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LATINA ABBRACCIA IL VESCOVO CROCIATA
“Voi siete dono di Dio, la sua chiamata, il suo compito”. Le foto, il discorso

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Il vescovo Crociata saluta i sacerdoti al suo arrivo a Latina

Il vescovo Crociata saluta i sacerdoti al suo arrivo a Latina

LATINA – Si è tenuta domenica 15 dicembre  la cerimonia di insediamento del vescovo, Mariano Crociata a Latina. Sorridente, disponibile, ha stretto mani, salutato fedeli, riconosciuto persone incontrate in altri luoghi, preso i primi appuntamenti di un’agenda già fitta, che avrà tra le sue priorità la visita al carcere di Via Aspromonte.

Nel corso della lunga cerimonia di “ingresso”, partita dalla Casa del Martirio di Maria Goretti a Le Ferriere e conclusasi nella parrocchia del Sacro Cuore dove ha ricevuto il pastorale (il bastone del pastore) dalle mani del Nunzio apostolico, Crociata ha avuto il suo “imprinting” pontino.

“Fino a poco più di un mese fa non conoscevo quasi nessuno di voi e nemmeno questa diocesi; poi il Signore, attraverso il Santo Padre, ha deciso di inviarmi come vostro Vescovo. Ora sono qui per dirvi che per me voi siete il dono di Dio, la sua chiamata e il suo compito. Perciò posso dire di scegliere di diventarvi fratello e padre” ha detto al termine della cerimonia.   Sul sagrato in Piazza Paolo VI prima della funzione, presenti  tutti i sindaci della Diocesi di Latina-Terracina-Sezze e Priverno, Monsignor Crociata aveva ricevuto il saluto di benvenuto del Prefetto D’Acunto e del sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi. Poi, sull’altare, il vescovo che lo ha preceduto, monsignor Giuseppe Petrocchi, gli ha raccontato la sua Latina e il cammino fatto sin qui per una Chiesa “più una”, cedendo il testimone dopo la nomina ad Arcivescovo Metropolita dell’Aquila.

Molti gli altri prelati presenti alla cerimonia, fra tutti, i cardinali Angelo Bagnasco, e il pontino Velasio De Paolis. A porgere per primo il saluto al nuovo pastore dopo la lettura della bolla Pontificia e il passaggio del Pastorale è stato Don Renato Di Veroli, il sacerdote ultranovantenne, il più anziano della Diocesi, già parroco della Chiesa di Santa Maria Goretti.

LE FOTO DELLA CERIMONIA  -[slideshow id=169]

Discorso per l’inizio del ministero episcopale a Latina

a conclusione della Celebrazione Eucaristica

Domenica 15 dicembre 2013

Mariano Crociata

Si rinnova oggi per noi credenti e per la nostra Chiesa un’esperienza fondamentale della vita umana, quella del dono e della scelta tra persone. Dono sono i figli per i genitori, come anche i genitori per i figli. Lo diventano veramente gli uni per gli altri, però, solo quando il dono viene accettato, consapevolmente e cordialmente, con amore e responsabilità.

Fino a poco più di un mese fa non conoscevo quasi nessuno di voi e nemmeno questa diocesi; poi il Signore, attraverso il Santo Padre, ha deciso di inviarmi come vostro Vescovo. Ora sono qui per dirvi che per me voi siete il dono di Dio, la sua chiamata e il suo compito. Perciò posso dire di scegliere di diventarvi fratello e padre. La vostra accoglienza e partecipazione mi testimoniano che questa è anche la vostra scelta, quella di ricevermi nell’atteggiamento di fratelli e figli. Siamo grati di questo e siamo confortati dalla certezza che tutto ciò viene dal Signore, il quale per primo ci ha scelti e amati, uno per uno e tutti insieme, in questa Chiesa cresciuta nel corso della storia remota e recente per fede e santità.

