AMBIENTE
GOLETTA DEI LAGHI
I risultati delle analisi nel Lazio
LAZIO – La Goletta dei Laghi di Legambiente ha presentato i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio: sette i laghi nel monitorati dai biologi del cigno azzurro, 8 punti risultati inquinati sui 23 monitorati; di questi 4 sono risultati fortemente inquinati e 4 inquinati mentre gli altri sono rientrati nei limiti di legge. Restano alcune criticità ma significativi passi in avanti sono stati fatti nella qualità delle acque anche grazie all’impegno profuso in questi anni da Legambiente e dalla Goletta dei Laghi, la campagna realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont e, per le tappe romane, anche con il contributo della Provincia di Roma. dQuest’oggi, nella sala dedicata a Peppino Impastato di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, ad illustrare luci ed ombre dello stato di salute dei laghi regionali sono intervenuti, Clara Vaccaro, Sub Commissario all’Ambiente della Provincia di Roma, Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico Legambiente Nazionale, Simone Nuglio, Portavoce di Goletta dei Laghi, Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio e Roberto Scacchi, Direttore di Legambiente Lazio.
“Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Le analisi eseguite nei laghi laziali evidenziano che, dove abbiamo riscontrato situazioni critiche, i problemi arrivano direttamente da fossi, canali o scarichi che ancora continuano a portare reflui fognari non depurati negli specchi d’acqua. Un monitoraggio, quello di Goletta dei laghi, che individua le situazioni ancora irrisolte e offre gli elementi e i dati per avviare un costruttivo confronto con le amministrazioni e gli enti preposti, approfondirne la cause e valutare le possibili soluzioni.”
“Guardando ai risultati che presentiamo oggi, –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- possiamo affermare di aver ben capitalizzato gli sforzi per la tutela dei bacini lacustri regionali. Eppure ancora tanto rimane da fare. Infatti, per quanto i risultati degli esami batteriologici eseguiti dai tecnici della Goletta dei Laghi mostrino dei risultati positivi in alcuni dei punti dove negli anni scorsi avevamo segnalato delle criticità, non bisogna per questo abbassare la guardia. Occorre potenziare gli investimenti su reti fognarie, condotte circumlacuali e depurazione – sottolinea Parlati – individuare i progetti più urgenti da finanziare subito e pianificare nuove azioni da sostenere con il POR 2014-2020 europeo, rivolgendo particolare attenzione alle aree interne. Non solo, con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo ribadire il nostro impegno verso la salvaguardia a 360 gradi dei nostri laghi, richiamando le istituzioni ad impegnarsi in progetti speciali di bonifica, come nel caso del Lago di Vico, che non può più attendere ulteriori ritardi”.
I risultati della fotografia scattata dai biologi della Goletta dei Laghi di Legambiente, come di consueto, oggi saranno trasmessi ai Comuni e alle Province competenti, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, sollecitando ulteriori analisi e interventi. Ed ecco nel dettaglio i risultati delle analisi microbiologiche condotte nei laghi di Bracciano, Albano, Bolsena, Posta Fibreno, Turano, Salto e Vico.
E’ il lago di Bracciano, in provincia di Roma, a destare le maggiori preoccupazioni: su un totale di 5 prelievi realizzati nel perimetro dello specchio d’acqua dai biologi di Legambiente, 4 i punti critici: sono infatti risultati fortemente inquinati due campioni esaminati nel comune di Bracciano, presso il fosso de la Lobbra ed in località Rio delle Mole, presso il fosso Grotta Renara, e un campione nel comune di Anguillara Sabazia, presso il fosso Pizzo Prato. Inquinato è il verdetto emerso dopo il prelievo realizzato nel comune di Trevignano Romano presso l’incrocio tra via dell’Arena e via San Pietro. Rientra invece nei limiti di legge il campione prelevato nel Comune di Anguillara Sabazia, presso via R. Belloni.
Ancora nella provincia capitolina, due campanelli d’allarme suonano per il Lago di Albano. Il primo, nel Comune di Castel Gandolfo, dove un prelievo è risultato fortemente inquinato in seguito alle analisi eseguite presso la spiaggetta che si trova in Via Spiaggia del Lago, all’altezza del civico 28/c. Il secondo, nel Comune di Rocca di Papa, dove il prelievo effettuato presso il rio a metà del bosco, sulla sponda orientale del lago, ha sottolineato la presenza di acque inquinate. Sempre nel Lago di Albano, sono invece risultati conformi al limite di legge i campioni controllati nel Comune di Castel Gandolfo, presso la spiaggia all’incrocio tra Via Spiaggia del Lago e la ss140dir e presso la spiaggia presso Via dei Pescatori 17.
