ATTUALITA'
Salvò due sorelle dalla deportazione nazifascista, il maresciallo di Sonnino Giuseppe Ippoliti è Giusto fra le Nazioni. Il racconto di Edith
LATINA – Giuseppe Ippoliti è Giusto fra le Nazioni. L’alta onorificenza è stata consegnata questa mattina, sul palco del Teatro Ponchielli, al nipote Paolo Ippoliti, discendente del brigadiere che nel 1943 salvò dalla deportazione nazifascista le sorelle Edith e Trude Fischhof, mettendo in pericolo la sua stessa vita e quella di sua moglie Teresina Zani che con lui è oggi insignita del riconoscimento più alto dello Stato di Israele. Lo hanno ricevuto fino ad ora soltanto 392 cittadini italiani. “Mi vergogno di dire che ho impiegato 20 anni per raccontare questa storia. Quando, dopo la Liberazione, sono andata in Palestina in cerca di una terra dove vivere – racconta Edith – volevo solo dimenticare. Ero arrabbiata con tutti e non volevo più saperne di nessuno. Poi, una notte sognai Peppino”.
IL RACCONTO DI EDITH – In quel momento della vita, Edith era una donna di 40 anni, sposata e con due figli. Capì che non aveva mai detto “grazie”. Contattò lo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme (imperdibile il Museo per chiunque faccia il viaggio), e raccontò della fuga dall’Austria, della vita successiva vissuta a Fiume, poi del campo di concentramento di Ferramonti a Tarsia, in provincia di Cosenza, il più grande campo di concentramento fascista italiano, dell’intervento di Pio XII per far uscire da quel luogo di fame e morte le famiglie con bambini piccoli, e infine di quel carabiniere che li stupì, accogliendoli come persone, nella caserma che dirigeva nella bergamasca dove loro, ormai senza una terra, avevano l’obbligo di presentarsi in quanto ebrei colpiti dalle Leggi Razziali per essere identificati e inviati ad una nuova e sconosciuta destinazione. “E’ la persona più coraggiosa che io abbia mai conosciuto”, dice.
In radio abbiamo raccolto il racconto di Edith
“Una volta arrivati in caserma, impauriti e terrorizzati all’idea che ci rimandassero in Austria, Ippoliti salutò con rispetto mia madre e mio padre, ci chiese come stavamo e ci fece portare un thè con dei biscotti. Non dimenticherò mai quel thè, non mangiavamo da tanto tempo e mi sembrò la cosa più buona del mondo”, prosegue la sopravvissuta oggi testimone del Shoah. E’ un fiume in piena e, all’età 98 anni, parla e scrive quattro lingue, e ha la classica aura delle belle persone che si irradia tutto intorno. Nacquero tra la famiglia austriaca e quella del carabiniere un’amicizia sincera e una stima reciproca, si frequentarono, ma nell’inverno del 1943, con il precipitare degli eventi e con i rastrellamenti dei nazifascisti, la famiglia Fischhof fu costretta a dividersi: i genitori trovarono riparo in Svizzera e le due ragazze, raggiunsero la casa dei coniugi Ippoliti a Chiesuola di Pontevico in provincia di Brescia. “Durante l’ultimo incontro Peppino aveva consegnato a mio padre Richard un foglietto con l’indirizzo dove si sarebbe trasferito con la moglie di lì a poco e gli aveva detto: “A voi è stata fatta un’ingiustizia terribile, siete una bella famiglia e io sono pronto ad aiutarvi … se sarete in pericolo potete sempre rivolgervi a me, che farò di tutto per aiutarvi” . Mantenne la promessa. Le due ragazze raggiunsero la Cascina Zani, presero un nome italiano, Edith divenne Linda Fiscotti e sua sorella Trude, Rita Fiscotti, furono fatte passare per parenti, e quando la “copertura” rischiò di saltare gli Zani riuscirono a farle ospitare per un anno intero in un convento, facendo in modo che avessero da mangiare tutti i giorni . “Il pane era razionato, così l’olio e la farina, ma a noi non mancò mai nulla”.
Quando dopo molti anni Edith decise di dire grazie affrontò un viaggio nel tempo e nel dolore, voleva ritrovare il carabiniere-eroe, ma lui era morto. Decise allora di cercare i suoi discendenti, arrivando a Latina dove è tornata in questi giorni.
“Quando è arrivata l’ufficialità del riconoscimento è stato uno dei giorni più felici della mia vita, quando il maresciallo Ippoliti e Teresa Zani sono diventati “Giusti” grazie alla storia che io avevo finalmente raccontato, grazie ai riscontri trovati dai carabinieri in Italia, grazie alle altre poche persone che sapevano e che ci avevano protetto. Ho sempre creduto in Dio e questo mi ha dato la forza e la fiducia”.
LA CERIMONIA – Per assistere alla consegna dell’onorificenza “Giusto tra le Nazioni” al professor Paolo Ippoliti, pronipote dei coniugi decorati, Edith ha preso un aereo ed è arrivata da Tel Aviv portando con sé la sua famiglia. Pensa che sarà il suo ultimo viaggio in Italia, ma la forza che ha suggerisce altro. Al teatro “Ponchielli” dell’Istituto Comprensivo Volta di Latina, ha trovato ad accoglierli il professor Gennaro Guarino, il prefetto Maurizio Falco, l’ambasciatore di Israele a Roma, Dror Eydar, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Latina, colonnello Lorenzo D’Aloia.
