130 EMENDAMENTI

Approvato il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti: ambiti provinciali autosufficienti e Roma dovrà essere autonoma

La Penna: "Nostro emendamento per non gravare ulteriormente Aprilia e il nord pontino"

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LATINA – Il Lazio ha il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. La proposta arrivata in aula ed emendata accogliendo 130 emendamenti (su 700 presentati) è stata approvata a maggioranza. Restano gli Ato (gli Ambiti territoriali ottimali) su base provinciale. Roma dovrà essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti e dovrà indennizzare i Comuni se invierà – come è avvenuto fino ad ora – rifiuti fuori dal suo territorio “riconoscendo un vantaggio economico al territorio ricevente”. Si potranno utilizzare impianti presenti in altri Ato, per un periodo massimo di 36 mesi. Sarà ora necessario, e la Regione si è data 6 mesi di tempo, approvare una legge che regoli il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione.

Il voto finale è arrivato al termine di una seduta iniziata martedì 28 luglio e conclusa mercoledì dopo sei sessioni di Aula e ampi dibattiti, come quelli sulla definizione degli ambiti territoriali ottimali e quelli sui termovalorizzatori. Il nuovo Piano si articola in quattro parti: la “Sezione Rifiuti Urbani”, che ha impegnato maggiormente l’Aula, con cinque sedute dedicate; la “Sezione Rifiuti Speciali”; la “Sezione Criteri di Localizzazione”; infine, la “Valutazione ambientale strategica” (Vas), non emendabile.

I singoli Comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano, potranno chiedere di essere assegnati a un Ato differente da quello “territoriale”.

LA RELAZIONE DELL’ASSESSORE VALERIANI 

L’EMENDAMENTO PONTINO – “Grazie a un emendamento al Piano Regionale dei Rifiuti di cui siamo firmatari, è stato inserito il principio secondo il quale nella localizzazione dei nuovi impianti di ciascun Ambito Territoriale è necessario garantire un criterio di omogeneità territoriale, in modo da non determinare carichi ambientali eccessivi laddove la capacità di trattamento degli impianti soddisfi il fabbisogno dell’intero Ambito – dichiarano  in una nota,  Salvatore La Penna consigliere regionale del Pd espresso dalla provincia di  Latina e Marta Bonafoni, Capogruppo della Lista Civica Zingaretti –  Crediamo sia un principio importante, teso alla salvaguardia del territorio, in particolare modo dell’area di Aprilia e di un segmento rilevante dell’area nord della provincia pontina. Questo principio tutela le comunità del Lazio, già gravate dalla presenza di una serie di impianti di trattamento e di smaltimento a servizio dell’intero ATO, proprio per non penalizzare e non gravare con ulteriori carichi ambientali su quei territori, chiamando tutti responsabilmente a fare la propria parte”.

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI

TERMOVALORIZZATORI – Sulla questione dei termovalorizzatori, invece, la discussione è stata innescata da una serie di emendamenti presentati (e respinti dall’Aula) da Giuseppe Simeone. “Questo è un punto importante per noi – ha detto il presidente del gruppo di Forza Italia nell’illustrare le sue proposte emendative – per noi la termovalorizzazione chiude veramente il ciclo dei rifiuti nel Lazio”. Per questo Simeone ha invitato la Giunta a “dire come avete intenzione di trattare questa materia che esce dai Tmb”. L’assessore Valeriani ha replicato spiegando che “questo elemento della termovalorizzazione non ci convince. Lo abbiamo detto a più riprese, le opinioni sono nettamente differenti. Noi abbiamo costruito un Piano che punta a marginalizzare sempre di più gli impianti di smaltimento, termovalorizzazione e discariche, in cui abbiamo posto come obiettivo prioritario la riduzione dei rifiuti, l’aumento della raccolta differenziata e, coerenti con le previsioni dell’economia circolare, il recupero e il riuso. Da qui l’opzione di riconversione di tutti i Tmb presenti nel Lazio, che dovranno diventare, come Colleferro, impianti che recuperano la materia. Meno rifiuti. Più riciclo. Più riuso. Meno quantità da portare a smaltimento”, ha detto Valeriani.

Al termine della seduta, il presidente Buschini ha comunicato all’Aula che la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha stabilito di rinviare a dopo la pausa estiva l’esame degli ordini del giorno collegati alla proposta di deliberazione consiliare.

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