Spostandoci nella provincia di Viterbo, due campioni sono risultati inquinati nel Lago di Bolsena. Il primo nel Comune di Capodimonte, presso la Spiaggia in Viale Regina Margherita (tra Via dei Pini e Via degli Eucaliptus). Il secondo, ricade nel territorio del Comune di Montefiascone ed è stato estratto nella foce del torrente presso il parco giochi. Entro i limiti di legge invece i prelievi osservati nel Comune di Bolsena, presso la Foce del Fosso del cimitero, nel Comune di San Lorenzo Nuovo, in località Prati Renari, presso il canale e nel Comune di Marta, presso la spiaggia sita Via Cava.
Buoni i risultati delle analisi condotte dai tecnici di Goletta dei laghi sul Lago Posta Fibreno, i due prelievi infatti, entrambi campionati nel Comune che da il nome al bacino lacustre, sono risultati conformi alla normativa vigente. Il primo, in località Carpello, presso il Canale all’altezza di via Carpello 57, ed il secondo, presso l’emissario del Fiume Fibreno.
Segnali positivi emergono anche dall’esame delle acque del Lago Turano. Entro i limiti di legge i prelievisvolti nel Comune di Colle di Tora, in località Campora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con Strada S.Anatolia Valle Pero, e nel Comune di Castel di Tora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con la strada per Castel di Tora.
Anche il Lago del Salto supera l’esame dei biologi di Legambiente: valori batteriologici nella norma sono stati riportati in seguito ai campionamenti realizzati nel Comune di Varco Sabino, in località Rocca Vittiana presso la spiaggia e nel Comune di Petrella Salto, in località Borgo San Pietro, presso la spiaggia presso Via Francesco Silvi, 13.
Un discorso a parte merita il Lago di Vico. Conformi agli standard di legge i risultati dei prelievi condotti nel Comune di Ronciglione, in località Arenari, presso la Spiaggia a sud-est del lago e nel Comune di Caprarola presso la Spiaggetta sotto la strada per San Martino e presso la Spiaggetta in località Scardenato, in località Scardenato. Tuttavia, per quanto dalle analisi dei tecnici del Cigno Azzurro nelle acque del Lago si possano riscontrare valori batteriologici migliori rispetto allo scorso anno, rimangono delle criticità sulle quali confrontarsi.
Sul Lago di Vico, infatti, oltre il monitoraggio sui parametri microbiologici, i tecnici di Legambiente hanno prelevato due campioni di sedimento lungo le sponde del lago per la determinazione della concentrazioni di Arsenico. Il primo sotto il sito che ospitava il centro chimico e l’altro in località Scardenato. I valori riscontrati sono stati rispettivamente di 61,2 mg/kg ss sotto la base militare e di 34,7 mg/kg ss nell’altro punto, rispetto ad una Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) di 20 mg/kg SS (allegato 4 parte V del Dlgs 152/2006). Valori che, seppure più bassi rispetto a quanto riscontrato dalla stessa Arpa Lazio nei sedimenti profondi di fondo lago durante i monitoraggi fatti tra il 2009 e il 2010, sono comunque superiori di due o tre volte rispetto ai limiti stabiliti dalla legge. Dati che ribadiscono l’importanza di procedere celermente con ulteriori controlli a partire da quelli previsti dal protocollo tra Arpa e Ministero della Difesa che prevede anche la datazione dell’arsenico nei sedimenti. Ancora oggi la questione della Chemical City, la cittadella dove si fabbricavano armi chimiche durante la seconda guerra mondiale, è ancora tutta da affrontare. Dopo l’avvio della bonifica di un primo lotto con lo stanziamento di 150mila euro infatti non si sono più avute notizie sull’avanzamento dei lavori già approvati e meno che mai si hanno informazioni sui futuri interventi di risanamento. Su questo come Legambiente ribadiamo l’importanza di informazioni complete e trasparenza nei confronti dei cittadini.
Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare e dei laghi in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in un lago inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno il Consorzio ha raccolto nel Lazio 10.518 tonnellate di oli lubrificanti usati, 6.696 delle quali in provincia di Roma.
AMBIENTE
A San Felice Circeo nascerà la Casa del Mare
SAN FELICE CIRCEO – Al porto di San Felice Circeo nascerà la Casa del Mare, un nuovo spazio dedicato alla divulgazione ambientale e alla promozione della cultura della sostenibilità. Il Comune ha concesso a questo scopo all’Ente Parco nazionale del Circeo l’ex telegrafo. L’accordo, che prevede il comodato d’uso gratuito dell’immobile, è stato firmato ieri dalla sindaca Monia Di Cosimo, con il direttore del Parco Stefano Donati.