C’è un’altra esperienza che oggi vede fondersi i nostri cammini di vita e di fede. Giungo da un percorso caratterizzato da un migrare continuo, ormai così caratteristico per tanti nel nostro tempo e ben noto anche a questa terra. Porto anch’io i segni della provvisorietà, che ci richiama a una lettura credente della condizione umana e ci fa aspirare a un’altra patria, definitiva. La Chiesa è una tenda, il nostro esserci è di passaggio, protesi come siamo verso una stabilità promessa e non ancora data. È, questa, una dimensione spirituale e pastorale che non dobbiamo mai perdere di vista, unitamente a quella ispirata all’incarnazione. Se io vengo a richiamarvi l’esigenza di uno sguardo orientato alla vita eterna, voi chiedete e attendete di apprendere sempre di nuovo la capacità di animare con la fede la vita di ogni giorno, la famiglia, il lavoro, i rapporti sociali. Nella nostra esistenza siamo chiamati a fare unità tra destinazione all’eternità beata e vocazione alla santità quotidiana, tra comunione con Dio e relazioni fraterne, tra ascolto del Signore e responsabilità sociale e civile.

Con questi sentimenti mi accingo a intraprendere con voi un nuovo tratto di strada. Stiamo vivendo un felice inizio, anche se il cammino non può essere esente da fatiche e affanni; la gioia di un inizio detta comunque il senso e indica la meta, molto più delle difficoltà di cui è intriso l’impegno quotidiano. Impariamo a trapuntare di segni felici il nostro cammino di Chiesa, soprattutto nella liturgia e nella preghiera, radici di ogni fraternità, sorgente di una comunione più forte di tutte le possibili cause di incomprensione e di divisione. La speranza si affermi sopra tutti i motivi di pessimismo, perché la grazia è più grande del peccato, e l’amore di Dio vince il male con il perdono che trasforma i cuori.

Di questo felice inizio sono grato al Signore e a tutti voi. Saluto con affetto voi qui presenti in chiesa e quanti sono collegati negli ambienti attigui, come pure coloro che ci stanno seguendo da casa. Tra questi ultimi un intenso ricordo assicuro per gli anziani e i malati. Sono riconoscente di avervi tutti attorno a me e, attraverso di me, al Signore, che è l’unico grande Pastore della sua Chiesa (cf. Eb 13,20; 1Pt 2,25). Un vivissimo ringraziamento desidero rivolgere al Nunzio Apostolico in Italia, S.E. Mons. Adriano Bernardini, che ha voluto autorevolmente accompagnare il mio ingresso in diocesi. Apprezziamo profondamente il suo gesto e gli chiediamo di far pervenire al Santo Padre Francesco le espressioni della gratitudine mia personale e di tutti noi, l’amore filiale, la fedeltà incondizionata e la comunione cordiale alla sua guida e al suo magistero.

Un ringraziamento speciale sento di esprimere a S. Em. il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La sua partecipazione a questa celebrazione è espressione eloquente della considerazione e della fiducia con cui ho potuto condividere come Segretario Generale la sua alta responsabilità; la sua presenza è anche segno della vicinanza con cui segue il cammino delle nostre Chiese in Italia, della cui unità non è solo figura rappresentativa ma concreto e fattivo promotore. A lui auguro di vedere crescere tra i Vescovi italiani e tra tutte le nostre diocesi quel fervore di iniziativa pastorale e di cammino comune che è l’anima di una Conferenza episcopale.

Ringrazio di cuore S. Em. il cardinale Velasio De Paolis, figlio di questa terra e apprezzato collaboratore del ministero petrino a servizio della Chiesa universale. Siamo incoraggiati dalla sua presenza che alimenta il suo legame con la nostra Chiesa; confidiamo che esso possa vieppiù rafforzarsi.

Un pensiero commosso sentiamo tutti di rivolgere a S.E. Mons. Giuseppe Petrocchi. Ogni cosa qui parla della sua intraprendenza e del suo spirito di iniziativa pastorale, come del contributo decisivo che egli ha dato alla crescita della diocesi a ogni livello; da parte mia, come ho scritto nel primo saluto alla diocesi, assicuro l’impegno a valorizzare e accrescere il bene della Chiesa così profusamente realizzato. Lo accompagniamo con affetto e preghiera nel suo servizio come Arcivescovo de L’Aquila, mentre confidiamo che i legami di fede e di carità che si sono stabiliti in questi anni possano rinsaldarsi nel tempo.

