CRONACA
Gloria sfruttata da tutti, forse voleva parlare
LATINA – Gloria non ne poteva più di essere sfruttata e voleva ribellarsi. E’ l’ipotesi investigativa, forse la più accreditata, sull’omicidio della giovane mamma di Frosinone morta con fegato e milza spappolati dopo essere stata picchiata con violenza inaudita. “Lapidata come nel Vangelo” ha detto il sacerdote che ha celebrato le esequie parlando di lei come di una persona dolce che amava i suoi figli due bambini di 5 e 6 anni, e che forse proprio per loro aveva accettato il ricatto: prostituirsi.
Lavorava sulla Nettunense, Gloria, a Campo di Carne, dove incredibilmente la portava i parenti, una zia e il compagno di quest’ultima che la lasciavano sulla strada prima di raggiungere il negozio di frutta che gestiscono ad Anzio. Il sospetto è che Gloria fosse in totale stato di soggezione e dovesse consegnare tutto ai suoi sfruttatori. Certamente, la notte della morte avvenuta nella piazzola sulla Monti Lepini a Prossedi, la ragazza non aveva soldi in tasca nonostante avesse trascorso l’intera giornata sulla strada. E nessuno, nonostante stesse molto male, ha pensato di portarla in ospedale.
Una storia in cui ogni particolare contribuisce a far emergere una situazione di degrado e di malvagità assoluti, una vita trascorsa e finita male che reclama giustizia. Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Latina coordinate dal pm Luigia Spinelli sono proseguite anche di domenica per arrivare presto all’arresto del o dei responsabili della morte e dello sfruttamento di Gloria.
Una ragazza, ha detto don Ermanno, che gestisce la casa famiglia nella quale Gloria aveva vissuto «condannata dalla vita, condannata da chi la costringeva a prostituirsi, condannata da una società che non sempre è in grado di prendersi cura di casi difficili come il suo».
CRONACA
Operazione antidroga ad Aprilia, sequestrati quasi 8 chili di hashish
Operazione antidroga della Polizia di Stato nel territorio di Aprilia, dove la Squadra Mobile di Latina ha arrestato due persone e sequestrato oltre 7 chilogrammi di hashish. Nel primo intervento, gli agenti hanno fermato un uomo trovato in possesso di oltre 2,6 chilogrammi di sostanza stupefacente, rinvenuta all’interno della propria abitazione. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Successivamente, in un’operazione analoga, è stato arrestato un secondo soggetto, nella cui disponibilità sono stati trovati oltre 5 chilogrammi di hashish, in parte nascosti anche all’esterno dell’immobile, insieme a materiale destinato al confezionamento delle dosi. Le attività sono state condotte al termine di indagini mirate, che hanno consentito di impedire l’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di droga. I due arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
CRONACA
Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo
CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.
Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.
Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.
CRONACA
Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato
Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
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roby
28 Agosto 2017 at 11:09
Io penso che lo stato italiano dovrebbe costituirsi parte civile nel processo contro il o i colpevoli di questa ” prova di coraggio “contro una donna di 23 anni,che chiaramente non era tanto forte e coraggiosa come i suoi assalitori,