ATTUALITA'
Affitti a Latina, Morbella e Cucchiarelli le zone più care
LATINA – Affitti: le zone più care del capoluogo sono quelle comprese tra l’area Cucchiarelli – via Milano, storica zona residenziale individuabile tra via del Lido e il centro Morbella, dove per un appartamento in buone condizioni il canone medio oscilla tra i 7,5 e i 10 euro al metro quadro, ovvero per affittare un bilocale di circa 75 metri quadrati è da preventivare mediamente (le variabili sul prezzo possono essere dovute al piano, ascensore, riscaldamento autonomo ecc) una spesa mensile tra i 560 e i 750 euro. La zona latinense più economica risulta sempre l’area Lido/Borghi dove l’asticella per l’affitto è posta tra i 5 e i 6 euro/mq al mese.
E’ quanto emerge da uno studio Fiaip relativo al primo semestre del 2014. I canoni di locazione a livello nazionale hanno fatto registrare una diminuzione del 2,4% per quanto riguarda i monolocali e dell’1,7% sui bilocali e sui trilocali. «A Latina e provincia – ha commentato il Presidente provinciale Fiaip, Santino Nardi – parametri più o meno in linea con la tendenza del Paese: la diminuzione dei valori registrata è stata infatti pari al 2,1% sui monolocali, dell’1,9% sui bilocali e dell’1,7% sui trilocali».
«La contrazione dei canoni è stata determinata dalla maggiore offerta di immobili in locazione – spiega Nardi – e dalla diminuzione della disponibilità di spesa dei potenziali inquilini, il cui parco clienti è formato da coloro che non sono in condizione di acquistare in quanto non riescono ad accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani, i monoreddito e gli immigrati. A questi si aggiungono poi gli studenti, i lavoratori fuori sede e coloro che volutamente scelgono l’affitto in attesa di vedere cosa accadrà sul fronte dei prezzi immobiliari per un eventuale acquisto».
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto, prosegue lo studio della Federazione, ha evidenziato che il cliente/tipo latinense è rappresentato per il 61% da single, la restante parte da famiglie. Tra i primi sono in aumento le richieste da parte di separati/divorziati.
Le unità residenziali maggiormente locate risultano per il 39% trilocali (soggiorno/cottura – 2 camere – servizi) e il 25% bilocali, il 16% è appannaggio dei monolocali.
L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali (32%) o centrali (29%) e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi usati ma in buono stato (41%).
Per quanto riguarda le fasce di età, il 45,4% dei potenziali inquilini hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 25,8% ha un’età compresa tra 35 e 44 anni, il restante 28,8% è over 45.
Il 55,3% di chi cerca casa in affitto lo fa per trovare l’abitazione principale, seguono coloro che cercano per motivi legati a trasferimenti di lavoro e quindi una motivazione di tipo professionale (33,7%) ed, infine, chi si trasferisce per motivi di studio (11%). L’attenzione alla qualità dell’abitazione (e all’arredamento, se si affitta arredata) è sempre molto elevata e per questo i canoni di locazione sono diminuiti maggiormente per le soluzioni in cattivo stato e arredate con mobili vetusti.
«Anche in questo semestre si riscontra poi un aumento della cautela da parte dei proprietari ad affittare l’immobile – conclude il presidente Nardi –, in quanto si desiderano maggiori garanzie sull’affidabilità dell’inquilino, intese come busta paga, contratto a tempo indeterminato, e sulla continuità dei pagamenti dei canoni di locazione».
ATTUALITA'
Referendum 22 e 23 marzo, le aperture straordinarie dell’ufficio elettorale di Latina
In occasione del referendum del 22 e 23 marzo 2026, l’ufficio elettorale resterà aperto in via straordinaria per garantire tutti i servizi ai cittadini. Sarà possibile rinnovare la tessera elettorale, ritirarla se non ancora ricevuta, richiedere un duplicato in caso di smarrimento e ottenere informazioni sulla consultazione. Gli orari di apertura sono i seguenti: venerdì 20 marzo e sabato 21 marzo dalle 9 alle 18; domenica 22 marzo dalle 7 alle 23; lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Le sedi decentrate di Latina Scalo e Borgo Sabotino seguiranno gli stessi orari, ma saranno operative a partire dal pomeriggio di venerdì 20 marzo, dalle ore 15.
