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Aids, 16 nuove diagnosi al Goretti: “I nuovi Hiv positivi sono di ogni età e uomini”

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LATINA – L’immagine più azzeccata della Giornata Mondiale per la lotta all’Aids a Latina è stata la fila di ragazzi sotto i portici del Circolo Cittadino dove i volontari del Latina Check point hanno allestito uno spazio-tenda per fare i test rapidi per Hiv e altre malattie sessualmente trasmissibili (Epatite C e Sifilide), e per offrire consulenza sulla salute sessuale. Una prova di rinnovata consapevolezza da parte dei giovani, di attenzione da parte delle autorità sanitarie in un periodo in cui si parla solo di Covid, ma anche la testimonianza che sta funzionando e trova riscontro positivo l’attività di informazione/prevenzione attuata, dal Check Point, la neonata struttura fuori dall’ospedale di Latina e frutto della collaborazione tra la Uoc di Malattie Infettive, l’ Università Sapienza, la Asl, il Comune di Latina e l’Associazione Seicomesei.

LE NUOVE INFEZIONI – Quella del 1 dicembre, tra musica e gli interventi di esperti (anche dall’Africa), è stata l’occasione annuale per illustrare i dati nazionali e locali e tracciare il bilancio sulle nuove diagnosi da Hiv che in provincia di Latina si sono ridotte sensibilmente arrivando a 16 (dalle 29 del dicembre 2019 prima della pandemia), ma a fronte di un numero minore di test eseguiti. Si tratta di persone di ogni età, giovani e meno giovani, principalmente maschi che si sono infettati per via sessuale dopo rapporti non protetti eterosessuali o omosessuali. “Negli anni della pandemia l’attività di testing si è quasi dimezzata, ma la riduzione delle nuove diagnosi da HIV si può ritenere che sia in parte dovuta anche all’incremento delle strategie terapeutiche utilizzate in prevenzione – hanno sottolineato le infettivologhe Raffaella Marrocco e Giulia Mancarella, rimarcando che gli interventi sul territorio come il checkpoint appaiono fondamentali per mantenere l’attenzione sul tema.

Un anno importante il 2021, perché ricorrono i 40 anni dalla primo caso di Aids scoperto nel mondo (negli Usa da Robert Gallo) e per ricordare 40 anni di lavoro e progressi su questo fronte: dalla morte certa alle cure, senza mai avere un vaccino. “E’ importante ricordare questi 40 anni perché abbiamo fatti dei passi avanti enormi soprattutto in termini di terapia e di capacità di affrontare  questa infezione nelle persone Hiv positive, ma dall’altra anche tanti ostacoli: per  prima cosa riuscire a fare il test facilmente e il più rapidamente possibile, dall’altra combattere lo stigma, la paura che ancora c’è”, ha sottolineato la professoressa Miriam Lichtner, oggi direttrice di Malattie Infettive, che era una giovane specializzanda al Policlinico Umberto I quando arrivarono le prime scatole di antiretrovirali. Al Gemelli lo stesso capitò a Cosmo Del Borgo oggi medico presso la Uoc di Malattie Infettive che ha raccontato la sua esperienza rivolgendosi ai giovani medici in formazione del reparto, ai quali fra qualche settimana spetterà anche il compito di aprire le scatole dei primi farmaci per bocca contro l’infezione di oggi, quella da Covid.

LE TESTIMONIANZE – Al Goretti di  Latina era il 1985 quando fu diagnosticato il primo caso, era infatti l’anno in cui furono resi disponibili i test. “La prima fu una ragazza, la media di chi si infettava era di 18 anni per le donne e  20 per gli uomini, erano principalmente tossicodipendenti che come in un rito di scambiavano le siringhe. La prognosi allora era infausta e la morte certa, si moriva di tante malattie, infezioni che non avevamo mai conosciuto in quella virulenza, il momento di svolta arrivò nel 1996, quando arrivarono le prime terapie. Decidemmo di somministrarle ai dieci pazienti più gravi: funzionavano, alcuni di loro sono ancora vivi”, ha ricordato l’infettivologo Fabrizio Soscia tra i pionieri al Goretti.