Permettete di esprimere un grazie sincero ai numerosi Confratelli Vescovi delle diocesi del Lazio che ci fanno dono della loro presenza, segno dell’accoglienza fraterna della mia persona nell’episcopato della regione, nel quale mi inserisco con discrezione ma anche con l’entusiasmo del neofita, insieme alla piena disponibilità alla collaborazione. Un pensiero grato e affettuoso rivolgo ai Vescovi venuti dalla Sicilia, tra i quali desidero menzionare quello della mia diocesi di origine, Mazara del Vallo, S.E. Mons. Domenico Mogavero; insieme a loro ringrazio i sacerdoti che dalla stessa Mazara, da Noto e da Palermo mi hanno raggiunto per questa celebrazione, a testimonianza di un cammino di vita arricchito di presenze che hanno accompagnato e sostenuto la mia crescita umana, l’esperienza della fede, il servizio ministeriale. Una menzione singolare di gratitudine la devo ai miei familiari e ai parenti, della cui presenza è intrisa la mia persona e la mia storia; con loro i legami non sopravanzano ma si intrecciano con una armonia e con una condivisione di fede che ci conserva uniti nel cammino. Ne rendo lode al Signore.

Le Autorità civili e militari sentano di avere la mia sincera gratitudine per la loro partecipazione e il cordiale apprezzamento per il servizio che svolgono. Ringrazio il presidente della Regione Lazio, on. Nicola Zingaretti, che si è unito alla nostra celebrazione. Rinnovo l’attenzione e la disponibilità alla necessaria collaborazione con tutti loro, per il bene dei fedeli che vogliono essere leali cittadini e dei cittadini che guardano alla Chiesa come a una presenza feconda per una società più umana e più giusta. Questa celebrazione sia l’avvio di un dialogo che in tale prospettiva auspico vivamente.

Riprendo il ministero episcopale in diocesi dopo più di cinque anni spesi al servizio della Conferenza Episcopale Italiana: un’esperienza che mi ha fatto respirare negli ampi spazi della vita della Chiesa in Italia e oltre. Porto con me una ricchezza straordinaria, che si condensa in una visione della vitalità e delle fatiche che le nostre Chiese sperimentano in questo tempo. Non so come questo potrà rifluire nel nuovo servizio pastorale; sono certo di voler fare tesoro di questo tempo di grazia, che spinge ad accrescere le forme di comunione, di condivisione e di collaborazione tra le Chiese, come è nello spirito e negli auspici del lavoro collegiale di una Conferenza episcopale. La presenza numerosa e cordiale di sacerdoti, religiosi e laici che lavorano nella Segreteria Generale della CEI e negli Organismi collegati, esprime bene la coesione che il lavoro svolto insieme ha creato e, nello stesso tempo, rivela i rapporti di stima e di amicizia che si sono stabiliti nel corso del tempo. A tutti loro la mia profonda gratitudine. Si rinnova in me il desiderio di coltivare questi rapporti e sgorga spontaneo l’augurio che fin da ora rivolgo a colui che sarà scelto come nuovo Segretario Generale.

Saluto con affetto e gioia grande tutti voi, miei nuovi condiocesani: presbiteri, diaconi, seminaristi, persone consacrate, fedeli laici. Vi ringrazio per l’accoglienza e per tutto ciò che avete fatto per prepararvi; vi ringrazio particolarmente per questa celebrazione; vi ringrazio della preghiera e del calore di fede e di fraternità che avete già cominciato a esprimermi. Sentitevi pienamente ricambiati da parte mia.

