CRONACA
Provincia, nuova sospensione prefettizia per Armando Cusani. L’atto notificato via Pec

Armando Cusani
LATINA – Era ventilata, è arrivata puntuale la nuova sospensione dalla carica di presidente della Provincia per Armando Cusani. Il provvedimento del Prefetto di Latina Antonio D’Acunto è stato firmato su parere conforme del Ministero dell’Interno sulla base della sentenza di condanna per abuso d’ufficio emessa dal Tribunale di Latina per l’illegittima rimozione del comandante dei vigili urbani di Sperlonga. Come il primo atto di sospensione che aveva colpito Cusani a fine ottobre 2013, “doveva” essere emesso, pena l’omissione di atti d’ufficio da parte del rappresentante di Governo sul territorio.
Il politico di lungo corso, presidente in Via Costa per quasi due legislature, era tornato per un giorno a capo dell’Ente dopo la decadenza del primo provvedimento prefettizio seguita alla dichiarazione di intervenuta prescrizione del reato di abuso d’ufficio rilevata nei giorni scorsi dai giudici della Corte D’Appello di Roma nel processo di secondo grado per l’Hotel Grotte di Tiberio (nella sentenza è stato invece confermato il reato di abusivismo edilizio per il quale la legge Severino non prevede la sospensione per gli amministratori pubblici). Il nuovo provvedimento prefettizio è stato notificato nel pomeriggio di venerdì con posta certificata.
Dopo il ritorno di Cusani in Via Costa era apparsa concreta la possibilità che il politico di Forza Italia chiedesse un rinvio delle elezioni provinciali in programma domenica 12 ottobre per potersi candidare nuovamente a guidare l’ente. La Commissione elettorale lo aveva già riammesso nell’elettorato attivo, includendolo tra i 498 grandi elettori (sindaci e consiglieri comunali e provinciali) chiamati a rinnovare l’Ente dopo la riforma che doveva cancellarlo e che per ora ne ha fatto un campo di battaglia per i partiti escludendo i cittadini dal voto.
CRONACA
Minacce e violazione della sorveglianza, chiesto l’arresto per Cha Cha
LATINA – La Procura della Repubblica di Latina ha chiesto l’arresto per Costantino Di Silvio detto Cha Cha, accusato di minacce aggravate e violazioni ripetute della sorveglianza speciale cui è sottoposto. E’ accaduto nell’interrogatorio che si è svolto oggi davanti al Gip del Tribunale di Latina. Le minacce sono quelle rivolte al comandante della stazione di Latina quando il noto esponente del clan Di Silvio fu sorpreso in Piazza San Marco, nel centro della città, suo luogo abituale di frequentazione, mentre era alla guida di una Lancia Ypsilon su cui viaggiava senza patente, perché revocata.
All’esame del giudice le parole pronunciate da Di Silvio: “Dite al comandante che si sta molto alla larga da me”, una delle frasi che sarebbero state proferite durante il controllo. Il giudice dovrà decidere sulla richiesta del carcere.
CRONACA
Comitato per l’ordine e la sicurezza su Cisterna, disposta l’implementazione dei controlli
LATINA – Si è riunito questa mattina in Prefettura il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito dalla prefetta Vittoria Ciaramella, su richiesta del Sindaco di Cisterna Valentino Mantini dopo alcuni allarmanti episodi di microcriminalità. Disposta dal Questore l’implementazione dei servizi straordinari del territorio, con l’ausilio di tutte le forze dell’ordine, per contrastare il degrado e la microcriminalità. “Questi servizi di alto impatto – ha detto Mantini – mirano alla prevenzione proprio perché questi episodi, oggi circoscritti, non degenerino in reati più gravi; la presenza delle forze dell’ordine sul territorio aumenta indubbiamente la percezione della sicurezza nella cittadinanza».
Da parte del Questore Fausto Vinci è arrivato un plauso per il sistema performante di videosorveglianza presente a Cisterna, uno dei migliori dell’intera provincia di Latina, gestito dal Comando di Polizia Locale: ci sono circa 135 telecamere e altre 28 per la lettura delle targhe automobilistiche, a disposizione delle Forze dell’ordine.
CRONACA
Il Questore emette cinque avvisi orali: due sono per membri del clan Di Silvio
LATINA – Cinque avvisi orali nei confronti di persone accusate di fatti di cronaca considerati particolarmente gravi sono stati emessi nelle scorse ore dal questore di Latina Michele Maria Spina. Il primo ha raggiunto Cesare Di Rosa, 26 anni residente nel capoluogo, membro del clan Di Silvio, tutt’ora in carcere per aver colpito con un pugno un poliziotto che aveva fermato due giovanissimi della nota famiglia rom sorpresi a guidare in maniera spericolata in Viale Kennedy. Un pugno assestato senza motivo, nel cortile della Questura, che è costato punti di sutura e 15 giorni di prognosi all’agente.
Lo stesso provvedimento è stato emesso nei confronti di altre quattro persone tra cui Ferdinando Di Silvio detto Pescio, il 19enne anche lui in carcere con l’accusa di aver sparato ad altezza uomo in via Moncenisio contro un’auto che poi si è dileguata.
Altri avvisi orali sono stati disposti nei confronti del 48enne arrestato per la rapina messa a segno alcune sere fa in via Cisterna a Latina, quando un tabaccaio è stato colpito con il calcio della pistola. La misura preventiva, predisposta come le altre dall’Ufficio Anticrimine, ha raggiunto anche un assicuratore di Fondi di 51 anni, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e di una 23 enne di Latina, con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale.
Disposto invece il divieto di ritorno a Latina per tre anni nei confronti del 48enne pluripregiudicato napoletano arrestato dai Carabinieri di Latina, insieme a un complice, e accusato di essere l’autore di una serie di truffe nei confronti di anziani.
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