ATTUALITA'
Lavoro, a Pontinia il Manpower Recruiting Day
Il Comune di Pontinia punta sul lavoro e organizza una giornata dedicata all’incontro tra domanda e offerta. Giovedì 26 marzo si terrà infatti il “Recruiting Day” in collaborazione con l’agenzia per il lavoro Manpower. L’iniziativa, promossa dall’assessore alle Politiche Giovanili Simone Coco insieme all’assessore al Commercio Giovanni Bottoni, si svolgerà presso l’aula consiliare del Comune dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30.
Durante la giornata, cinque consulenti dell’agenzia incontreranno cittadini di tutte le età, senza particolari requisiti, per colloqui conoscitivi e attività di orientamento. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a costruire o migliorare il proprio curriculum e creare profili da inserire nella piattaforma dell’agenzia, mettendoli in contatto con aziende in cerca di personale. Sarà possibile presentarsi con il proprio curriculum oppure candidarsi anche attraverso un QR code dedicato.
L’iniziativa rappresenta il primo passo verso un progetto più ampio: l’amministrazione comunale sta infatti lavorando all’apertura di uno sportello lavoro stabile, sempre in collaborazione con Manpower, per offrire un punto di riferimento continuo a chi è in cerca di occupazione. “Vogliamo favorire concretamente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro – ha spiegato l’assessore Coco – e dare continuità a questo tipo di iniziative sul territorio”.
AMBIENTE
Parco Falcone e Borsellino, Italia Nostra: “Era e deve tornare a essere un polmone verde di 5 ettari”
LATINA – Nei giorni in cui si ri-discute intorno a Parco Falcone e Borsellino a causa di un vincolo urbanistico emerso, oltre che della lunghezza del cantiere (domani venerdì 20 marzo all’attenzione della Commissione Lavori Pubblici), Italia Nostra condivide una riflessione sul valore dell’area come polmone verde della città, scopo con il quale nacque. “Il fatto che tanti alberi sono stati perduti, non significa che l’ambiente debba essere declassificato da bosco protetto a semplice area con alberi. Il bosco, va ricostruito”, è il parere dell’associazione ambientalista che non nasconde critiche al progetto in corso di realizzazione, con un appunto particolare al “bistrot”.
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO il contributo firmato dalla presidente della sezione di Latina di Italia Nostra Maria Teresa Accatino in rappresentanza del Consiglio Direttivo.
1987 – “Nel 1987, un settimanale che dedicava le pagine centrali alle piazze di alcune città, presentò inaspettatamente una foto del nostro parco, i cosiddetti Giardinetti. Un’immagine di un polmone verde in salute all’interno del costruito. E come tale era stato concepito sin dall’inizio. Non si tratta di una ‘villa’ come molti erroneamente lo definiscono, ma di un parco di alberi sempreverdi aperto alla città. Si può osare definirlo una versione in miniatura del Tiergarten, bosco urbano berlinese impostato con uno slargo centrale con monumento, la strada dritta principale e le altre radiali.
Questo bene ereditato dal passato si è sviluppato in silenzio senza particolari cure, ma è arrivato il momento in cui, in mancanza di attenzioni, crolli e malattie di alberi importanti lo hanno depauperato. Sempre poco frequentato dai cittadini è poi diventato luogo per vandalismi: lacerazioni di rami cadenti di alberi importanti, demolizioni di giochi di bambini, rifugio di senzatetto.