“Sono stati anni molto faticosi e dolorosi, abbiamo fatto di tutto per rendere la vita un po’ più sopportabile a questi pazienti, spesso no si faceva nemmeno a tempo a fargli avere l’accompagno perché morivano. Abbiamo creato una rete territoriale e fondato un’Associazione. E se oggi c’è ancora lo stigma, in quegli anni le persone avevano paura anche di noi che ci occupavamo di questi pazienti. Molti preferivano non incontrarci”, ha raccontato Mimma Acito, in quegli anni assistente sociale e poi perno del Centro di Riferimento Aids di Latina.

LA SITUAZIONE OGGI  – Oggi il Centro Aids di Latina è arrivato a seguire oltre 500 pazienti che sono in un continuo aumento. Il dato più positivo  è che gli Hiv positivi “risultano per la quasi totalità in trattamento antivirale e quindi aviremici, cioè non contagiosi”. Il dato più negativo invece riguarda le diagnosi: “Una quota molto alta, il 75% dei soggetti che scopre di essere positivo arriva tardivamente e ha fatto il test solo perché stava male. E’ una cosa che non vorremmo mai vedere”,  dicono gli infettivologi del Goretti.

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Viviamo Festival, finalissima al teatro D’Annunzio di Latina

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LATINA – Si terrà questa sera al Teatro D’Annunzio di Latina la finale di Viviamo D’Arte, il Festival dedicato alla valorizzazione dei talenti artistici ideato e diretto da Anna Lungo e Luca Ceccherelli.  Sono 22 i concorrenti che si sfidano davanti al pubblico e che saranno esaminati dalla giuria composta da Grazia Di Michele, Luca Pitteri e Rita Perrotta. Anche il pubblico potrà votare, in modalità digitale, durante la serata.

Il teatro è sold out per la serata, a testimonianza del grande interesse per la manifestazione oltre che per questa serata conclusiva che si preannuncia come un grande spettacolo di musica e talento, capace di valorizzare giovani artisti e offrire al pubblico un evento ricco di emozioni, contenuti esclusivi e ospiti speciali.

La professoressa Lungo al microfono di Antonella Melito che presenterà la serata

Durante la serata si esibiranno nell’ordine:

Ludovica Porfiri
Chiara Cipriottto
Sara Fattori
Nina Perrini
Davide Settevendemie
Victoria Cino
Anna Wiertzcovski
Sofia Sharkozi
Giulia Perrone
Ambra Ilacqua
Sabrina Brodosi
Angelica Montanaro
Allegro Con Brio
Sara Iachetta
Fabrizio Coletta
Aurora Castellani
Sara Campagnaro
Claudia Meddi
Monica Policriti
Mino Randelli e Francesco Fiorentini
Giovanni D’Avanzo
Better Than Study

 

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La Maga Circe nella Top 10 delle maratone italiane: L’intervista al Presidente Fioriello

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LATINA – Un risultato importante per il territorio pontino e per tutto il movimento sportivo locale: la Maratona della Maga Circe conquista il decimo posto tra le maratone italiane, secondo i dati ufficiali della Federazione Italiana di Atletica Leggera riferiti al 2025. Un traguardo raggiunto in soli cinque anni dalla nascita della manifestazione, come ha spiegato il presidente di In Corsa Libera che organizza l’evento, Davide Fioriello, durante la nostra intervista radiofonica.

«Questi sono dati ufficiali della Federazione di Atletica Leggera, pubblicati sul sito federale e consultabili da tutti», ha spiegato Fioriello. La classifica si basa su una serie di parametri statistici, tra cui la media dei tempi dei primi arrivati, quella dei migliori italiani e il numero complessivo dei partecipanti. «È una media aritmetica che viene calcolata su diversi fattori e che la Federazione utilizza per catalogare e valutare le maratone».

Il risultato assume un valore ancora più significativo se si considera che i dati fanno riferimento alla quinta edizione della gara, disputata nel 2025. Nel frattempo la manifestazione ha già celebrato anche la sesta edizione, confermando il suo percorso di crescita. «Aver raggiunto questo risultato in soli cinque anni è veramente tanta roba», ha sottolineato il presidente.

