POLITICA
SFIDUCIA A DE MARCHIS
Lui: “Visione padronale del partito”
LATINA – Dopo la sfiducia, il capogruppo in consiglio comunale a Latina, Giorgio de Marchis scrive ai consiglieri firmatari del documento e per conoscenza agli altri consiglieri comunali del Pd e denuncia una visione padronale del partito. “Una mossa strumemtale sponsorizzata dal renziani per riposizionare le pedine”, dice il consigliere che ha deciso di non dimettersi e avverte: “Rivendico il grande lavoro svolto … mi si contesta un reato d’opinione..mi dimetterò solo se ad aderire alla richiesta saranno più dei cinque attuali consiglieri”.
IL TESTO DELLA LETTERA – Cari consiglieri,
prima della riunione del gruppo ritengo opportuno rispondere al documento di Maurizio Mansutti sottoscritto da altri quattro consiglieri al fine di puntualizzare alcuni argomenti e rendere trasparenti le procedure che stiamo seguendo in questa delicata fase.
Sono stato io a chiedere ai consiglieri “dissenzienti” di produrre un documento perchè pensavo che oltre alle argomentazioni astratte e inconsistenti manifestate nel corso della penultima riunione consiliare, i consiglieri comunali avessero delle motivazioni più profonde e soprattutto legate alla gestione del gruppo consiliare.
Dopo aver letto il documento devo prendere atto che nessun addebito mi viene mosso in relazione alla gestione del gruppo, e questo mi conferma e mi rende consapevole del grande lavoro collettivo che abbiamo svolto.
Un lavoro lungo, che si è articolato nelle oltre 50 riunioni di gruppo tenute dall’inizio della consiliatura, nella condivisione delle scelte organizzative, e delle posizioni politiche del gruppo, nei percorsi di trasparenza che ci hanno contraddistinto nella scelta delle candidature delle cariche monocratiche (vicepresidente del consiglio e presidente della commissione trasparenza), nella presenza nelle commissioni, fino alle spinose vicende politiche. Decisioni sempre prese in un processo condiviso che ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di tutti e che ci ha visti arrivare solidi e uniti in consilio comunale anche quando le visioni erano diverse o contrastanti. Coinvolgimento che non è mai venuto meno, e che c’è stato fino in fondo anche nella difficile battaglia sul ricorso contro l’incompatibilità del sindaco, quando Di Giorgi, davanti al pericolo di soccombere in tribunale, ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale. Un ricorso che ha riscattato, tra l’altro, le brutte figure rimediate con i ricorsi elettorali contro lo stesso Di Giorgi, tutti arenatisi in sede giudiziale per manifesta infondatezza.
Un coinvolgimento che prosegue in una fase delicata come questa, nella quale stiamo cercando di rimediare con tutte le nostre forze a errori strategici del passato, come l’approvazione della concessione dei servizi cimiteriali a privati (non votata dal sottoscritto che ha preferito abbandonare l’aula), oppure come l’approvazione della procedura per l’appalto per le strisce blu.
Un processo condiviso anche nella gestione dei bilanci di previsione, che hanno visto protagonisti tutti i consiglieri del Partito democratico, attraverso l’approvazione di emendamenti importati in seguito al dibattito politico in aula in modo trasparente senza ricorrere a trattative segrete o consociative.
Mi fa piacere che tutta questa impostazione non mi venga contestata e registro non senza stupore che l’unica cosa che mi si contesta è “un reato di opinione”, ovvero non aver sostenuto la candidatura di Matteo Renzi.
Non posso farci niente, non condivido quel progetto, anzi oggi più di ieri sono convinto che sia deleterio per il Pd e per la politica italiana.
