POLITICA
REGIONALI, ZINGARETTI PRESIDENTE
Eletti alla Pisana: Enrico Forte, Pino Simeone
e Gaia Pernarella
Entra con il listino Rosa Giancola
LATINA – Tre seggi alla provincia di Latina sono quelli attribuiti al termine della tornata elettorale per le Regionali. Alla Pisana dunque entrano Enrico Forte del Pd, il più votato, ha totalizzato 12392 voti prevalendo su Giorgio de Marchis che ne ha presi appena 81 di meno.
Per il centro destra votatissimo Pino Simeone, capo di gabinetto del Presidente della Provincia Cusani, rappresentante del sud pontino sostenuto dal leader Claudio Fazzone totalizza 14634 voti superando Enrico Tiero che ne prende 12286.
La più votata del Movimento Cinque Stelle è invece Gaia Pernarella: il seggio è per lei, con con 1374.
Entra di diritto con il listino anche l’ex operaia della Tacconi sud Rosa Giancola.
Con il taglio da 70 a 50 consiglieri l’elezione si è fatta più difficile e la pattuglia di pontini si è decisamente assottigliata. Con Polverini entrarono: Claudio Moscardelli (Pd) e Gianfranco Sciscione nei listini (quest’ultimo uscito dopo la sentenza del Tar che aveva ridotto da 72 a 70 i seggi); Aldo Forte per l’Udc; Stefano Galetto, Giovanni Di Giorgi (poi dimessosi favorendo l’ingresso di Lilia D’Ottavi), Gina Cetrone e Romolo del Balzo per il Pdl.
ZINGARETTI PRESIDENTE – Al termine di uno spoglio fiume è Nicola Zingaretti il nuovo presidente della Regione Lazio con oltre 11 punti su Francesco Storace. Lo scrutinio è andato a rilento e ha visto Latina schierarsi con Storace in controtendenza con il resto della Regione. Col 40,6% circa delle preferenze l’ex presidente della provincia di Roma si impone sull’ex governatore candidato del centrodestra, al 29,3%. L’M5s con Davide Barillari si attesta al 20,2% e contesta la regolarità del voto annunciando: siamo pronti a fare ricorso contro l’annullamento di molte schede che riportavano oltre alla croce sul simbolo anche la preferenza a Beppe Grillo che però non è candidato. Male la lista civica di Giulia Bongiorno si ferma al 4,7%. Alessandro Ruotolo di Rivoluzione civile 2,2%. Alessandra Baldassarri di Fare sotto lo 0,6%.
«Dedico questa vittoria a loro», ha detto Zingaretti rivolgendosi alla moglie e alle figlie. ha poi ringraziato lo sfidante e tutti coloro che hanno partecipato alle elezioni e «mi hanno votato in questa situazione. Da oggi sarò prersidente di tutte le cittadine e di tutti i cittadini. Credo che in un dato nazionale di incredibile frammentazione quello conseguito è un risultato bellissimo. Questo è stato un voto che dentro di sé ha una grande voglia di discontinuità: nel modo di fare politica e gestire il potere. Porremo un tema di innovazione profonda. Infine il voto conferma una grande voglia di partecipazione diretta alla vita politica». «Come mi rapporterò con il M5s? Aprirò un confronto con tutto il consiglio regionale sui temi che reputo anche miei», ha poi sottolineato.
GLI ESCLUSI – Nel Pd eclusa Nicoletta Zuliani decisamente staccata dagli avversari. Restano a Latina Angelo Tripodi e Lillia D’Ottavi del Pdl quest’ultima consigliere regionale uscente. Per Fratelli d’Italiafuori Nicola Calandrini che totalizza 6341 voti, delusione per Gina Cetrone anche lei uscente dalla Pisana. Buone le preferenze ben oltre 6000 per Claudio Durigon con la lista civica Storace Presidente, ma non sono bastate. Con la lista Bongiorno presidente restano fuori invece Gerardo Stefanelli, Gianfranco Sciscione e Marilena Sovrani.