Ho scelto di celebrare qui l’ingresso in diocesi dopo aver sostato brevemente in Cattedrale, nella quale tornerò il prossimo mercoledì 18, in occasione della ricorrenza del Natale di Latina e della dedicazione della stessa Cattedrale di san Marco. Quel giorno avrò modo di incontrare tutto il presbiterio, anche a sottolineare che esso costituisce il collegio dei primi collaboratori del Vescovo nel suo ministero pastorale. Appena possibile conto di visitare tutte le comunità. Il tempo che ci sta dinanzi sarà dedicato alla reciproca conoscenza. Intanto, il calendario già diligentemente definito indica un percorso nel quale intendo inserirmi, per portare avanti insieme a voi il cammino dell’anno pastorale già avviato.

Alcune attenzioni stanno a cuore alla Chiesa di sempre e, con un’urgenza nuova, alla Chiesa di oggi. Conclusivamente, sento di doverle richiamare. La prima è la comunione. È la vocazione originaria e costitutiva della comunità dei credenti, uniti attorno al Signore e ai suoi ministri nella medesima fede, nello stesso amore e nell’unica nostra speranza.

Poi, la missione. Non c’è comunione senza missione, anzi, senza la gioia della missione (l’Evangelii gaudium, con le parole di papa Francesco), di condividere cioè l’esperienza esaltante dell’incontro con il Signore nella comunità ecclesiale.

Infine, il frutto della missione è il rifiorire dell’umano, come accadeva a quanti incontravano Gesù e ne venivano risanati e restituiti a nuova vita. Il segno della qualità evangelica della nostra vita e della nostra missione è la cura dell’umano, la dedizione alla persona, chiamata a riscoprire la bellezza di esserci e di stare alla presenza di Dio.

La strada è tracciata. Il Signore ce l’ha voluto riaffidare. Non ci resta che percorrerla in nomine Domini.

 

 

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Il Rotary Latina consegna due borse di studio al Liceo Manzoni in ricordo di Martina Natale

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LATINA – “Il viaggio di Martina: destinazione laurea”, è il premio consistente in due borse di studio del valore di 500 euro ciascuna, che il Rotary Club Latina ha voluto dedicare a Martina Natale, la cui prematura scomparsa ha commosso l’intera città e non solo. Nei giorni scorsi i vincitori dell’edizione 2026 del concorso sono stati proclamati nel corso di una cerimonia ospitata nell’Aula Magna del Liceo Statale “Alessandro Manzoni”, lo stesso frequentato da Martina.

Dopo i saluti della dirigente del Liceo Manzoni, Paola Di Veroli, per i Past President del Rotary Club Latina, Giuseppe e Attilio Vincenzo Gisotti, c’è stata l’occasione per presentare le finalità del Rotary e del Rotaract. «Da oltre un secolo, i soci del Rotary sono pronti ad agire facendo leva sulla loro passione, energia e intelligenza per realizzare progetti sostenibili. Facciamo service, promuoviamo l’integrità e avanziamo la comprensione internazionale, la buona volontà e la pace attraverso la nostra comunità». «Unitevi a noi _ è stato l’invito di Attilio Vincenzo Gisotti _ aderendo al Rotaract, che riunisce i giovani dai 18 anni in poi per scambiare idee, sviluppare doti di leadership e competenze professionali e svolgere progetti di service divertendosi insieme».

Alla cerimonia era presente anche la mamma di Martina Natale, Edy, che ha portato un breve saluto.

Le borse di studio vengono assegnate a studenti che si sono diplomati presso il Liceo “Manzoni” al termine del precedente anno scolastico e che abbiano intrapreso il percorso universitario. In questa edizione ad aggiudicarsi il premio del Rotary Club Latina sono stati Manvir Kaur, ora studentessa di Scienze della moda e del costume, e Giulio Gioè, che si è iscritto alla Facoltà di Lingue.

In occasione della cerimonia di consegna dei premi, gli alunni del Liceo Musicale hanno voluto ricordare la loro compagna con dei brani musicali che hanno confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, la bravura loro e dei propri insegnanti.