Mi preme sottolineare però che ritengo illogico che la richiesta di cambio di passo provenga proprio da Maurizio Mansutti, che di fatto non ha mai partecipato nè all’attività del gruppo nè a quella delle commissioni consiliari; da Aristide Carnevale che in questi anni non ha fatto mai alcuna rimostranza verbale sull’attività del gruppo; da Enzo De Amicis, che ancora l’anno scorso di questi tempi era un dirigente provinciale di un’altra forza politica; da Marco Fioravante, che nonostante abbia partecipato a una sola riunione del gruppo ha deciso che aveva informazioni sufficienti per poter sottoscrivere una mozione di sfiducia, un po’ poco direi, un’offesa alla loro intelligenza oltre che alla politica.
La verità è che la crisi che sta attraversando il gruppo consiliare del Pd è la rappresentazione antitetica della mia impostazione politica, che poi è stata l’impostazione seguita dal gruppo consiliare in questi anni: alla condivisione si oppone la faziosità, alla trasparenza la strumentalità, alla forza del gruppo il potere della corrente.
Questa crisi è il primo atto che nasce al di fuori della sede del gruppo consiliare, essa è pensata studiata e pianificata all’interno di una corrente con l’unico obiettivo di riposizionare le pedine personali in vista di futuri posizionamenti politici. Paradossalmente una crisi sponsorizzata dai “renziani” che a parole predicano lo scioglimento delle correnti. Una crisi che parte con la dimissioni di Mansutti da vicepresidente del consiglio, che ufficialmente criticava la maggioranza, anche se l’obiettivo vero era l’indebolimento della figura del capogruppo. Le istituzioni vanno rispettate e non utilizzate per fini partitici. Nessun consigliere dovrebbe mai strumentalizzare le proprie posizioni istituzionali per fini interni al proprio partito.
A questo punto mi pare ovvio che l’unica colpa che mi viene addebitata, e che è il motivo vero della mozione di sfiducia, è il fatto di aver contrastato in questi anni la visione “padronale” del Pd del capocorrente dei cinque firmatari, il senatore Claudio Moscardelli, vero ispiratore della mozione di sfiducia. Tutto legittimo, per carità, anche se politicamente inaccettabile. Tuttavia, facciamo politica da troppo tempo per non sapere che alla fine i numeri contano più della ragione e della competenza ed è con questi che bisogna fare i conti.
Conosco bene le regole del diritto e della democrazia, come ho dimostrato con il ricorso vinto contro l’elezione illegittima di Mansutti a presidente dell’assemblea provinciale del Pd, per segnalarvi che la sottoscrizione di un documento da parte di cinque componenti non dimissiona un capogruppo anche se rappresenta un tema politico importante del quale mi farò carico nella conduzione del gruppo in futuro, come ho sempre fatto negli anni precedenti, garantendo equilibrio e rappresentanza plurale a tutte le istanze presenti nel gruppo.
Diversamente qualora arrivassero nuove adesioni alla vostra iniziativa, non esiterò un secondo in più a considerarmi dimissionato e a partecipare attivamente all’elezione di un nuovo capogruppo. Giorgio De Marchis
IN EVIDENZA
Lazio, Ciacciarelli ringrazia Salvini: avanti su ferrovia Terracina-Priverno e Pedemontana di Formia
Due opere strategiche per il Lazio ricevono un’accelerazione decisiva grazie all’intervento del ministro Matteo Salvini. A sottolinearlo è l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, che evidenzia come i recenti provvedimenti rappresentino un passo concreto verso il potenziamento delle infrastrutture del territorio. Secondo Ciacciarelli, la nomina dell’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) a commissario straordinario consentirà di velocizzare l’iter per la progettazione e la realizzazione della tratta ferroviaria Terracina-Priverno. L’opera, attesa da decenni, permetterà la riapertura della stazione di Terracina e il ripristino di un collegamento ferroviario considerato strategico per l’intero sud pontino, con ricadute positive sulla mobilità, sull’economia locale e sul turismo. Parallelamente, viene considerato altrettanto significativo l’intervento relativo alla Pedemontana di Formia. In questo caso, il ruolo di commissario straordinario è stato affidato all’amministratore delegato di ANAS. Inoltre, lo stanziamento di ulteriori 12 milioni di euro destinati alla progettazione del prolungamento verso Gaeta viene visto come un passo concreto verso il completamento dell’infrastruttura, ritenuta fondamentale per migliorare la viabilità e la qualità della vita dell’intero comprensorio. Ciacciarelli ha quindi espresso apprezzamento per l’azione del Ministero, sottolineando l’importanza degli interventi per lo sviluppo del territorio laziale.
