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CRONACA

Terracina, fermato taxi con un carico di bulbi da oppio: il passeggero si lancia dall’auto in corsa e sparisce. Arrestato il tassista

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TERRACINA – Cinquantatré chili di bulbi essiccati di papavero da oppio sigillati in singole confezioni da 110 grammi circa. E’ quanto hanno trovato i carabinieri nella serata del 12 dicembre fermando un taxi che viaggiava sulla direttrice  San Felice Circeo-Terracina. L’operazione è scattata quando i militari delle due stazioni locali dell’Arma e una gazzella dell’Aliquota Radiomobile del N.O.R., hanno intercettato il mezzo che si spostava in direzione sud e hanno intimato l’alt per un controllo. A bordo due persone. E’ stato a quel punto però che, ancora prima che il taxi si fermasse, il passeggero si è lanciato dal veicolo  fuggendo nei campi circostanti, favorito dal buio.  La successiva perquisizione ha portato alla scoperta dei sacchi con lo stupefacente.
L’autista, un tassista romano di 73 anni, è stato dichiarato in arresto per concorso in detenzione ai fini di spaccio di droga e su disposizione del pm presso la Procura della Repubblica di Latina, con cui i militari hanno agito d’ intesa, è stato portato nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Terracina. Ieri al termine dell’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari di Latina ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari presso la sua abitazione nell’area sud-est della Capitale.
“L’operazione  – spiegano i militari dell’Arma – è il risultato di un’intensificazione dei servizi di controllo del territorio pianificati dall’Arma nell’intera provincia, al fine di assicurare tranquillità e sicurezza alla collettività, con l’approssimarsi delle festività natalizie”.

 

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CRONACA

“Sorelle di Aprilia vivono davanti Montecitorio dopo esecuzione immobiliare”: interrogazione di Ciolfi e Fontana

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APRILIA –  “Le sorelle Roberta e Maria Letizia Montoro, residenti ad Aprilia, sono state private della propria abitazione a seguito di una procedura esecutiva immobiliare e da diverse settimane vivono per strada nei pressi di Montecitorio per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla loro vicenda, sostenendo di aver subito la perdita non solo della casa di abitazione, ma anche di ben sei unità immobiliari, tutto in conseguenza di procedure che ritengono illegittime”. Lo affermano le deputate M5S Stefania Ascari e Ilaria Fontana e la consigliera comunale M5S di Latina Maria Grazia Ciolfi che hanno presentato un’interrogazione alla Camera.

Raccogliendo la testimonianza delle due sorelle di Aprilia e del loro legale, le due donne – spiegano le esponenti politiche del Movimento Cinque Stelle “affermano anche di trovarsi in una condizione di grave disagio abitativo e personale, pur essendo proprietarie di beni immobili che, a loro dire, non sarebbero nella loro concreta disponibilità a causa di ulteriori procedure giudiziarie. La procedura esecutiva avrebbe avuto origine da un debito di importo relativamente contenuto e le due sorelle avrebbero tempestivamente presentato istanza di conversione del pignoramento, provvedendo al versamento di somme che ritenevano idonee a soddisfare sia il credito azionato che le relative spese. La legale delle sorelle Montoro ha segnalato possibili anomalie procedurali e le due donne denunciano episodi di intimidazione e di allontanamento verificatisi in prossimità di immobili che esse ritengono di loro proprietà”.

Una vicenda tutta da chiarire che ha assunto  – aggiungono Ciolfi e Fontana – particolare rilevanza pubblica per le condizioni di forte disagio in cui versano attualmente le due donne. Ferma restando l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e la competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria nella valutazione dei singoli procedimenti, secondo noi è opportuno verificare che tutte le attività siano state svolte nel pieno rispetto delle garanzie, se siano stati adeguatamente valutati i principi di proporzionalità tra il credito azionato e il valore dei beni sottoposti a esecuzione,
se il Ministro dell’interno sia a conoscenza dei presunti episodi intimidatori subiti dalle sorelle Montoro”.

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CRONACA

Latina, insulti al Gip Cario in Tribunale, donna portata via. Al magistrato la solidarietà degli Avvocati

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LATINA – Grave episodio questa mattina in Tribunale a Latina dove una donna è entrata nell’aula dibattimentale dove si trovava il giudice Giuseppe Cario, impegnato in un interrogatorio di garanzia, alla presenza di una cancelliera, e lo ha insultato prima di essere portata via. La protagonista è una 49 enne che, da quanto si apprende, sventolava un decreto di archiviazione relativo a un procedimento penale nato da una sua denuncia, e ad alta voce ha pronunciato pesanti offese contro il magistrato. Il gip e la cancelliera hanno ripetutamente invitato la donna a uscire dall’aula, ma alla fine è stato necessario l’intervento del personale di vigilanza del palazzo di Giustizia. Nel frattempo è stato chiamato il 112 e sono arrivati polizia e carabinieri. Sono stati questi ultimi a denunciare la signora per interruzione di pubblico servizio e offesa a magistrato.

Immediata la solidarietà del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina che condanna “il grave atto intimidatorio e di violenza”. La nota porta la firma del presidente dell’ordine Avv Giovanni Lauretti il quale ricorda che la vicenda di oggi “fa seguito ad altri gravi gesti di minaccia rivolti ad avvocati e magistrati del circondario pontino” e “deve spingere  – aggiunge Lauretti  – tutte le istituzioni a mantenere sempre alto il livello di guardia nel fronteggiare questi inquietanti fenomeni criminali”.

“Con la certezza che tutti gli operatori della giustizia non si lasceranno Condizionare nello svolgimento della loro attività da simili di atti e che l’avvocatura sarà sempre al fianco di chi ogni giorno compie il proprio lavoro con intensa dedizione e professionalità si auspica che siano messe in atto tutte le iniziative necessarie a tutelare i soggetti della giurisdizione e attraverso loro il bene supremo della giustizia e della legalità”, conclude la nota.

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CRONACA

Lancia fuoco artificiale in campo durante la finale di Coppa Italia, Daspo di 6 anni per un tifoso del Latina Calcio

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LATINA  – Ha lanciato un fuoco pirotecnico in campo durante la finale di coppa Italia di serie C tra Latina e Potenza, che si giocava al Francioni. Dovrà stare lontano da stadi e manifestazioni sportive per sei anni. Lo ha deciso il questore di Latina Fausto Vinci emettendo un pesantissimo Daspo nei confronti di un tifoso del Latina Calcio 1932. Gli accertamenti condotti dalla Digos della Questura di Latina attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza e delle riprese effettuate dalla Polizia Scientifica, lo hanno identificato come l’autore del gesto. Considerata la pericolosità del comportamento e i precedenti specifici  – visto che era già colpito da DASPO per precedenti comportamenti violenti  – è stata stabilita per lui anche la misura dell’obbligo di presentazione presso un ufficio di polizia durante lo svolgimento delle partite della squadra nerazzurra. Questa seconda prescrizione è in attesa di convalida da parte del G.I.P. presso il Tribunale di Latina.

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