ECONOMIA
Rinnovato il contratto per gli operai agricoli della provincia di Latina
LATINA – “La situazione socio economica del panorama Nazionale, Regionale e Provinciale ci consegna una fotografia del settore agricolo in contrazione relativamente a diversi comparti produttivi. Naturalmente il settore agricolo è stato sempre definito anticiclico ma la congiuntura mondiale dovuta alla pandemia del Covid 19 e la situazione di recessione hanno prodotto effetti negativi su tutti i settori produttivi ivi compreso il comparto agroindustriale”. E’ la premessa sulla base della quale, di fronte a questo scenario di forte crisi, è stato rinnovato il contratto provinciale agricolo della provincia di Latina.
LE NOVITA’ – Le principali novità sono l’incremento dei congedi parentali per genitori con figli dai 3 ai 9 anni e con permesso retribuito da utilizzare nel giorno dei rilievi dattiloscopici dai lavoratori con permesso di soggiorno. Invece, sul fronte della disciplina dei lavori pesanti e nocivi, oltre a prevedere la riduzione la riduzione di orario di lavoro, introduce una maggiorazione del 10% per acquacoltura e/o lavorazioni non in terraferma.
Un nuovo comma, nell’ottica di solidarietà tra lavoratori di un’impresa, recepisce l’art. 24 del D.lgs. 151/2015, e rende possibile la cessione a titolo gratuito delle ferie maturate per consentire ad un altro dipendente di assistere i figli entro i 14 anni.
In tema di prevenzione e contrasto alle molestie sessuali, nel Cpl appena rinnovato un nuovo articolo introduce il codice di condotta per prevenire i fenomeni di molestia e violenza nell’ambito lavorativo.
La decisione del Governo di regolarizzare i braccianti immigrati attraverso l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari potrà contribuire a contrastare il rischio dello sfruttamento e dell’intermediazione criminale di manodopera precaria, ma non è sufficiente per risolvere il problema alla radice.
Per contrastare il proliferare di false cooperative senza terra che, in maniera illecita fanno somministrazione di manodopera sul territorio, è inserito l’obbligo di comunicazione all’Ente bilaterale Fislas ed è fatto obbligo, invece, al committente la verifica della regolarità contributiva e la corretta applicazione, da parte dell’appaltatore.
Si rafforza il ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale terminando così la fase di sperimentazione l’RLST diventa figura determinante, rendendo efficace il ruolo assegnatogli ovvero di contribuire a realizzare un’effettiva prevenzione dei rischi secondo quando disposto dall’art. 48 del D.lgs. 81/2008. Per celebrare la giornata della sicurezza che svolge il 28 aprile è istituito il Premio Sicurezza Agro Pontino rivolto a imprese e lavoratori.
Si pone in evidenza l’importanza di intervenire anche su un secondo piano, ossia garantire il giusto compenso agli operai agricoli e agli imprenditori agricoli lungo tutta la catena del valore. Sottrarre gli stagionali al lavoro nero e al caporalato ed evitare che il datore di lavoro agricolo non sia a sua volta sotto-remunerato, dagli acquirenti, rispetto ai suoi costi di produzione.
La direttiva 633/2019 del Parlamento europeo, citata nella risoluzione, sottolinea che “Nella filiera agricola e alimentare sono comuni squilibri considerevoli nel potere contrattuale tra fornitori e acquirenti di prodotti agricoli e alimentari. È probabile che tali squilibri di potere contrattuale comportino pratiche commerciali sleali nel momento in cui partner commerciali più grandi e potenti cerchino di imporre determinate pratiche o accordi contrattuali a proprio vantaggio relativamente a una operazione di vendita”.
LE AZIONI DA INTRAPRENDERE – Tra le azioni sottoscritte e da intraprendere, su più livelli di concertazione, in applicazione del rinnovato Contratto Provinciale degli operai agricoli della Provincia di Latina, così come all’interno della Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità vanno adottate azioni che mirino a ristabilire il giusto equilibrio tra tutti gli attori della filiera agroalimentare per assicurare il giusto compenso per i lavoratori e per gli imprenditori del settore agricolo. In questo modo si potrà rendere il lavoro agricolo socialmente sostenibile e premiante per i produttori onesti. “A tal fine – si legge in una nota – Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Flai CGIL, Fai CISL e Uila UIL della Provincia di Latina si sono impegnate a promuovere e sottoscrivere anche tariffe territoriali atte a creare strumenti di emersione lavoro irregolare e di prevenzione delle pratiche di caporalato. Lavoreranno insieme per coinvolgere nella Sezione territoriale anche l’Ispettorato del Lavoro; a rafforzare i meccanismi premiali da riconoscere alle imprese agricole aderenti a tale Rete; a favorire la sperimentazione di modalità efficienti di incontro pubblico tra domanda ed offerta di lavoro nel settore agricolo infine, a valutare l’opportunità di istituire un marchio di certificazione per i prodotti “liberi dal caporalato”, così come previsto dal Progetto LABORAT”.
