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CRONACA

Banchetto a Villa Zani, disposte analisi sui cibi. Lo sposo: “Scene da film”

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LATINA – La Asl ha disposto analisi sui cibi utilizzati da Villa Zani per il banchetto di nozze a metà del quale, sabato 11 giugno, molti invitati si sono sentiti male. Si cerca la causa dei forti disturbi gastrointestinali che hanno trasformato la festa in un incubo per sposi, invitatati e anche per gli organizzatori. Ieri polizia e Asl hanno ispezionato cucine e celle frigorifere, prelevando i campioni necessari. Nel mirino è finita la fornitura di crudi di pesce.

Oggi è  lo sposo, Alessio Sale, a raccontare la scena da film vissuta con la moglie, i parenti e gli amici con cui aveva deciso di festeggiare il giorno del “si”. “Avevamo duecento invitati, abbiamo consumato  tranquillamente l’antipasto a buffet, un misto mare e monti, con crudi di pesce e focacce, poi ci siamo seduti a tavola. E’ stato nel momento in cui è stato servito il primo dei primi piatti, che alcuni ospiti sono dovuti correre fuori e non si è capito più nulla. Quale cibo abbia causato i malori non lo sappiamo, e attendiamo di sapere di più dalle indagini”.

Sul posto come è noto è arrivato il 118, poi la polizia: “Ci siamo sentiti abbandonati  – racconta  Alessio – a un certo punto non abbiamo più visto nessuno, abbiamo dovuto chiedere aiuto al 118 e quando gli infermieri sono arrivati hanno cominciato a distribuire flebo, chi sdraiato sul prato, chi appoggiato a un muretto, mentre lo zio di mia moglie e mio nonno, apparsi gravi anche per l’età e per alcune patologie di base, sono stati portati in ospedale”. Ieri sera (da sabato sera, giorno del fatto) , uno dei due era ancora in Obi, l’osservazione breve intensiva del Goretti. “Non è vero che sono state solo 15 persone a stare male, i disturbi sono stati in alcuni casi violenti, in altri meno, ma circa un terzo dei nostri ospiti ci ha riferito di essere stato male, subito o al ritorno a casa”.

Spetterà alla Procura della Repubblica che coordina le indagini della polizia stabilire che cosa è accaduto.

“Non vogliamo colpevolizzare nessuno, è possibile che il locale sia vittima quanto noi (l’ipotesi è quella di una fornitura di alimenti alterati ndr). Quello che sappiamo è che solo alle 4 di mattina è riapparso il proprietario della Villa che ci ha chiesto scusa per l’accaduto. Un po’ tardi, ci saremo aspettati di ricevere più assistenza”, conclude Alessio che intanto ha incassato la solidarietà di tutti i suoi ospiti.

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CRONACA

Tiero ai domiciliari per corruzione, la Cassazione annulla il Riesame, ma rinvia ad altro collegio

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LATINA – Resta ai domiciliari Enrico Tiero, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare e ha rinviato gli atti ad altro collegio del Riesame di Roma. Le motivazioni di questa decisione si conosceranno tra 30 giorni.

L’arresto di Tiero era scattato il 17 ottobre 2025 quando il consigliere regionale pontino di Fratelli d’Italia è rimasto coinvolto in un’inchiesta per corruzione coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina. Il noto politico aveva poi presentato attraverso i suoi legali richiesta di revoca della carcerazione preventiva rivolgendosi al Riesame contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Latina, ma il  Riesame ha confermato la misura e i legali di Tiero hanno deciso di ricorrere in Cassazione. Dopo l’udienza che si è svolta il 4 marzo, la Suprema Corte ha annullato la decisione del Riesame ma ha rinviato gli atti a un altro collegio del Riesame di Roma che a questo punto dovrà fissare una nuova data per esaminare il ricorso della difesa di Tiero.

 

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CRONACA

Microcriminalità a Cisterna, il sindaco Mantini scrive al Prefetto: “Dai cittadini grido d’allarme”

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CISTERNA – Il Sindaco Valentino Mantini ha scritto al Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella in relazione agli episodi di microcriminalità che hanno impressionato e scosso la cittadinanza. Il primo cittadino fa espresso riferimento all’ uomo accerchiato e ferito con un fendente al collo nei pressi del Punto di Assistenza Territoriale perché si era rifiutato di consegnare il proprio cane.

“Precedentemente – si legge nella missiva – nei pressi della Stazione Ferroviaria, un altro uomo era stato raggiunto da malviventi che gli avevano strappato una collana d’oro approfittando della confusione dei passeggeri in attesa del treno diretto verso la Capitale. In una delle nostre centralissime piazze, invece, si sono registrate risse anche in pieno giorno e non esclusa sospetta attività di spaccio di sostanze stupefacenti; il tutto ha generato preoccupazione da parte dei commercianti. Altre segnalazioni avevano riguardato furti nelle abitazioni delle zone meno centrali e più periferiche di Cisterna, con la necessità di contrastare reati predatori che continuano ad ingenerare ansia e inquietudine tra i residenti”.

“Come Sindaco di Cisterna – ha affermato il primo cittadino Valentino Mantini – ho l’obbligo di non sottrarmi a questo grido d’allarme che proviene dalla mia comunità e reclamare tutte le misure possibili di contrasto a tali fenomeni. Alla luce degli episodi descritti affinché non degenerino e non accrescano la percezione di insicurezza nella cittadinanza, chiedo al Prefetto di Latina di voler intraprendere ogni ulteriore iniziativa opportuna, non esclusa la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.

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Latina e provincia: chiusi due panifici per gravi carenze igienico – sanitarie

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LATINA – Controlli serrati dei Carabinieri del NAS di Latina, che hanno passato al setaccio alcune attività commerciali operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti da forno. Riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente critiche in due esercizi pubblici: In un panificio nel capoluogo pontino, i militari hanno accertato un quadro complessivo caratterizzato da gravi carenze strutturali e igieniche: le attrezzature utilizzate per la produzione e la cottura sono risultate obsolete e vetuste, con evidenti segni di usura e mancata manutenzione, mentre i forni presentavano condizioni tali da non assicurare un adeguato livello di igiene. Le pareti dei locali adibiti alla lavorazione e alla cottura sono apparse annerite, con accumuli di sporco e residui compatibili con una prolungata carenza di interventi di ripristino e sanificazione. Disposta l’immediata sospensione dell’attività fino all’eliminazione delle non conformità accertate. Elevata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.

Analogo scenario è emerso nel corso di un secondo controllo effettuato presso un ulteriore panificio del sud pontino, dove i militari hanno riscontrato condizioni igienico-strutturali particolarmente gravi. Trovati 45 chilogrammi di pasta di pane conservata in condizioni igieniche giudicate non idonee in quanto esposta a potenziali contaminazioni. Il prodotto è stato immediatamente smaltito in regime di autocontrollo dall’operatore del settore alimentare, al fine di eliminare qualsiasi possibile rischio per la salute dei consumatori. Anche in questo caso sospensione dell’attività ed è stata irrogata al titolare una sanzione amministrativa di 1.000 euro. L’intervento si inserisce nell’ambito della costante attività di vigilanza finalizzata a garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare, presupposto imprescindibile per la tutela della salute collettiva. I controlli proseguiranno sull’intero territorio provinciale, con particolare attenzione alle attività di produzione e somministrazione di alimenti.

 

 

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