LE LISTE – Ma vediamo in provincia di Latina come sono andate le liste principali
IL POPOLO DELLA LIBERTÀ conquista il 29,2
FRATELLI D’ITALIA 6,3
LISTA STORACE 4,5
LA DESTRA 2,5
MCL MOVIMENTO CITTADINI E LAVORATORI 1,6
Nel centro sinistra
PARTITO DEMOCRATICO 63.025 22,5
LISTA ZINGARETTI 5,0
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ 2,3
CENTRO DEMOCRATICO 1,2
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 1,1
BARILLARI DAVIDE MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 40.222 14,3
BONGIORNO GIULIA BONGIORNO PRESIDENTE 15.566 5,5
RUOTOLO ALESSANDRO RIVOLUZIONE CIVILE 3.602 1,3
Ore 19:23 – Sono state scrutinate meno di mille sezioni su 5.267. Nicola Zingaretti è ancora in vantaggio rispetto al candidato del centro destra. Il candidato del centro sinistra, infatti, si attesta al 39% di preferenze, mentre il candidato del centrodestra, scende al 31,14%. Terza posizione per Davide Barillari di M5s al 19% che però contesta irregolarità perchè alcune schede sarebbero state annuallate perché gli elettori avrebbero scritto grillo nello spazio delle prferenze. Al quarto posto, a diversi punti di distacco, Giulia Bongiorno, che è al 4,67%, Rivoluzione civile al 2,23%.
In Provincia di Latina scrutinate 168 sezioni su 506. In vantaggio Storace che però perde qualche punto, fermandosi al 40,23%. Zingaretti al momento, è al 32,29, mentre Barillari al 17,26%. Giulia Bongiorno scende sotto il 6%.
A Latina scrutinate 44 sezioni sulle 116. Storace è in vantaggio con il 40% delle preferenze, Zingaretti è al 29,94%, Barillari sale al 21%, Giulia Bongiorno arriva al 4,94%. In quinta posizione, anche se solo di poco sopra all’1%, il candidato di Casapound, Simone Di Stefano
Ore 18:43 – Sono state scrutinate, per il solo voto al presidente della Regione, 679 sezioni sulle 5.267. Il candidato del centro sinistra Nicola Zingaretti è in testa con il 40,53% di preferenze, mentre il candidato del centrodestra Francesco Storace, scende al 30,27%. Terza posizione per Davide Barillari di M5s al 19%, arriva con diversi punti di distacco Giulia Bongiorno, al 4,67% e Rivoluzione civile al 2,23%.
In Provincia di Latina scrutinate 119 sezioni su 506. In vantaggio Storace con il 43,19%, Zingaretti al momento, si ferma al 30,51%, Barillari al 15,97. Giulia Bongiorno raggiunge il 6,52%.
Nel Comune di Latina fermi ancora a 18 sezioni scrutinate sulle 116.
ore 18:34 – Una precisazione arriva dal candidato per La Destra di Storace Carmelo Grillo secondo il quale “Tutte le preferenze de La Destra Storace in cui vi è scritto GRILLO sono riconducibili al candidato CARMELO GRILLO candidato per La Destra Storace nel collegio della Provincia di Latina”. A seguito di quanto accaduto in alcune sezioni il candidato invita “tutti i presidenti di seggio dell’Agro Pontino a vigilare sull’operato di collaboratori. Tutte le occorrenze del nome GRILLO con la preferenza per il partito LA DESTRA sono da ricondursi al candidato. Chiediamo di poter partecipare ad una campagna elettorale onesta e trasparente perché da questo inizia la Buona Politica. Resta inteso che anche dai presidenti stessi ci aspettiamo correttezza e rettitudine. A tal proposito ci riserviamo tutte le azioni da intraprendere nelle sedi opportune a tutela dell’operazione di voto”.
ore 18:19 – Nicola Zingaretti supera Francesco Storace. Il candidato della coalizione di centrosinistra, quando sono state scrutinate 524 sezioni, arriva al 41,06%, Storace de La Destra, scende al 29,93%. Terza forza Davide Barillari di M5s con il 19,18% di preferenze, al quarto posto si piazza Giulia Bongiorno dell’Udc al 4,84%. Arriva al 2,18% di preferenze Sandro Ruotolo di Rivoluzione Civile.
Ore 17:44 – Procede molto a rilento lo spoglio delle schede elettorali per il rinnovo del consiglio regionale. Lo spoglio è iniziato alle 14, ma nel Lazio sono state scrutinate solo 114 delle 5.412 sezioni. Secondo questi parzialissimi dati Francesco Storace de La Destra arriva al 38,88%, Nicola Zingaretti al 36,01%, Davide Barillari del Movimento 5 stelle è al 15,75%, mentre Giulia Bongiorno dell’Udc è la quarta forza con il 5,40%. Rinascita Civile di Sandro Ruotolo supera di poco l’1%.