Il piazzamento nella Top 10 ha portato anche alla riconferma della gara come tappa bronzo della Federazione Italiana di Atletica Leggera, un riconoscimento che certifica la qualità organizzativa e sportiva della manifestazione.

 

Ma il valore della maratona, come sottolinea Fioriello, va ormai ben oltre l’aspetto puramente sportivo. «Questo non è più solo un evento sportivo. È un evento che genera economia, porta stranieri, crea turismo e valorizza il territorio». La presenza nella classifica nazionale assume quindi un significato simbolico anche per tutta la provincia di Latina.

«Non credo che sia capitato spesso che la nostra provincia si trovi in una classifica nazionale davanti a città come Napoli, Bologna, Palermo, Pisa o Rimini», ha aggiunto Fioriello. «L’importanza di questo risultato si vede soprattutto da chi abbiamo dietro».

Nonostante l’ottimo piazzamento, l’obiettivo dell’organizzazione resta quello di crescere con equilibrio e realismo. «Il nostro obiettivo non è arrivare in vetta», ha spiegato il presidente, ricordando la presenza di grandi maratone storiche come Roma, Milano, Firenze e Venezia. «Sono città e organizzazioni inarrivabili».

L’ambizione, piuttosto, è quella di consolidare la posizione conquistata. «L’ho detto fin dal primo giorno: il mio obiettivo era restare stabilmente tra le prime 10-15 maratone italiane. Ad oggi sta andando tutto come avevo previsto».

Una sfida che richiede continuità e lavoro costante. «Già quello che abbiamo fatto in cinque anni è qualcosa di straordinario. Ora dobbiamo tenerci stretto questo risultato e continuare a lavorare per mantenerlo».

La Maratona della Maga Circe, infatti, è ormai diventata una presenza stabile nel calendario degli eventi del territorio. Dopo l’edizione 2026, le iscrizioni per quella del 2027 sono già aperte, segno di una manifestazione che guarda al futuro con una programmazione sempre più strutturata.

«Non voglio nemmeno chiamarlo solo evento sportivo», ha concluso Fioriello. «È diventato l’evento più importante della nostra provincia che si ripete ogni anno e che dà lustro al nostro territorio».

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Il corto “Elda” di Massimo Ferrari finalista a Film Impresa: in 9 minuti la storia di un’operaia della Dublo di Latina Scalo

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(nella foto in homepage la vera Elda Degli Stefani e l’attrice Lorenza Indovina. Nella gallery, Massimo Ferrari, Gaia Capurso, le operaie che hanno partecipato al film, i tre bambini Francesco Ferrari – Soraya Sanfelici – Lorenzo Rapaccini  e Elda da ragazza, interpretata da Aurora Rapaccini)

LATINA – E’ finalista al Premio Film Impresa il cortometraggio scritto e diretto dal regista di Latina  Massimo Ferrari, “Elda” (prodotto da Maga Production di Gaia Capurso),  che racconta in nove minuti la storia di una donna, Elda Degli Stefani, interpretata da Lorenza Indovina, che ha vissuto buona parte della sua vita lavorando nella Manifattura tessile Dublo di Latina Scalo. In finale è andata anche la colonna sonora scritta dal musicista pontino Francesco Ruggiero.

Il corto, che sarà proiettato il 2 marzo al Cinema Quattro Fontane di Roma, nella IV edizione del progetto ideato e organizzato da Unindustria, con il supporto di Confindustria, sarà giudicato da una giuria presieduta da Sergio Castellitto nella sezione Migliore inedito, mentre le musiche saranno sottoposte al giudizio di un gruppo di esperti capitanati da Caterina Caselli.

RACCONTARE I VALORI AZIENDALI – “Il 2 marzo sapremo com’è andata, però siamo molto contenti, perché è un progetto importante che abbiamo realizzato dopo che Massimo Marini della Dublo ci ha coinvolto, spiegandoci di volere un tipo comunicazione diverso dallo spot, trovando una chiave di narrazione diversa. Quindi abbiamo pensato che potesse essere bello usare un linguaggio cinematografico che raccontasse i valori più che il prodotto aziendale  –  spiega il regista – . E l’idea è piaciuta a Marini”.

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