CRONACA
Arpalo, per Maietta e gli altri arrestati ore decisive al Tribunale del Riesame
LATINA – Sono ore decisive per alcuni degli indagati dell’operazione Arpalo che hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Roma contestando le accuse mosse dalla Procura di Latina. Ieri si è svolta la discussione e in aula era presente anche il sostituto procuratore Luigia Spinelli insieme al collega Claudio De Lazzaro, che hanno coordinato le lunghe indagini della polizia e della Guardia di Finanza chiedendo al termine le misure cautelari eseguite poco più di una settimana fa.
Le difese hanno puntato sulla mancanza di gravi indizi nei confronti dell’ex deputato e tesoriere di Fdi Pasquale Maietta, piantonato al San Camillo di Roma per la ferita riportata al polpaccio a pochi giorni dall’operazione mentre era nella sua villa di Latina. Un fatto che ha di fatto impedito la detenzione in carcere dell’ex presidente del Latina Calcio.
Chiede di lasciare il carcere anche l’imprenditrice Paola Cavicchi per la quale il giudice Laura Matilde Campoli ha disposto alcuni giorni fa una perizia che punta a valutare se le condizioni di salute siano compatibili con la detenzione o meno, come sostengono i legali della donna che affiancò Maietta alla presidenza del Latina Calcio.
Sono ricorsi al Tribunale del Riesame contestando le accuse anche il figlio della Cavicchi, Fabrizio Colletti, l’imprenditore Umberto Allegretti e il commercialista Salvatore Di Raimo. Entro pochi giorni i giudici scioglieranno la riserva in merito alle richieste avanzate. Per tutti le accuse sono pesanti: associazione per delinquere, emissione di fatture false per operazioni inesistenti e corruzione.
Intanto ieri il gip Campoli ha ascoltato i due finanzieri Claudio Arpaia e Riccardo Tomei. Quest’ultimo nel corso dell’interrogatorio ha riferito di non aver mai incontrato Pasquale Maietta all’epoca dei fatti presidente del Latina Calcio. I due militari sono destinatari di un provvedimento interdittivo e sono finiti nell’inchiesta Arpalo insieme a due commercialisti.
CRONACA
Minacce e violazione della sorveglianza, chiesto l’arresto per Cha Cha
LATINA – La Procura della Repubblica di Latina ha chiesto l’arresto per Costantino Di Silvio detto Cha Cha, accusato di minacce aggravate e violazioni ripetute della sorveglianza speciale cui è sottoposto. E’ accaduto nell’interrogatorio che si è svolto oggi davanti al Gip del Tribunale di Latina. Le minacce sono quelle rivolte al comandante della stazione di Latina quando il noto esponente del clan Di Silvio fu sorpreso in Piazza San Marco, nel centro della città, suo luogo abituale di frequentazione, mentre era alla guida di una Lancia Ypsilon su cui viaggiava senza patente, perché revocata.
All’esame del giudice le parole pronunciate da Di Silvio: “Dite al comandante che si sta molto alla larga da me”, una delle frasi che sarebbero state proferite durante il controllo. Il giudice dovrà decidere sulla richiesta del carcere.
CRONACA
Comitato per l’ordine e la sicurezza su Cisterna, disposta l’implementazione dei controlli
LATINA – Si è riunito questa mattina in Prefettura il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito dalla prefetta Vittoria Ciaramella, su richiesta del Sindaco di Cisterna Valentino Mantini dopo alcuni allarmanti episodi di microcriminalità. Disposta dal Questore l’implementazione dei servizi straordinari del territorio, con l’ausilio di tutte le forze dell’ordine, per contrastare il degrado e la microcriminalità. “Questi servizi di alto impatto – ha detto Mantini – mirano alla prevenzione proprio perché questi episodi, oggi circoscritti, non degenerino in reati più gravi; la presenza delle forze dell’ordine sul territorio aumenta indubbiamente la percezione della sicurezza nella cittadinanza».
Da parte del Questore Fausto Vinci è arrivato un plauso per il sistema performante di videosorveglianza presente a Cisterna, uno dei migliori dell’intera provincia di Latina, gestito dal Comando di Polizia Locale: ci sono circa 135 telecamere e altre 28 per la lettura delle targhe automobilistiche, a disposizione delle Forze dell’ordine.
CRONACA
Il Questore emette cinque avvisi orali: due sono per membri del clan Di Silvio
LATINA – Cinque avvisi orali nei confronti di persone accusate di fatti di cronaca considerati particolarmente gravi sono stati emessi nelle scorse ore dal questore di Latina Michele Maria Spina. Il primo ha raggiunto Cesare Di Rosa, 26 anni residente nel capoluogo, membro del clan Di Silvio, tutt’ora in carcere per aver colpito con un pugno un poliziotto che aveva fermato due giovanissimi della nota famiglia rom sorpresi a guidare in maniera spericolata in Viale Kennedy. Un pugno assestato senza motivo, nel cortile della Questura, che è costato punti di sutura e 15 giorni di prognosi all’agente.
Lo stesso provvedimento è stato emesso nei confronti di altre quattro persone tra cui Ferdinando Di Silvio detto Pescio, il 19enne anche lui in carcere con l’accusa di aver sparato ad altezza uomo in via Moncenisio contro un’auto che poi si è dileguata.
Altri avvisi orali sono stati disposti nei confronti del 48enne arrestato per la rapina messa a segno alcune sere fa in via Cisterna a Latina, quando un tabaccaio è stato colpito con il calcio della pistola. La misura preventiva, predisposta come le altre dall’Ufficio Anticrimine, ha raggiunto anche un assicuratore di Fondi di 51 anni, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e di una 23 enne di Latina, con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale.
Disposto invece il divieto di ritorno a Latina per tre anni nei confronti del 48enne pluripregiudicato napoletano arrestato dai Carabinieri di Latina, insieme a un complice, e accusato di essere l’autore di una serie di truffe nei confronti di anziani.
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Daniele Lelino De Lellis
27 Aprile 2018 at 8:50
Ecco qua la solita Italia …alla fine tutto agli arresti domiciliari nelle loro mega villa e magari ancora con qualche tesoretto nascosto e nn trovato …spero e confido nei magistarati che confermino gli arresti in carcere per tutti