Le sezioni scrutinate per il presidente della Regione in provincia di Latina sono ancora 64 su 506, al momento in testa Francesco Storace con il 42,15%, segue Zingaretti al 31,72%, Barillari al 13,45, Giulia Bongiorno all’8,97% e Ruotolo all’1,58%
Nel Comune di Latina sono state scrutinate solo 18 sezioni sulle 116 e al momento Storace è in vantaggio con il 40% delle preferenze, Zingaretti è al 29,94%, Barillari al 18%, Giulia Bongiorno arriva al 4,94%. In quinta posizione, anche se solo di poco sopra all’1%, il candidato di Casapound, Simone Di Stefano.
Ore 16:55 – Quando sono state scrutinate 84 sezioni su 5.412, Francesco Storace è al 40,65%, Zingaretti al 33,96%, Davide Barillari al 15,25%, mentre Giulia Bongiorno tocca il 6,86%, tocca l’1% Sandro Ruotolo.
Ore 16:15 – Le elezioni regionali. Procede molto a rilento lo spoglio per il nuovo consiglio regionale del Lazio. Quando sono state scrutinate appena 37 sezioni su 5.289, il candidato della Destra, Francesco Storace è al 43,86%, in vantaggio su Nicola Zingaretti che si ferma al 33,11%, diversi punti percentuali dopo arriva il candidato del Movimento 5 stelle, Davide Barillari al 15,43%. Quarta posizione a Giulia Bongiorno che arriva al 4,58%.
“Sulle schede annullate nei seggi del Lazio siamo pronti a fare ricorso”, dice il Movimento 5 stelle a proposito delle “migliaia di schede” che i presidenti di seggio stanno annullando nel Lazio perche “gli elettori nello spazio della preferenza hanno scritto Grillo”. “Ricorreremo in tutte le sedi”, spiega Alessandro Canali, avvocato del M5S del Lazio annunciando l’intenzione di contestare “le migliaia di schede” annullate in decine di seggi. “Arrivano centinaia di segnalazioni per migliaia di voti – spiega – Ci appelliamo alla legge 108 del ’68. Essendo Grillo parte del nome del Movimento, e’ evidente che la volontà dell’elettore è chiara. Per noi si tratta di un rafforzativo”. “Ci appelliamo a tutti i rappresentanti di lista per contestare le schede nulle”, conclude Canali.
Ore 15:00 – Via allo spoglio per le elezioni Regionali del Lazio dove, dopo lo tsunami di Beppe Grillo, il risultato è quanto mai aperto. Favorito dai pronostici Nicola Zingaretti (gli instant poll diffusi dalla Rai lo vedono avanti con una forbice tra il 52 e il 54%, l’instant poll di Sky al 39%). Giù Francesco Storace, del centrodestra, che riscuote a Frosinone e Latina, ma resta al 28-30% per la Rai, al 28 per Sky.
Dal canto suo il leader de La Destra non si arrende: «Avvertenza agli scienziati: aspettate domani… sorpresina in arrivo» scrive lunedì su Twitter. Per l’ufficialità dei dati bisognerà attendere comunque lo spoglio, a partire dalle 14.
Sul voto del Lazio però, oggi più che ieri, dopo i risultati del M5S pesa il candidato grillino Davide Barillari: sarebbe tra il 7 e il 9% secondo la Rai, mentre Sky lo dà al 21, un risultato che appare più coerente con l’andamento generale del partito di Grillo, ma che forse non dice ancora tutto. La centrista Giulia Bongiorno oscillerebbe tra il 4 e il 6% della Rai e l’8 di Sky. «Gli elettori del Lazio hanno votato in gran massa Zingaretti anche al di là delle appartenenze espresse alla Camera e al Senato» afferma il coordinatore del Comitato Massimiliano Smeriglio. Se ci sarà stato un ‘travasò diretto tra Grillo e Zingaretti o un caso di voto disgiunto diffuso, questo potranno dirlo solo i dati delle Regionali.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Fine mandato per il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli: “Lasciamo un ente capace di guardare al futuro”
Si è svolto oggi l’ultimo Consiglio Provinciale del mandato del Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli. Nel suo intervento carico di emozione, Stefanelli ha ripercorso i quattro anni di amministrazione, inseriti in un percorso personale di oltre vent’anni all’interno dell’Ente.
