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CRONACA

Il figlio del sindaco Coletta risponde alle accuse: “Esserci nell’emergenza, un dovere”. E annuncia querele

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LATINA – La pandemia sta finalmente arretrando e già ci si dimentica quanto fosse disperato, solo fino a un mese fa,  il bisogno di sanitari, medici e infermieri, richiesti ovunque e per questo introvabili. Così, in questo precoce oblio, un contratto a ore, diventa motivo di scandalo. E si fa confusione tra assunti con concorsi fortemente sospettati di essere stati “inquinati” e medici che si sono offerti di rischiare in prima persona, durante l’emergenza sanitaria, per onorare il giuramento di Ippocrate.

Succede al figlio del sindaco di Latina Emiliano Coletta che, quando si giudicava inefficiente la Asl perché non trovava professionisti da impiegare nelle corsie blindate e pericolose del covid, ha risposto all’avviso pubblico per il reclutamento di personale con altri cinque colleghi ed è stato, non assunto, ma preso con un contratto “a ore”. Tante ore lavorate, tante pagate. In altri ambienti si definirebbe  “a cottimo”.

Ora si dirà: “Per opportunità non avrebbe dovuto presentarsi”. Ma quale opportunità deve prevalere in questi casi? Quella del medico che, chiamato dall’emergenza, si fa avanti e collabora alla causa comune, rischiando di ammalarsi in corsia, o quella del figlio del sindaco che, pur essendo medico, deve restare a guardare? Ognuno sarà libero di giudicare, ma in questa vena giustizialista che riguarda in genere soltanto gli altri e mai sé stessi, non si deve fare confusione, almeno fino a quando non ci saranno gli estremi per dire che rispondere ad un avviso pubblico, è un reato, soprattutto se uno il lavoro ce l’ha già.

Emiliano Coletta (che lavora al Policlinico Casilino e non aveva bisogno di alcuna raccomandazione) racconta bene in un post la vicenda a chi, in questo periodo in cui gli investigatori e la magistratura fanno il proprio dovere, cerca di “fare di tutta l’erba un fascio”: “Potrei  – scrive Emiliano Coletta – raccontare tante storie di persone cui siamo riusciti a salvare la vita e tante storie di umanità e condivisione insieme al personale sanitario. Storie di vita ma anche storie di morte che ci hanno creato frustrazione. Ma abbiamo combattuto questa battaglia umana e professionale con la consapevolezza di aver dato tutti il massimo e anche di più. E vi assicuro che quando tornavo a casa stanchissimo, dopo un turno massacrante, c’era l’orgoglio e la soddisfazione di aver salvato la vita di un mio concittadino che mi ripagava di tutto. C’è ora qualcuno che tenta di infangarmi facendo basse e mediocri insinuazioni. Offendendo anche le centinaia di persone che sono state curate da me e tutti i miei colleghi che hanno il mio stesso contratto. Questa gente, su cui mi rivarrò dal punto di vista legale, sicuramente non riesce a cogliere che esistono persone che hanno una coscienza personale e professionale basata suo valori dell’etica, dell’onestà e dell’altruismo”.

Ribatte alle accuse anche il sindaco del capoluogo, in un post in cui parla di macchina elettorale del fango, di campagna mediatica costruita ad arte: “Mettere in mezzo la mia famiglia è un atto spregevole che racconta come gli interessi di una parte di questa città siano alla disperata ricerca di un modo di colpirmi per riportare in Comune gli stessi affaristi che hanno affossato Latina – scrive sul profilo ufficiale – Mio figlio è stato uno dei 5 medici e infermieri che hanno dato la disponibilità a fare turni di emergenza Covid in un momento di straordinaria emergenza. Quando ho saputo di questa sua volontà ne sono stato orgoglioso pur se ero consapevole del rischio cui sarebbe andato incontro. Ma siamo medici abituati a prenderci cura dell’altro nel momento del bisogno. Questo è uno dei valori, insieme all’onestà, con cui ho educato mio figlio. E quello era un momento in cui c’era tremendamente bisogno di medici e infermieri. Come lo è stato nella seconda e nella terza ondata. Sono stato orgoglioso nel sapere che questi giovani medici e infermieri sono stati utilissimi alla causa. Hanno avuto un contratto professionale, ad ore. Hanno svolto turni di notte, domeniche, festività natalizie. Hanno curato centinaia di persone”.

