CRONACA
Era di Sonnino il carabiniere ucciso in Congo, Vittorio Iacovacci era nella scorta dell’ambasciatore Luca Attanasio
LATINA – Non era alla sua prima missione il Carabiniere 31enne Vittorio Iacovacci originario di Sonnino morto oggi in Congo nell’attacco costato la vita anche all’ambasciatore italiano Luca Attanasio. A dare la notizia alla famiglia il comandante della compagnia dei Carabinieri di Terracina Francesco Vivona insieme al comandante della stazione di Sonnino. La famiglia aveva saputo dell’attentato ma non che Vittorio ne fosse rimasto coinvolto. Iacovacci faceva parte della scorta del diplomatico ed era impiegato in ambasciata dallo scorso settembre. Questa mattina faceva parte del convoglio delle Nazioni Unite attaccato presso la cittadina di Kanyamahoro. L’agguato non è stato rivendicato ma il ministro degli esteri Di Maio ha assicurato che sarà compiuto ogni sforzo per fare chiarezza sulla vicenda. Vittorio Iacovacci avrebbe compiuto 31 anni tra un mese e dal 2016 operava presso il battaglione Gorizia.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore per il militare pontino.
“Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio per la morte di Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci”, si legge in una nota di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio e il governo “si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri”.
MEDICI – Il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici esprime il suo profondo cordoglio per la morte del carabiniere originario di Sonnino Vittorio Iacovacci, rimasto vittima dell’attentato nella Repubblica Democratica del Congo insiemer all’ambasciatore itliano Luca Attanasio. “Un grave e dolorosa perdita – commenta Medici – per la nostra provincia e per i familiari del giovane militare dell’arma ai quali vanno le nostre sentite condoglianze”.
PROCACCINI – “L’attentato in Congo in cui hanno perso la vita l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, insieme all’autista del mezzo con cui viaggiavano, è notizia che ci rattrista profondamente ma deve anche rappresentare occasione di monito e riflessione. E’ un richiamo a governo e istituzioni per fornire nuovamente grande importanza e attenzione alla politica estera dell’Italia, a cominciare dalla difesa dei confini, ma anche a valorizzare e difendere il lavoro della nostra diplomazia, di figure di valore come Luca Attanasio, e delle nostre forze militari. Mi unisco al dolore delle famiglie e del Paese intero per la perdita di due valorosi rappresentanti dell’Italia, con un particolare pensiero di affetto alla famiglia del giovane carabiniere Iacovacci e della comunità di Sonnino, cui mi lega una vicinanza territoriale e di grande stima.”
CALANDRINI – “L’attentato in Congo contro un convoglio Onu ha colpito l’Italia e anche la provincia di Latina. Oltre all’ambasciatore Luca Attanasio ha infatti perso la vita anche un giovane carabiniere originario di Sonnino, Vittorio Iacovacci. Un giovane che serviva la Patria con impegno e abnegazione. Alla sua famiglia e alla comunità di Sonnino vanno le mie condoglianze. Allo stesso modo esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia di Luca Attanasio e alla comunità di Lambiate. Su quanto accaduto in Congo attendiamo presto comunicazioni del governo in Parlamento”.
LEGA – ”Ogni italiano ha subito un colpo al cuore”, così i deputati della Lega Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, l’eurodeputato Matteo Adinolfi e il capogruppo regionale del partito Orlando Angelo Tripodi scrivono riguardo all’attentato nella Repubblica del Congo. ”La comunità della Lega si stringe attorno – dichiarano Durigon, Zicchieri, Adinolfi e Tripodi, originari del territorio pontino – alle famiglie dell’ambasciatore italiano nel Congo, Luca Attanasio, e del giovane carabiniere, Vittorio Iacovacci, originario di Sonnino, in provincia di Latina. Non li dimenticheremo”, conclude la nota.
TRANO – “L’orrore consumatosi oggi nella Repubblica Democratica del Congo ferisce in profondità tutti noi italiani e ancor di più le istituzioni. Non riesco ancora a credere che sia stato tentato il rapimento dell’ambasciatore Luca Attanasio, e che il diplomatico e un carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, impegnati in un’attività delle Nazioni Unite, siano stati poi uccisi. Sono notizie a cui non ci si può abituare, che paralizzano. Un dramma che mi tocca ancor di più essendo Iacovacci di Sonnino, in provincia di Latina, la mia terra. Erano in Africa per aiutare un popolo in difficoltà ed erano lì a rappresentare l’Italia. Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia massima vicinanza alle famiglie delle vittime, due eroi italiani caduti mentre facevano il loro dovere, colpendo loro hanno colpito tutti noi. Auspico ora che lo Stato faccia in fretta tutto il possibile per individuare i responsabili di una simile barbarie. Va fatta giustizia. L’Italia lo deve all’ambasciatore e al militare uccisi e ai loro familiari”.