ECONOMIA
Malattie professionali nel pontino. Garullo (Uil): “Impennata ad agosto. Denunce più che raddoppiate”
LATINA – Latina è la terza provincia del Lazio per numero di denunce di malattie professionali. E’ quanto emerge dal focus di Uil di Latina su dati Inail con l’obiettivo di monitorare il livello di salute e sicurezza sul lavoro nel proprio territorio. Nello specifico, da gennaio ad agosto scorso sono state 800 le denunce protocollate, contro le 690 dello stesso periodo del 2025: 110 in più.
“Così il territorio pontino si colloca dietro Roma (1.779) e di poco dietro Frosinone (827). Un quadro di preoccupante crescita, che trova conferma nell’andamento di agosto, quando le denunce hanno raggiunto le 68 unità, contro le 31 registrate nello stesso mese del 2025.
“L’incremento di agosto è stato più del doppio – afferma Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – facendo registrare così la crescita più elevata tra tutte le province laziali”. Ma dietro ogni denuncia c’è una persona che si ammala lavorando, subendo invalidità che portano a conseguenze anche gravi per lavoratrici e lavoratori, che a volte si manifestano persino dopo il pensionamento. Una realtà che emerge anche dai dati del Lazio: nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate 3.255 denunce relative a uomini e 1.039 a donne”.
Tornando alla nostra provincia, i numeri registrati dall’approfondimento del sindacato riflettono la storia e le trasformazioni del tessuto economico locale che incidono anche sulla distribuzione delle denunce: queste, infatti, sono pari a poco meno della metà di quelle rilevate a Roma e pressoché equivalenti a quelle del Frusinate.
“Come ricorda il nostro segretario generale Pierpaolo Bombardieri – conclude Garullo – Salute e sicurezza sul lavoro devono diventare una questione culturale: non soltanto un insieme di obblighi e controlli ma anche una prevenzione continua ed efficiente, in grado di orientare le scelte organizzative e quelle produttive. Perché se è vero che le malattie professionali fanno meno rumore di un incidente sul lavoro, è altrettanto vero che segnano la vita di tante lavoratrici e tanti lavoratori”.
ECONOMIA
Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei. Il presidente di Unindustria Biazzo illustra i dati
LATINA – Farmaceutica, aerospazio-difesa, Ict e digitale, cinema e audiovisivo, energia e green, ceramica sanitaria e turismo sono i settori produttivi più attivi nel Lazio. E’ quanto emerge dalle Elaborazioni del Centro Studi Unindustria su dati Istat- Farmindustria- Lazio Innova illustrati nel corso dell’evento ‘Industria e competitività nel Lazio. Scenari e prospettive’ organizzato da Unindustria presso Villa Blanc, sede della Luiss. (in foto lo stabilimento Bsp di Latina Scalo)
“Le analisi di oggi ci ricordano anche che abbiamo importanti margini di crescita, in particolare nella capacità delle imprese di rafforzarsi dimensionalmente, investire, innovare e raggiungere nuovi mercati. La vera sfida è trasformare questo potenziale in una crescita strutturale e diffusa, capace di coinvolgere tutti i territori del Lazio, rafforzare il sistema produttivo e generare nuove opportunità di occupazione qualificata”, ha detto il presidente di Unindustria Lazio Giuseppe Biazzo nel suo discorso.
Il Lazio ospita uno dei principali poli farmaceutici europei, con 102 unità locali e circa 13.000 addetti diretti, cui si aggiungono 15.000 occupati nei settori fornitori, pari complessivamente al 18% dell’occupazione nazionale della filiera. Il comparto si distingue per l’elevata intensità di ricerca e innovazione, con 1.400 addetti in R&S (19% del totale nazionale) e 374 milioni di euro di investimenti in R&S (15%).
