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SCUOLA

Covid e caos scuole, Proietti: “Si raduni la Consulta della scuola”

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LATINA – “Si raduni al più presto la Consulta Cittadina della Scuola e si estenda la partecipazione anche alle rappresentanze delle scuole secondarie di secondo grado. Bisogna al più presto adottare, di concerto, un percorso condiviso che accolga le istanze dì tutti i soggetti della scuola e che possa proporre una via differente. Una via che garantisca una vita sicura ai ragazzi. In protezione dal virus, certo, ma che non intacchi ulteriormente la loro socialità”. Lo dice in una nota il Consigliere di LBC Gianmarco Proietti nei giorni in cui si assiste al caos delle quarantene, visti i 2500 contagi solo nelle scuole registrati nell’ultima settimana.

L’ex Assessore di Latina – tra le altre alla Pubblica Istruzione – ha cercato di fare chiarezza sul tema delle scuole, in qualità di Consigliere ed in qualità di docente che sta vivendo in prima persona le vicissitudini che gli operatori scolastici stanno vivendo in queste ore: “Dobbiamo insieme ritrovare un’alleanza del mondo adulto per studiare e proporre una via percorribile per i giovani, la cui vita relazionale è sempre più sacrificata”. Un problema legato sì alla pandemia, ma non solo. In tal senso, Proietti prosegue: “Le cause di questi problemi non sono legate solo alle DAD, ma sono da rintracciarsi in una serie di motivi gestionali, che fino ad ora non ha fatto altro che alimentare un muro contro muro tra dirigenti ed istituzioni. Ora più che mai, invece, il rapporto tra le parti dovrebbe essere cooperativo ed orientato al bene comune. Al bene dei ragazzi, dai quali abbiamo preteso un cambiamento ontologico del loro essere giovani, sicuramente per salvarli dal contagio, chiaro, ma sacrificando la relazione, che rappresenta la centralità del nostro essere umani”.

“La situazione è complicata per tutti. I dirigenti Scolastici vengono sovraccaricati di responsabilità amministrative e sono chiamati a rispondere alle note dei vari Ministeri. Questo, purtroppo, può far perdere di vista la realtà e quindi le esigenze dei bambini e bambine, delle ragazze e dei ragazzi. Lo stesso vale per gli operatori della ASL che, determinati e attenti a prevenire il contagio, prendono scelte dolorose e sofferte che risentono sulla vita degli studenti e delle studentesse. Senza dimenticare, poi, i genitori. Chi non è più in smartworking spesso è costretto a ridursi lo stipendio o, peggio, a perdere il lavoro per restare a casa con i figli in DAD. In questo quadro tutti stanno patendo. Ora solo insieme possiamo ricostruire.

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SCUOLA

Pronta l’Aula Magna dell’Iss Vittorio Veneto-Salvemini: inaugurazione martedì

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LATINA – Martedì 13 ottobre 2026, dalle ore 10 alle ore 12:00, sarà inaugurata l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vittorio Veneto – Salvemini” di Viale Mazzini 4, a Latina. “La cerimonia segna la conclusione dei lavori di ristrutturazione e la restituzione ufficiale alla comunità scolastica di uno degli ambienti più rilevanti dello storico edificio. L’inaugurazione si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione dell’istituto, realizzato dalla Provincia di Latina con risorse proprie e fondi del PNRR, per migliorare la fruibilità, la sicurezza e la qualità degli ambienti destinati agli studenti”, si legge in una nota della scuola.
L’istituto, aperto nel 1936, è la prima scuola superiore nata a Latina, negli anni della fondazione della città. Il suo nome richiama, come quello di altri borghi dell’Agro Pontino, la battaglia di Vittorio Veneto del 1918. L’Aula Magna conserva un ciclo di affreschi di Rapanà e Ravaglia, testimonianza storica e artistica del periodo in cui fu realizzato.

Alla cerimonia parteciperanno il Presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale e le Autorità cittadine. L’evento sarà anche l’occasione per inaugurare l’anno scolastico.

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Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo

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LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola  – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica),  è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.

La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.

Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.

«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.

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Solo cinque ore di sostegno a un alunno con disabilità, il Tribunale di Latina ordina al Comune di Aprilia di garantire le 15 necessarie

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APRILIA – Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente firmato dal giudice Paolo Bertollini, ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque.

Lo rende noto Andrea Ragusa del M5S: “Una riduzione di dieci ore settimanali  – commenta – non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente.

Ragusa ricorda  che “il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata” e che ” le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.

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