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Mare del Lazio promosso a pieni voti: nessuna area “scarsa”, eccellenza anche per il litorale pontino

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Il mare del Lazio si presenta all’estate 2026 con risultati senza precedenti sul fronte della qualità delle acque. Per la prima volta da quando viene effettuata la classificazione delle acque di balneazione, nessuna area della regione è stata inserita nella categoria “scarsa”. I dati sono stati illustrati a Gaeta nel corso della presentazione ufficiale del monitoraggio realizzato da ARPA Lazio.

Secondo il rapporto, il 93% delle aree monitorate è stato classificato come “eccellente”, il 6% come “buono” e il restante 3% come “sufficiente”. Sono complessivamente 206 le aree che hanno ottenuto il massimo riconoscimento su 221 punti monitorati in tutta la regione.

Particolarmente positivi i risultati registrati nella provincia di Latina, dove il 94% delle aree marino-costiere è stato classificato come eccellente. Hanno ottenuto il massimo livello di qualità tutte le zone balneabili dei comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta, Formia e Minturno. Risultati eccellenti anche per le acque delle isole pontine, con classificazione massima per Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene e Santo Stefano.

«La situazione è ottima, direi eccellente», ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo, sottolineando come i dati siano il risultato del lavoro di monitoraggio, controllo e prevenzione svolto sul territorio. Un traguardo particolarmente significativo è rappresentato proprio dall’assenza di aree classificate come scarse.

Il direttore generale di ARPA Lazio, Tommaso Aureli, ha ricordato che la classificazione non si basa su singoli campionamenti, ma sui dati raccolti negli ultimi quattro anni attraverso centinaia di controlli effettuati tra aprile e settembre lungo le coste e nei laghi della regione.

Il nuovo programma di monitoraggio proseguirà fino a settembre con oltre 1.600 campionamenti tra mare e laghi, con l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza per i bagnanti e sostenere l’attrattività turistica del territorio.

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Sermoneta, cala il costo del servizio rifiuti: Tari più leggera nel 2026

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Il Consiglio comunale di Sermoneta ha approvato il nuovo Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti per il periodo 2026-2029. Tra gli elementi più significativi c’è la riduzione del costo complessivo del servizio, che per il 2026 si attesta a circa 1 milione e 524 mila euro, con un risparmio di circa 50 mila euro rispetto all’anno precedente.

Secondo quanto spiegato dal consigliere delegato all’Ambiente Vittorio Pacini, il risultato è particolarmente rilevante considerando il contesto economico caratterizzato da continui aumenti dei costi. Un contributo importante arriva dalla raccolta differenziata, che nel Comune supera il 72%, e dalle attività di controllo sul territorio. La diminuzione dei rifiuti indifferenziati, infatti, consente di contenere le spese del servizio.

Nel corso della seduta sono state approvate anche le tariffe Tari per il 2026. L’assessore al Bilancio Ugo Coluzzi ha evidenziato come la riduzione dei costi permetta di alleggerire il carico fiscale per cittadini e attività economiche, con una diminuzione delle bollette compresa tra il 2 e il 3 per cento.

Tra le novità introdotte figura il bonus sociale Tari, che prevede una riduzione del 25% per le famiglie in condizioni di difficoltà economica. L’agevolazione sarà riconosciuta automaticamente agli aventi diritto, senza necessità di presentare domanda.

Per il pagamento della tariffa saranno disponibili quattro rate distribuite tra giugno e novembre, con la possibilità di effettuare il versamento in un’unica soluzione.

Il Consiglio comunale ha inoltre approvato alcune modifiche al regolamento Tari. Tra queste, l’esenzione per determinate attività legate agli oratori, riconosciuti come importanti centri di aggregazione sociale, e l’esenzione per le abitazioni di persone ricoverate stabilmente in strutture sanitarie, purché gli immobili non siano utilizzati da altri soggetti.

L’amministrazione comunale sottolinea come la riduzione dei costi e le nuove agevolazioni rappresentino un sostegno concreto per famiglie e imprese in una fase economica ancora complessa.

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