TINTARI- La notizia dell’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci è terribile. Desidero far giungere le più sentite condoglianze della Città di Terracina alle famiglie dei due italiani uccisi e all’Arma dei Carabinieri. Il nostro abbraccio commosso va alla vicina città di Sonnino, al sindaco De Angelis e all’orgoglioso popolo sonninese che piange un suo figlio che ha dedicato al dovere e alla nazione la sua vita.
CRONACA
Gaeta, sequestrati oltre 9 chili di hashish: arrestata una coppia romana
Oltre nove chilogrammi di hashish sequestrati e due persone arrestate. È il bilancio di un’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Gaeta nell’ambito delle attività di contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. In manette sono finiti un uomo e una donna, entrambi residenti a Roma, fermati nel pomeriggio del 5 giugno dagli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Gaeta durante un servizio di controllo del territorio. L’attenzione dei poliziotti è stata attirata da un’auto che procedeva con movimenti ritenuti sospetti, effettuando cambi improvvisi di direzione e percorrendo strade secondarie. Da qui la decisione di procedere al controllo del veicolo. Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto due borse contenenti 95 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 9,5 chilogrammi. La droga, secondo gli investigatori, era destinata al mercato dello spaccio del sud pontino. Sequestrati anche 11.500 euro in contanti, ritenuti presumibilmente collegati all’attività di spaccio, e tre telefoni cellulari che saranno sottoposti ad ulteriori accertamenti.
I due sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Cassino, mentre la donna è stata condotta nel carcere di Rebibbia. Nell’udienza di convalida il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino ha convalidato gli arresti. Per l’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per la donna è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di uscire dall’abitazione nelle ore notturne.
CRONACA
Falsi contratti di affitto per ottenere residenze: indagine della Polizia Locale a Cisterna
Un’indagine della Polizia Locale di Cisterna di Latina ha portato alla trasmissione di una comunicazione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria nell’ambito di un’inchiesta su presunti falsi contratti di locazione utilizzati per ottenere la residenza nel comune e altri benefici amministrativi. L’attività investigativa è partita dalla denuncia di un cittadino che ha scoperto, attraverso il proprio cassetto fiscale, l’esistenza di diversi contratti di affitto registrati a suo nome tra il 2020 e il 2022, senza che ne fosse a conoscenza. Dai contratti sarebbero derivati anche oneri fiscali e sanzioni a suo carico.
Gli accertamenti condotti dagli agenti hanno consentito di ricostruire un quadro nel quale la documentazione contestata, insieme ad altri atti amministrativi, sarebbe stata utilizzata per attivare pratiche anagrafiche e procedimenti collegati alla permanenza sul territorio nazionale di cittadini stranieri. Secondo quanto emerso dalle indagini, i documenti, formalmente riconducibili al proprietario dell’immobile ma da lui disconosciuti, sarebbero stati impiegati per ottenere certificazioni di idoneità alloggiativa e per supportare richieste relative al rilascio o al rinnovo di permessi di soggiorno e a procedure di ricongiungimento familiare.
Nel corso degli approfondimenti investigativi sarebbero inoltre emersi elementi che farebbero ipotizzare il coinvolgimento di una persona nella predisposizione e nella gestione delle pratiche, nonché nella registrazione di parte dei contratti oggetto di verifica. Gli investigatori ritengono di aver individuato un possibile sistema basato sull’utilizzo di documentazione attribuita a persone ignare, finalizzata a ottenere benefici amministrativi attraverso informazioni non corrispondenti alla realtà.
CRONACA
Un chilo di hashish nel ruotino di scorta dell’auto, il cane Ginko lo scova: arrestato un giovane di Formia
GAETA – Trasportava nel ruotino di scorta dell’auto un chilo di hashish. E’ stato fermato e arrestato un ragazzo di Formia con precedenti per reati dello stesso tipo. L’operazione della Guardia di Finanza si è svolta con l’ausilio dell’unità cinofila Ginko Gf 414, il 2 giugno durante la festa patronale di Gaeta.
Una volta fermata l’auto, l’esame accurato del veicolo avvenuta nella caserma delle Fiamme Gialle, grazie al fiuto del cane addestrato, ha portato a uno zaino custodito nel cvano del ruotino di scorta, al cui interno erano contenuti 10 panetti di hashish per un peso complessivo di chilogrammi 1,1 kg.
Nel corso dell’operazione, oltre alla sostanza stupefacente, sono stati sottoposti a vincolo cautelare dispositivi informatici e il denaro contante. L’immissione in commercio della sostanza – secondo quanto stimato dai finanzieri – avrebbe fruttato oltre 15.000 euro.
Il giovane, su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, è stato posto in stato di arresto e portato nella casa circondariale di Cassino. Il Gip del Tribunale di Cassino accogliendo le richieste della Procura della Repubblica ha convalidato l’arresto ed applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
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