CRONACA
Gloria sfruttata da tutti, forse voleva parlare
LATINA – Gloria non ne poteva più di essere sfruttata e voleva ribellarsi. E’ l’ipotesi investigativa, forse la più accreditata, sull’omicidio della giovane mamma di Frosinone morta con fegato e milza spappolati dopo essere stata picchiata con violenza inaudita. “Lapidata come nel Vangelo” ha detto il sacerdote che ha celebrato le esequie parlando di lei come di una persona dolce che amava i suoi figli due bambini di 5 e 6 anni, e che forse proprio per loro aveva accettato il ricatto: prostituirsi.
Lavorava sulla Nettunense, Gloria, a Campo di Carne, dove incredibilmente la portava i parenti, una zia e il compagno di quest’ultima che la lasciavano sulla strada prima di raggiungere il negozio di frutta che gestiscono ad Anzio. Il sospetto è che Gloria fosse in totale stato di soggezione e dovesse consegnare tutto ai suoi sfruttatori. Certamente, la notte della morte avvenuta nella piazzola sulla Monti Lepini a Prossedi, la ragazza non aveva soldi in tasca nonostante avesse trascorso l’intera giornata sulla strada. E nessuno, nonostante stesse molto male, ha pensato di portarla in ospedale.
Una storia in cui ogni particolare contribuisce a far emergere una situazione di degrado e di malvagità assoluti, una vita trascorsa e finita male che reclama giustizia. Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Latina coordinate dal pm Luigia Spinelli sono proseguite anche di domenica per arrivare presto all’arresto del o dei responsabili della morte e dello sfruttamento di Gloria.
Una ragazza, ha detto don Ermanno, che gestisce la casa famiglia nella quale Gloria aveva vissuto «condannata dalla vita, condannata da chi la costringeva a prostituirsi, condannata da una società che non sempre è in grado di prendersi cura di casi difficili come il suo».
CRONACA
Latina, tre giovani aggrediscono un 15enne in viale Le Corbusier
Un ragazzo di 15 anni è stato aggredito questo pomeriggio in viale Le Corbusier, alle spalle del centro commerciale Latinafiori, nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo quanto ricostruito, tre ragazzi italiani gli si sono avvicinati chiedendogli una sigaretta. Il giovane ha risposto di non averne, spiegando che non fuma. Successivamente i tre gli avrebbero chiesto del denaro, ma anche in questo caso la risposta del 15enne è stata la medesima. A quel punto si è alzato per andare via e raggiungere la madre che lo stava aspettando poco distante. I tre lo avrebbero però seguito, rincorso e poi aggredito, colpendolo con calci e pugni tutti e tre contemporaneamente nel giro di pochissimo tempo. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in ambulanza a causa delle escoriazioni e dei lividi riportati. Sull’episodio indaga la polizia: i tre aggressori sarebbero stati visti fuggire, ma la zona è dotata di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aiutare a identificarli.
CRONACA
Latina, controlli antidroga nel quartiere Trieste: arrestato pusher trovato con cocaina e crack
Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio nei quartieri più sensibili del capoluogo. Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un giovane italiano, trovato in possesso di sostanza stupefacente presumibilmente destinata allo spaccio. Le pattuglie, impegnate nei consueti controlli, hanno notato il giovane entrare rapidamente in un bar alla vista degli agenti. Il comportamento ha insospettito i poliziotti, che lo hanno seguito sorprendendolo mentre tentava di nascondere un sacchetto. All’interno sono state rinvenute 41 dosi di cocaina e 12 dosi di crack già confezionate, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nel corso delle verifiche nella zona, un’altra pattuglia ha inoltre individuato, nascosto tra erbacce e fioriere, un ulteriore sacchetto contenente 44 dosi di crack e 11 dosi di cocaina, sequestrate a carico di ignoti. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare un telefono cellulare, una dose di hashish e un foglio manoscritto con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello stupefacente. Al termine delle attività l’uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, condotto presso la casa circondariale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni per contrastare il fenomeno dello spaccio sul territorio.
CRONACA
Aprilia, maxi sequestro di hashish e cocaina: arrestati un uomo e una donna
Maxi sequestro di droga ad Aprilia da parte della Polizia di Stato. Nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio condotti dalla Squadra Mobile di Latina su tutto il territorio provinciale, sono stati arrestati un uomo e una donna, entrambi di 51 anni, trovati in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa che ha portato gli agenti a monitorare l’appartamento dell’uomo, sottoposto a perquisizione nel corso di un servizio di osservazione e controllo nelle prime ore del mattino. I poliziotti hanno notato la donna raggiungere l’abitazione e ricevere uno scatolone, poi caricato nella propria auto. A quel punto è scattato l’intervento: una pattuglia ha seguito la donna, mentre un’altra è entrata nell’appartamento. All’interno dello scatolone sono stati trovati circa 5,85 chilogrammi di hashish. Contestualmente, nel garage dell’uomo sono stati rinvenuti oltre 54 chilogrammi della stessa sostanza, mentre in un cassetto della camera da letto è stato scoperto più di un chilogrammo di cocaina. Sequestrati anche 370 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un foglio con annotazioni riconducibili alla contabilità illecita e materiale per il confezionamento della droga, tra cui una macchina per il sottovuoto, una bilancia di precisione, nastro adesivo, pellicola e numerose buste in nylon. Entrambi sono stati arrestati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti negli istituti penitenziari competenti, a disposizione della Procura della Repubblica.
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roby
28 Agosto 2017 at 11:09
Io penso che lo stato italiano dovrebbe costituirsi parte civile nel processo contro il o i colpevoli di questa ” prova di coraggio “contro una donna di 23 anni,che chiaramente non era tanto forte e coraggiosa come i suoi assalitori,