POLITICA
Latina, studenti e istituzioni a dialogo in aula consiliare
Un confronto diretto tra giovani e istituzioni per capire come migliorare scuola e servizi: è questo il cuore dell’incontro dell’Agorà delle ragazze e dei ragazzi che si è svolto nell’aula consiliare di Latina. Al centro del dibattito il tema “Scuola e formazione”, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra studenti, amministrazione e territorio. Ai ragazzi è stato chiesto di esprimere il proprio punto di vista su diversi aspetti della vita scolastica e cittadina: dagli edifici ai trasporti, dalle biblioteche all’orientamento post diploma, fino al rapporto con università e mondo del lavoro. All’incontro hanno preso parte la sindaca Matilde Celentano, gli assessori Andrea Chiarato e Federica Censi, insieme ad altri rappresentanti dell’amministrazione. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sugli interventi in corso, a partire dalla riqualificazione della Biblioteca comunale Aldo Manuzio, destinata a riaprire completamente rinnovata, e dai progetti legati allo sviluppo di Latina come città universitaria, con nuovi spazi studio e strutture dedicate agli studenti. Spazio anche al tema delle manutenzioni scolastiche, con lavori già conclusi in diverse palestre e nuovi interventi previsti, e alla creazione di luoghi di aggregazione per i giovani. L’incontro ha rappresentato anche un momento simbolico, con la presentazione del logo dell’Agorà e la distribuzione di materiali dedicati ai partecipanti, a sottolineare un percorso che punta a coinvolgere sempre di più i giovani nelle scelte della città.
POLITICA
Asili nido, Censi: “Nessun taglio, servizi in linea con gli anni precedenti”
LATINA – Nessun taglio agli asili nido del Comune di Latina: “I posti disponibili resteranno in linea con quelli degli anni precedenti”. Lo dichiara l’assessora all’Istruzione Federica Censi rassicurando famiglie e personale scolastico in merito al servizio: “Sarà pienamente garantito e non subirà tagli – aggiunge Censi -. Gli uffici stanno predisponendo gli atti necessari per l’avvio delle gare – una relativa al supporto degli asili nido comunali e delle scuole dell’infanzia, l’altra per la gestione degli asili nido – . L’assessora spiega anche che l’adeguamento contrattuale del personale richiederà una variazione di bilancio, già in fase di definizione e infine annunciauna possibile novità attualmente al vaglio dell’amministrazione: l’internalizzazione di uno degli asili attualmente in gestione.
“Oggi il Comune di Latina dispone di due asili comunali – ‘Piccolo Mondo’ e ‘Il Trenino’ – e quattro strutture in gestione, per un totale di 266 posti. Stiamo valutando la possibilità di internalizzare uno di questi servizi – spiega – attraverso l’assunzione a tempo indeterminato di personale educativo, attingendo dalla graduatoria dell’ultimo concorso espletato dal Comune di Latina. Si tratta di una soluzione sostenibile dal punto di vista economico e utile a fronteggiare la futura carenza di personale dovuta ai pensionamenti. Il benessere dei bambini, delle famiglie e dei lavoratori rappresenta una priorità per l’amministrazione”.
Le rassicurazioni arrivano dopo l’allarme lanciato dalla Cgil Funzione Pubblica che ha convocato per il prossimo 30 aprile in piazza del Popolo a Latina una assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori della Società Cooperativa Gialla-Cooperativa sociale e chiede un confronto urgente con l’amministrazione, “al fine di verificare puntualmente lo stato delle risorse disponibili, le procedure in corso e le misure che si intendono adottare per garantire la continuità dei servizi e la tutela dei livelli occupazionali”.
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