IL RESOCONTO – Il rafforzamento della struttura amministrativa, con 68 nuove assunzioni, 932 giornate di formazione, incremento delle risorse accessorie e l’introduzione di una polizza sanitaria integrativa; la digitalizzazione, con una riduzione del 77% dell’uso della carta, l’attivazione di nuove piattaforme telematiche e l’adeguamento tecnologico dell’Ente. Tra gli assi portanti dell’azione amministrativa figurano edilizia scolastica, viabilità e ambiente. Sulle scuole sono stati investiti oltre 47 milioni di euro per messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico, con 43 progetti finanziati dal PNRR e oltre l’87% degli interventi completato. Importanti anche i risultati in termini di risparmio energetico e produzione da fonti rinnovabili. Sulla viabilità sono stati impegnati 26 milioni di euro in quattro anni per manutenzioni straordinarie, ponti e messa in sicurezza della rete provinciale, oltre a risorse dedicate al sostegno dei Comuni. Nel settore ambiente sono stati ridotti i tempi delle pratiche, erogati oltre 5,4 milioni ai Comuni per la raccolta differenziata e avviate iniziative su erosione costiera, tutela del mare e sostenibilità. Centrale anche il tema della risorsa idrica: attraverso Egato 4 sono stati intercettati circa 92 milioni di euro di finanziamenti pubblici, di cui oltre 40 milioni dal PNRR, per il risanamento della rete e il miglioramento del servizio. Ampliata inoltre la platea del bonus idrico integrativo fino a 50 mila utenti. Grande attenzione è stata riservata ai giovani, alla cultura e alla legalità, con progetti rivolti alle scuole su educazione civica, sicurezza stradale, contrasto al bullismo, memoria storica ed educazione europea, oltre al rilancio della rete museale e alla valorizzazione dell’Appia Regina Viarum come elemento identitario e strategico per lo sviluppo culturale e turistico.
Il Presidente ha sottolineato come la Provincia abbia rafforzato il proprio ruolo di “Casa dei Comuni”, sostenendo gli enti locali nella progettazione e gestione delle opere, e ha rivendicato una gestione finanziaria solida, con conti in ordine.
“Lasciamo una Provincia più organizzata, più moderna, più vicina ai territori e capace di guardare al futuro”, ha concluso Stefanelli, ringraziando consiglieri, sindaci, dirigenti e dipendenti per il lavoro svolto. “La politica è servizio: si conclude un mandato, ma resta l’impegno per il bene della comunità.”
POLITICA
Botta e risposta tra Forza Italia e Fratelli D’Italia, Bruni agli Azzurri: “Loro comportamento distruttivo”
LATINA – Prosegue il botta e risposta interno alla maggioranza a Latina. Dopo le accuse in consiglio comunale da parte dei tre consiglieri azzurri Coriddi, Anzalone e Furlanetto che si ritengono puntualmente scavalcati nelle decisioni comunicate a cose fatte, replica il capogruppo di Fratelli d’Italia Cesare Bruni : “Il comportamento distruttivo è quello di Forza Italia, non della maggioranza”, scrive in una lunga nota.
«Trovo – aggiunge Bruni – le ultime dichiarazioni, o meglio le accuse, di Forza Italia nei miei confronti alquanto singolari. Definiscono i loro interventi tesi al dialogo, quando invece sono sembrati a tutti dei duri attacchi al Sindaco, a Fratelli d’Italia e all’intera maggioranza. Evidentemente io in primis, insieme a tanti altri, non abbiamo compreso questo metodo di dialogo”.
Poi aggiunge: «Discutere del metodo è legittimo. Ma discutere del metodo non significa pretendere automaticamente di avere ragione né trasformare ogni divergenza in una crisi politica permanente. Non si può, con una mano, mettere continuamente in discussione l’appoggio alla Giunta e, con l’altra, lamentarsi di non essere considerati. Delle due l’una. Fratelli d’Italia, al contrario, rivendica con chiarezza e lealtà il proprio sostegno al Sindaco Celentano e al programma scelto dai cittadini». Infine il richiamo alla responsabilità politica: «Queste polemiche non interessano ai cittadini. Sembrano un salto nel passato, a un centrodestra lacerato da tensioni interne. Tanto più incomprensibili oggi, dopo aver ritrovato l’unità del centrodestra in Provincia, ponendo fine a un decennio di governo politicamente anomalo. La città ha bisogno di risposte urgenti, non di diatribe delle quali si fatica a comprendere le finalità. Su queste risposte Fratelli d’Italia è sempre stata pronta — e resta pronta — al dialogo e al confronto, nel rispetto dei ruoli e dei luoghi istituzionali. Ma il dialogo presuppone responsabilità, coerenza e spirito costruttivo. Non continue tensioni che indeboliscono l’azione amministrativa».