La dimensione media delle imprese è di 111 addetti, contro gli 87 della media italiana, mentre il valore aggiunto per addetto raggiunge i 143.000 euro, a fronte dei 64.000 euro della media regionale. E’ il primo settore manifatturiero del Lazio per esportazioni, con 18 miliardi di euro nel 2025, pari al 26% dell’export farmaceutico nazionale e al 50% delle esportazioni complessive regionali. La filiera è caratterizzata da una forte presenza di multinazionali e imprese contoterziste, specializzate nella sintesi chimica, la produzione biologica e l’infialamento sterile.
Il Lazio rappresenta uno dei principali poli aerospaziali italiani ed europei, con competenze industriali e tecnologiche di eccellenza anche nei settori della difesa e della sicurezza. La filiera conta circa 300 imprese core, oltre 23.000 addetti e un fatturato annuo di circa 5 mld di euro. La regione concentra oltre il 35% dell’industria aerospaziale nazionale, grazie a un sistema produttivo che integra grandi gruppi industriali, pmi specializzate e centri di ricerca. I principali poli si sviluppano lungo la Tiburtina, a Pomezia e a Colleferro, con attività che spaziano dalla produzione di satelliti, sistemi elettronici e tecnologie per l’osservazione della Terra alla propulsione e ai lanciatori spaziali. La crescente integrazione tra aerospazio, difesa e sicurezza offre importanti opportunità di sviluppo industriale in tutti i territori della regione.
CULTURA
“L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale di Luca Ceccherelli al Trentennale di Confimprese Italia
LATINA – Al Teatro Comunale di Fiuggi per “L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale ideato, scritto e interpretato da Luca Ceccherelli appositamente per il Trentennale di Confimprese Italia. La performance ha affrontato i temi del lavoro e dell’iniziativa imprenditoriale attraverso un linguaggio insolito, intrecciando teatro, musica e riflessione e riportando al centro le persone, le scelte, il coraggio e la responsabilità. Con questa proposta artistica l’associazione di promozione culturale “Viviamo d’Arte” ha partecipato ieri, 25 settembre, alla manifestazione nazionale in corso a Fiuggi fino al 27 settembre, che riunisce rappresentanti del mondo imprenditoriale e realtà provenienti da diversi territori italiani. L’associazione pontina, guidata dal presidente Domenico Capozio, con il vicepresidente Luca Protani e il segretario Alessandro Borsa, è stata invitata a contribuire al programma proprio con il monologo di Ceccherelli, costruito per l’occasione attraverso parole, suggestioni teatrali e musica, con un registro lontano da quello tradizionale degli appuntamenti economici e istituzionali.
Il punto di partenza è una domanda : cosa resta di un’impresa se per un momento si mettono da parte numeri, fatturati, produttività e vetrine? Resta il gesto di chi decide di alzare una serranda e assumersi una responsabilità verso se stesso, gli altri e il futuro. Un’immagine attraverso la quale il monologo ha riportato al centro la persona e il valore della libera iniziativa come scelta di coraggio e fiducia.
La performance si è sviluppata intrecciando impresa, società, cultura e storia, accompagnata dalle suggestioni del tango di Astor Piazzolla. Proprio la figura del compositore argentino, considerato a suo tempo un innovatore capace di rompere gli schemi della tradizione, è diventata nel testo la metafora di chi sceglie di percorrere strade nuove e di andare controcorrente.
Da qui una riflessione più ampia sul ruolo delle micro e piccole imprese, sulla necessità di costruire una società nella quale persone, lavoratori, giovani, famiglie, artisti e Terzo settore possano sentirsi parte di uno stesso sistema. Un racconto che ha posto al centro la dimensione umana dell’economia, ricordando come dietro ogni attività, contratto o rete distributiva ci sia sempre una persona che inventa, lavora e produce. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema dell’etica d’impresa, interpretata non come limite, ma come elemento essenziale della libertà economica: dalla lealtà nella concorrenza alla trasparenza, dalla sicurezza sul lavoro alla tutela dell’ambiente e alla crescita professionale dei collaboratori.
Con il monologo originale scritto e interpretato da Luca Ceccherelli, Viviamo d’Arte ha portato così il linguaggio artistico in un contesto tradizionalmente economico e istituzionale, mostrando come il teatro possa diventare uno strumento capace di tradurre temi complessi in immagini, emozioni e riflessioni immediatamente accessibili.
La partecipazione al Trentennale rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di crescita di Viviamo d’Arte, partito da Latina e sempre più proiettato verso una dimensione nazionale. L’associazione rinnova infine il proprio ringraziamento al presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico per l’invito e per aver offerto a Viviamo d’Arte l’opportunità di portare il proprio contributo artistico all’interno di un appuntamento di rilievo nazionale.
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