di e con Angela Iantosca

I Pokemon salveranno il mondo

Non hanno confini, non sono razzisti, non fanno differenze

pokemonDopo aver ascoltato e riflettuto, questa volta per RadioLibera ho deciso di parlare dei Pokemon.

Il fenomeno imperversa nel mondo e da una quindicina di giorni anche in Italia. Ovviamente Latina non poteva sottrarsi e anche lei ha da fare con il gufetto giallo, il topo viola, la lucertola verde, il piccolo gattino giallo, il pipistrello eccetera eccetera eccetera…

Si segnalano file alle casse di un noto supermercato della città dove sembra alberghino molti mostriciattoli, e poi giovani che si esercitano nelle palestre virtuali… certo si segnala anche qualche incidente (più o meno vero) causato dalla troppa attenzione riposta nel cellulare e non nel mondo reale circostante… ma l’attenzione è alta, quindi possiamo star tranquilli!

Ho letto che i Pokemon hanno fatto addirittura visita alla Top Volley Latina, società che partecipa alla serie A1 di volley: uno di loro si è appollaiato su uno zaino sportivo nella sede della società e sulla mano del suo allenatore! Che fortuna, eh?

I Pokemon sono un gioco, ma anche o forse prima di tutto, una strategia commerciale. Per prima cosa, visto il successo, sono diventati presto un modo per attirare i giocatori/clienti nei negozi e indurre all’acquisto.

Ma poi pensate che il gioco sia nato senza altri motivi se non il gioco stesso? in realtà – dicono i ben informati – rappresenta il lancio di una campagna molto più importante che prevede probabilmente anche un film… è semplice: si crea il fenomeno per poi spingere tutti i giocatori a voler completare l’esperienza andando al cinema o comprando gadget di ogni tipo!

Eppure al di là dei giovani che vanno a sbattere addosso alla macchina della polizia in America o di quella ragazza che è stata investita rompendosi il polso e chissà quante altre vicende che ignoriamo, un merito Pokemon Go ce l’ha: abbatte i muri… me ne sono resa conto quando ho sentito di quei giovani che hanno superato il confine del Canada entrando negli Usa senza accorgersene. Perché i Pokemon non hanno confini, non sono razzisti, non fanno differenze, sono cittadini del mondo, non hanno paura dei morti, tanto da nascondersi anche nei cimiteri… e se facessero cessare le guerre? Se abbattessero le cortine di ferro? Ci pensate se in parlamento ci fossero i Pokemon? Impegnati a cacciare gli animaletti forse i nostri politici farebbero meno danni… magari qualche ladro potrebbe fingere di essere entrato in casa per cacciare gli animali, o qualcuno che caccia Pokemon potrebbe essere scambiato per un ladro, ma ci pensate se tutti andassimo in giro con un cellulare in mano in tutte le terre del mondo senza paura di niente perché protetti dal gioco? E se comparisse sulla testa di Trump? Ci pensate? O di Putin! O se si nascondessero in qualche rifugio di latitanti, ci pensate? “Buongiorno signor latitante, non vorremmo disturbarla, ma lei ha un Pokemon che le fa compagnia”… Ma poi c’è un’altra vittoria di questo gioco che a noi non nativi digitali sembra assurdo: grazie a lui i ragazzi sono tornati a incontrarsi nelle piazze, anche nottetempo, ad uscire dalle loro stanze, a staccarsi dai computer, anche se sempre a cercare il virtuale nel reale, ma sempre meglio di sentire i ragazzi in metro darsi appuntamento su Facebook!

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