Un intervento che rientra in un progetto del valore complessivo di 124.971,00 euro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che prevede la riqualificazione energetica dell’edificio comunale, con l’obiettivo di trasformarlo in un presidio permanente di educazione ambientale, aperto a studenti, residenti e visitatori.
«La collaborazione con l’Ente Parco nazionale del Circeo rappresenta per il nostro Comune una garanzia di qualità scientifica, visione strategica, valorizzazione e attenzione concreta alla tutela del territorio — dichiara la prima cittadina di San Felice Circeo Monia Di Cosimo —. Il Parco è da anni un punto di riferimento autorevole nella protezione e nella valorizzazione dei nostri ecosistemi e siamo particolarmente soddisfatti di poter condividere questo percorso. Con la firma di oggi — prosegue — restituiamo funzione e prospettiva a un immobile pubblico, affidandolo a un’istituzione che ha dimostrato negli anni competenza, affidabilità e capacità progettuale. Siamo certi che la futura Casa del Mare, per la quale ringrazio sentitamente il direttore Stefano Donati, la presidente Emanuela Zappone e tutti i dipendenti dell’Ente Parco che hanno lavorato al progetto, diventerà un presidio qualificato di educazione ambientale e un valore aggiunto per l’intero territorio».
La “Casa del Mare” sarà concepita come un ambiente interattivo e tecnologicamente avanzato, capace di raccontare gli ecosistemi costieri del Parco nazionale del Circeo attraverso strumenti innovativi, installazioni multimediali e soluzioni a basso impatto ambientale.
«La ‘casa del mare’ – afferma la Presidente del Parco Nazionale, Emanuela Zappone – rappresenta uno dei primi progetti strategici avviati con la nuova governance del Parco Nazionale del Circeo e sintetizza la direzione che abbiamo scelto di imprimere al nostro mandato: rendere il Parco sempre più un’infrastruttura culturale, ambientale e sociale al servizio del territorio e delle comunità che lo abitano. La futura ‘casa del mare’ diventerà un punto di riferimento per la divulgazione, l’educazione ambientale e il dialogo con cittadini, scuole e visitatori, rafforzando il ruolo del Parco come presidio attivo di consapevolezza ambientale. Questo risultato è il frutto di una collaborazione istituzionale solida e costruttiva. Desidero ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione comunale di San Felice Circeo per la disponibilità e la visione condivisa che hanno reso possibile la costruzione di un percorso comune. La capacità di fare sistema tra enti è oggi una condizione imprescindibile per trasformare le politiche ambientali in progetti concreti, capaci di generare valore reale per i territori».
«Si tratta di un progetto – spiega il direttore del Parco, Stefano Donati – che tiene assieme gli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici e di efficientamento energetico dei beni pubblici voluti dal Ministero dell’ambiente con l’educazione ambientale per la conoscenza e la fruizione consapevole degli ecosistemi marini tutelati dal Parco del Circeo».
Sul piano tecnico, l’intervento introduce sistemi energetici a basso consumo, l’installazione di tegole fotovoltaiche e una gestione intelligente degli impianti, trasformando l’edificio in un modello concreto di efficienza e responsabilità ambientale.
AMBIENTE
Il Giardino di Ninfa pronto alla riapertura con le fioriture di primavera
LATINA – Il Giardino di Ninfa esce dal letargo e si prepara alla prima giornata di primavera, il 21 marzo, giorno che segnerà il ritorno delle visite del Monumento Naturale. (foto Archivio Fondazione Roffredo Caetani)
La Fondazione Roffredo Caetani ha pubblicato sul sito ufficiale www.giardinodininfa.eu il calendario delle aperture al pubblico del Giardino di Ninfa per il 2026. La nuova stagione prenderà il via nel primo weekend di primavera: sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 i cancelli di Ninfa torneranno ad aprirsi ai visitatori.
“Un momento atteso da tanti, che ogni anno coincide con il risveglio del giardino: le prime fioriture, i colori che tornano ad accendersi e quell’atmosfera sospesa che rende Ninfa un luogo straordinariamente unico, capace di offrire suggestioni ed emozioni sempre diverse, che mutano giorno dopo giorno e si trasformano con il susseguirsi delle stagioni”, dicono dalla Fondazione.