 

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  1. Renato Di Bella

    27 Maggio 2021 at 12:53

    Cosa aggiungere a quanto esposto con chiarezza da Roberta.soltanto una riflessione da indirizzare ai giovani di questa città. A quanti vogliono credere nel proprio futuro ed in quello della propria città. Cominciamo ad usare la testa allora, fiducia nella capacità e nella voglia di crescere e di saper riconoscere ed apprezzare gli esempi più virtuosi.

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Latina, tenta di rapire un bambino in auto: arrestato uomo di 32 anni

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Un uomo di 32 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Latina con l’accusa di tentato sequestro di persona e porto di oggetti atti ad offendere. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri nel parcheggio di un supermercato cittadino, dove un passante ha segnalato al numero di emergenza la presenza di un uomo che si aggirava tra le auto in sosta con atteggiamento sospetto. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Volante intervenuti sul posto, poco dopo l’uomo si sarebbe avvicinato a una vettura parcheggiata, all’interno della quale si trovavano una donna e il figlio piccolo, seduto sul seggiolino posteriore. La madre ha riferito che l’uomo avrebbe aperto la portiera tentando di afferrare il bambino. Le sue urla hanno attirato l’attenzione del padre e di altre persone presenti, che sono intervenute riuscendo a bloccare il sospetto fino all’arrivo della pattuglia. Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato addosso all’uomo un martello in gomma, ritenuto oggetto potenzialmente atto ad offendere. Dagli accertamenti successivi è inoltre emerso che il 32enne, di nazionalità irachena, risultava irregolare sul territorio nazionale. L’uomo è stato arrestato e, su disposizione del pubblico ministero di turno, condotto in carcere in attesa della convalida. Sono in corso ulteriori verifiche per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e nei confronti dell’indagato vige il principio di presunzione di innocenza.

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Pontinia, con il volto travisato inseguono un giovane in auto e tentano di aggredirlo

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Aggressione nella notte a Pontinia, dove un 19enne di nazionalità indiana è stato preso di mira da un gruppo di persone con il volto travisato mentre rientrava a casa. L’intervento è scattato dopo una chiamata al 112 Nue. Sul posto sono arrivati i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina, che hanno avviato i primi accertamenti. Secondo quanto ricostruito in via preliminare, il giovane si trovava alla guida della propria auto quando sarebbe stato affiancato da due veicoli. Da questi sarebbero scese cinque o sei persone che, per motivi ancora in corso di accertamento, avrebbero iniziato a colpire l’autovettura, danneggiando il parabrezza e parte della carrozzeria. Il 19enne è riuscito ad allontanarsi senza riportare, al momento, conseguenze fisiche. Restano da chiarire il movente e il contesto in cui è maturata l’aggressione. Le indagini sono ora affidate ai Carabinieri di Pontinia, impegnati nell’identificazione dei responsabili e nella ricostruzione completa dei fatti.

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In auto a Gaeta con un chilo d’oro e contanti, refurtiva di due truffe ad anziani: arrestati

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GAETA – Sono stati presi a Gaeta i presunti autori di  truffe commesse in provincia di Roma, a Pisoniano e Cerreto Laziale. Si tratta di due ragazzi di 18 e 22 anni, il primo romeno, il secondo di origini campane, fermati dalla polizia il 4 marzo sul lungomare perché visti sfrecciare a velocità sostenuta. Nel corso del controllo, uno dei due ha consegnato spontaneamente agli agenti una busta contenente denaro contante e numerosi monili in oro, ammettendo di aver appena perpetrato una truffa ai danni di un anziano nella provincia di Roma. Gli immediati riscontri effettuati dagli agenti di Polizia hanno consentito di accertare che, proprio in quelle ore, due persone anziane avevano denunciato ai Carabinieri truffe subite con modalità analoghe. Le vittime hanno descritto dettagliatamente sia i preziosi sottratti sia l’autore materiale del raggiro, successivamente riconosciuto tramite individuazione fotografica. La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire ulteriori oggetti preziosi e documenti risultati provento di un secondo episodio di truffa.

Per i due è scattato l’arresto e il sequestro di denaro contante oltre a oggetti preziosi e monili in oro per un peso complessivo di oltre un chilogrammo.

Informata l’Autorità Giudiziaria competente, gli arrestati sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, tutto il materiale sequestrato è stato consegnato ai legittimi proprietari.

La Procura della Repubblica presso il tribunale di Cassino ha richiesto al Giudice la convalida dell’arresto e l’adozione di una misura cautelare personale. Le richieste sono state accolte e dopo la convalida dell’arresto e per i due indagati è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Roma.

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