La cerimonia presentata dalla giornalista Alga Madia è stata preceduta dall’esibizione con voce e orchestra degli alunni dell’istituto e dalla lettura di due brani “Il viaggio” e “L’annientamento”, estratti da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, accompagnati dalla colonna sonora di Schindler’s List. La cerimonia si è conclusa con la consegna dell’onorificenza, l’esecuzione degli Inni d’Italia e d’Israele ed il concerto della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri di Roma.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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Asl Latina, potenziati i servizi di cardiologia di Priverno e Sezze
La Asl di Latina continua a investire nel potenziamento dell’assistenza di prossimità, con l’obiettivo di garantire un accesso sempre più capillare e tempestivo ai servizi sanitari sul territorio. Da ieri, infatti, è operativo il rafforzamento del Servizio di Cardiologia presso la Casa della Salute di Priverno, che amplia significativamente la propria offerta: oltre alla giornata già attiva il giovedì dalle ore 7.30 alle 17.30, viene introdotta una nuova apertura settimanale il lunedì dalle ore 9.00 alle 17.00, incrementando in modo sostanziale la disponibilità complessiva del servizio.
Analogo potenziamento interesserà il Servizio di Cardiologia di Sezze, dove le ore di attività settimanali passeranno da 6 a 18. Alle attuali 6 ore del martedì (8.00–14.00) si aggiungeranno ulteriori aperture distribuite nell’arco della settimana, triplicando così la presenza specialistica sul territorio. L’ampliamento sarà pienamente operativo entro la fine di marzo, in parallelo con l’avanzamento dei lavori di ammodernamento e riconversione della struttura, destinata a diventare una moderna Casa di Comunità
Complessivamente, nelle due città del Distretto 3 della Asl di Latina, triplicheranno quindi le ore di apertura dei due servizi di Cardiologia. Un deciso passo avanti che ridurrà i tempi di attesa e renderà più fruibile l’accesso alle prime visite e ad esami specifici. Questo consentirà di semplificare ulteriormente la presa in carico di persone con scompensi cardiaci e di attivare tempestivamente percorsi assistenziali integrati. Un fattore che può essere decisivo per salvare vite umane considerando il carattere tempo-dipendente delle patologie cardiache.
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“Elda e la Dublo” di Massimo Ferrari premiato a Film Impresa: è il migliore inedito
LATINA – Il cortometraggio Elda e la Dublo, scritto e diretto dal regista di Latina Massimo Ferrari, prodotto da Maga Production, da un’idea dell’imprenditore Massimo Marini, è il migliore “Inedito” a Film Impresa. Lo ha deciso la giuria presieduta da Sergio Castellitto.

L’annuncio, dopo la proiezione lunedì 2 marzo al Cinema Quattro Fontane di Roma dove è in corso (fino al 4 marzo) la IV edizione del premio voluto da Unindustria con il supporto di Confindustria. Applausi in sala anche per la protagonista, Elda Degli Stefani, storica operaia nell’azienda di Latina Scalo, vera protagonista della storia, che si è rivista per la prima volta nell’interpretazione di Lorenza Indovina.
Sono bastati nove minuti al regista per raccontare i valori aziendali attraverso una vita intera vissuta in fabbrica.
“Siamo contenti, perché eravamo partiti dall’idea che si potesse raccontare una storia legata a un’azienda, al mondo del lavoro, anche con un linguaggio cinematografico e costruendo appunto un piccolo film. E devo dire che questa cosa è stata recepita e poi è stata anche premiata – ha commentato Massimo Ferrari – il premio come miglior inedito ci rende orgogliosi, siamo contenti anche per Elda che è stata applaudita da tutti e questo è stato molto bello, anche perché lei non aveva visto fino a questo momento il film, né lei, né i suoi figli, e neanche le altre operaie che erano anche loro presenti, quindi l’emozione è stata sincera, quella della prima visione”.
Ma che cosa ha convinto la giuria presieduta Sergio Castellitto? “Ci hanno detto che li ha convinti l’umanità che emergeva dal corto, il valore cinematografico del film e il senso di comunità che emergeva dalla storia, l’insieme di queste cose”.
Ora il corto avrà un’ulteriore distribuzione attraverso Film Impresa anche in altri festival cinematografici e tra questi alla Festa del Cinema di Roma all’interno di Alice nelle città. Prima però, l’idea dell’Amministratore Unico dell’azienda di Latina Scalo, è quella di proiettare il film in un evento da realizzare all’interno della Dublo.
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Claudia Terracina
8 Ottobre 2021 at 11:17
Che storia meravigliosa che fa onore una volta di più agli italiani migliori! In questo caso un carabiniere..che non è l’unico! Fondamentale riscoprire queste storie e la vera anima degli italiani libera dai condizionamenti degli odiatori di professione
Maria Luisa Mancini
8 Ottobre 2021 at 15:58
L’importanza della memoria! Un grande uomo Italiano il brigadiere Ippoliti ed un Grande gesto di Amore, riconoscenza, gratitudine della signora Edith. Grandi esempi da far conoscere e trasmettere alle giovani generazioni.