CALENDARIO UFFICIALE APERTURE GIARDINO DI NINFA 2026
(Prenotazioni solo su www.giardinodininfa.eu)
Marzo 21, 22, 28, 29
Aprile 4, 5, 6, 11, 12, 18, 19, 25, 26
Maggio 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30, 31
Giugno 2, 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28
Luglio* 3, 4, 5, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26, 31
Agosto* 1, 2, 7, 8, 9, 14, 16, 21, 22, 23, 28, 29, 30
15 Agosto Apertura straordinaria con visite anche in orario diurno
Settembre 5, 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27
Ottobre 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31
Novembre 1, 7, 8
* Dal 3 luglio al 30 agosto il Giardino sarà aperto il venerdì, sabato e domenica esclusivamente in orario serale, con visita speciale al tramonto. In questo periodo sarà possibile scegliere tra due percorsi: “Il Giardino di Ninfa e la flora” e “Il Giardino di Ninfa e le rovine”. Il 15 agosto apertura straordinaria: in questa data il Giardino sarà visitabile anche in orario diurno, unica giornata del mese con questa modalità. Tutte le informazioni sulle modalità di visita sono disponibili sul sito www.giardinodininfa.eu.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI – L’accesso al Giardino di Ninfa è consentito solo con prenotazione anticipata tramite il sito www.giardinodininfa.eu, dove è possibile trovare tutte le informazioni tecniche relative alle visite e agli ingressi.
GLI ALTRI LUOGHI DEI CAETANI – Oltre al Giardino di Ninfa, sul sito www.giardinodininfa.eu è possibile prenotare la visita al Castello Caetani di Sermoneta e al Parco Pantanello.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti è possibile consultare il sito ufficiale della Fondazione Roffredo Caetani www.frcaetani.it e seguire i canali social del Giardino di Ninfa e della Fondazione.
AMBIENTE
Gaeta, gli studenti del Caboto supportano la candidatura di Gaeta Capitale Italiana del mare
GAETA – L’Amministrazione del Comune di Gaeta concorre per la candidatura di Capitale italiana del mare 2026. Domani Lunedì 19 gennaio il sindaco Cristian Leccese ha invitato a Gaeta tutti coloro che hanno dato un contributo per sostenere la candidatura per condividere il momento dell’invio del Dossier che contiene tutti quei requisiti che il territorio del Golfo possiede a giustificazione della richiesta. L’Istituto nautico Giovanni Caboto contribuisce anch’esso, a modo suo, alla valorizzazione di Gaeta e di ciò che il territorio va facendo sul tema del mare per avvalorare la richiesta e ottenere un punteggio di prestigio che riconosca il ruolo che Gaeta esprime nel campo marinaro. Proprio oggi il Dirigente scolastico dell’Istituto, la prof.ssa Maria Rosa Valente, ha infatti riunito un gruppo di docenti e gli studenti di tre diverse classi quarte e ha avviato il programma di formazione-intervento® finalizzato al miglioramento “ergonomico” degli itinerari culturali Europei che passano dai porti del Mediterraneo, come la rotta di Enea, la rotta dei Fenici, la rotta dei Vichinghi, ecc.
Il lavoro progettuale che faranno gli studenti, da febbraio a marzo prossimo, seguito dai metodologi dell’IRIFI (Istituto di Ricerca sulla formazione Intervento), sarà mostrato ad aprile, alle strutture che gestiscono questi itinerari per conto del Consiglio d’Europa. Esso sarà poi portato alla Fiera Internazionale dell’Ergonomia dei Cammini che si tiene a Gaeta il 23 di ottobre prossimo.
In Fiera le proposte degli studenti gaetani saranno confrontate con progetti di altri Istituti scolastici che seguiranno l’esempio del “Caboto”.
Peraltro, mentre gli studenti dell’Istituto nautico G. Caboto, lavoreranno sugli itinerari culturali europei che passano per i porti del Mediterraneo, gli studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto tecnico Economico Fermi di Gaeta lavoreranno sui Cammini che attraversano il territorio locale, come quello di San Filippo Neri (regionale) e della Via Francigena (europeo).
I docenti delle due istituzioni scolastiche hanno infatti lavorato assieme per concordare il programma che partirà così il 4 di febbraio e terminerà il 31 di marzo.
-
CRONACA22 ore faSi prolunga lo stop idrico a Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina
-
CRONACA7 giorni faMeccanico minacciato con la pistola per un lavoro fatto male: un arresto e tre denunce
-
CRONACA1 settimana faTribunale senza tre presidenti di Sezione, gli Avvocati sollecitano le nomine
-
TITOLI23 ore faI quotidiani di Latina in un click – 4 Marzo 2026
-
ATTUALITA'1 settimana faParroci e Sindaci dei Comuni della Forania di Sezze si confrontano su esigenze e bisogni dei territori
-
CRONACA1 settimana faBoom di veicoli senza assicurazione a Sabaudia: 45 sequestri dall’inizio dell’anno
-
ATTUALITA'1 giorno faGr Latina – 4 Marzo ore 18
-
CRONACA7 giorni faAl volante ubriaco, senza patente, assicurazione e revisione: denunciato