POLITICA
Cisterna, il sindaco Mantini: “Restiamo, è il giorno della responsabilità”
CISTERNA – Si è tenuta venerdì pomeriggio la seduta di Consiglio comunale convocata a seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto un dirigente comunale e un consigliere con le dimissioni di quest’ultimo dalla carica. L’assise è stata aperta dal presidente Mancini che ha presentato il nuovo segretario generale Giulia De Santis augurandole un buon lavoro.
Quindi si è proceduto con la surroga del consigliere Renio Monti e l’ingresso in Consiglio dell’ex assessora Emanuela Pagnanelli che si è subito dichiarata Indipendente e collocata nelle fila dell’opposizione.
Mantini ha sottolineato che i fatti contestati riguardano rapporti tra privati e non coinvolgono fondi pubblici o affidamenti comunali, definendo la vicenda non di natura sistemica. Ha ribadito la fiducia nella magistratura e il principio che le responsabilità sono strettamente personali.
Sul piano amministrativo, si è agito tempestivamente riassegnando funzioni dirigenziali per garantire la continuità dell’Ente, che gestisce circa 40 milioni di euro di fondi PNRR e non solo.
Il sindaco ha convocato la Conferenza dei Capigruppo per rispetto verso il Consiglio comunale e ha verificato il sostegno della sua maggioranza, che si è confermata coesa e compatta. Ha dichiarato di non essere attaccato alla poltrona, ma di voler garantire stabilità amministrativa nell’interesse della città fino a quando tutta la maggioranza lo sosterrà. Ha concluso annunciando pertanto l’intenzione di proseguire il mandato.
L’opposizione, attraverso i consiglieri Felcetti, Sambucci, Antenucci, Leoni e Del Prete, si è espressa con toni forti e all’unanimità sulla richiesta delle dimissioni del sindaco e l’azzeramento delle deleghe assessorili. Cece e Di Cori, sempre dai banchi dell’opposizione, hanno chiesto inoltre una fase di profonda riflessione politica.
Per mano del consigliere Del Prete, l’opposizione ha presentato al segretario generale una mozione di sfiducia ed ha subito dopo abbandonato, ad eccezione di Cece, l’aula e i lavori consiliari.
Unanime sono stati la piena fiducia al sindaco e il sostegno dai rappresentanti dei gruppi di maggioranza, Paliani, Cicchitti, Caianiello, Sarracino, Contarino e l’invito a proseguire nell’assolvimento degli impegni assunti nei confronti della comunità.
Gli assessori Innamorato e Santilli, chiamati più volte in causa dall’opposizione, hanno replicato l’estraneità di sindaco e assessori a questi specifici fatti contestati dalla magistratura, come pure che non ci sono atti illegali né sottrazione di soldi pubblici e pertanto è del tutto infondato l’accostamento con l’operazione giudiziaria che investì l’amministrazione comunale di Cisterna nel 2017.
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AGNES
27 Febbraio 2013 at 15:27
SPERO BENE CHE ZINGARETTI DIMOSTRI DI APPOGGIARE BARILLARI NEL TAGLIO DEGLI STIPENDI…..ALTRIMENTI CHIUDIAMO QUESTE REGIONI CHE CI HANNO DEPREDATO ABBASTANZA
Antonio
27 Febbraio 2013 at 23:37
Il solito maiale politico appena eletto! Il sindaco di Firenze guadagna 4200 euro netti al mese ed uno stupido consigliere 5000? I consigli possiamo farceli dare dall’oroscopo al mattino, risparmieremmo un sacco di soldi.
Questo è quello che merita chi ha votato Zingaretti non credendo ad un emergente come Barillari che prova a dare un pò di contegno a questo clima vergognoso.
Zingaretti dimettiti!!!!!!