariato locale una volta divenuto definitivo a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso da parte della Corte Suprema di Cassazione.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Latina, dove dovrà espiare la pena residua.
CRONACA
Latina, mossa di judo allo studente, la Garante Sansoni: “Episodio estremamente grave, seguo la vicenda”
LATINA – La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, esprime profonda preoccupazione per la grave vicenda avvenuta presso il Liceo Scientifico Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, che vede coinvolto uno studente minorenne e un docente dell’istituto dopo la notizia che il ragazzo sarebbe stato messo a terra con una mossa di judo dal professore.
“Si tratta di un episodio estremamente grave – dichiara Monica Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all’interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione”. La Garante sottolinea come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilità educative. “La scuola deve essere presidio di legalità, dialogo e formazione. È impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignità e dell’incolumità di uno studente”, aggiunge spiegando di seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con l’obiettivo prioritario di garantire ogni forma di tutela al minore coinvolto e di vigilare affinché siano rispettati pienamente i suoi diritti.
“Stiamo monitorando la vicenda con la massima attenzione – prosegue Sansoni – e siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell’interesse del ragazzo e della sua serenità psicofisica. È fondamentale che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate nelle sedi competenti”.
La Garante rinnova infine il proprio impegno nel promuovere una cultura del rispetto e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, ribadendo che nessun episodio di presunta sopraffazione o abuso può essere sottovalutato, specie quando coinvolge giovani in età scolare.
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Daniela Charme Coriddi
8 Maggio 2020 at 23:48
Io oggi non ho visto nessuno fare il bagno e c’erano flotte di poliziotti a controllare
peter rei
9 Maggio 2020 at 7:17
basta rispettare le regole e non fare come quei bori del mc drive