2019 – Era il 2019 quando l’associazione fece una ricognizione, non facile, delle alberature che sono venute a mancare tra crolli, malattie, vandalismi, dopo circa 20 anni da quell’immagine. Questo è il report del lavoro svolto nel 2019: – 78 alberi ad alto e medio fusto (Pini, Querce, Cedri, Aceri, Eucalipti, Alberi della Canfora, Robinie, Mimose,… compresi i Pini lungo il marciapiede di Via Filzi), morti in piedi, caduti, o tagliati perché pericolanti o malati; – 33 Palme distrutte dal Punteruolo Rosso; – più 180 piante tra alberelli (Pruni, Allori, Ligustri,…) e arbusti, questi ultimi in gran parte eliminati in una politica di pulizia radicale di alcuni anni fa (2006); – 8 alberi importanti (Cedri, Querce Rosse, Cipressi, Aceri) sono in stato deperente; – quasi tutti gli eucalipti rimasti sono malati; – di poca importanza, ma anche la siepe di Pyracantha che stava lungo tutta la recinzione, è scomparsa.
Calcolando una media di diametro delle 78 chiome degli alberi più grandi pari a circa 8 metri, una media di 6 metri per le 33 palme , una media di circa 4 metri per i 180 arbusti e alberelli ( Ligustri, Allori, Melograni, Oleandri, Pruni, ecc.), risulta che abbiamo perso più di 7.000 mq (soltanto calcolando una ipotetica superficie e non il volume della chioma) di alberature per l ’assorbimento di CO2 e di polveri sottili, nonché per l’abbassamento dell’alta temperatura che nei mesi caldi deprime la città. Negli anni a seguire si sono verificati altri crolli e tagli. Fiere e eventi poco idonei per qualità e inquinamento acustico hanno anche ridotto la presenza di avifauna stanziale e di passo.
OGGI – Oggi, a seguito di un progetto di ristrutturazione risalente al 2021, si stanno eseguendo e ultimando i lavori. Un adeguamento con luci, aree giochi per bambini e ragazzi, area fitness, percorsi nuovi (forse troppi), hanno ridotto la superficie a prato. Molti cespugli e alberelli sono scomparsi, due Cedri dell’Himalaia sono rimasti intrappolati nella piattaforma dei giochi per bambini. E’ previsto un chiosco nel punto in cui c’era quando in Via Filzi mancavano marciapiedi e luce. Adesso ci sono tre bar che a fatica riescono a somministrare caffè e altro. Forse andrebbe valutata la possibilità di non togliere altre opportunità a questi esercenti pensando a un’altra collocazione?
Il punto ristoro definito ‘bistrot’ di m 6×9 (si immagina con cucina e tavolini in quantità, visto che non manca lo spazio, e magari con musica per deliziare chi abita di fronte) si ritiene eccessivo per questo parco che è giusto essere vissuto dai cittadini, ma non abusato. Forse bisogna cambiare atteggiamento su un’area importante e delicata da sempre rifugio tranquillo. E quali orari dovrebbe avere in funzione dell’apertura e principalmente chiusura dei cancelli del Parco? E come si farà a trovare persone che si sono allargate nel parco? Sarà recintato anche il ‘bistrot’? Con la stessa recinzione realizzata per il parco sbagliata in stile e riferimento culturale?
Il Parco Falcone e Borsellino non è luogo adatto a ospitare volumi e riteniamo insulsa e ridicola la richiesta fatta a un professionista di stabilire quali aree siano a bosco e quali no al fine di trovare la giustificazione normativa per realizzare il cosiddetto ‘bistrot’ all’interno di un parco piccolo ma di valore. Il fatto che tanti alberi sono stati perduti, non significa che l’ambiente debba essere declassificato da bosco protetto a semplice area con alberi. Il bosco, va ricostruito. Non bastano gli alberi piantati per ridare il ruolo ecologico che ha avuto nel tempo, a maggior ragione oggi che il traffico automobilistico è aumentato così come le temperature estive. Non è il caso di lesinare nel campo dell’implementazione del verde. Dal punto di vista vegetale deve ritornare fitto di alberi sempreverdi, anche più di prima, un bosco urbano, un piccolo polmone di soli 5 ettari. Quale responso darà la Soprintendenza rispetto al vincolo storico, boschivo e paesaggistico senza cadere in non rare autorizzazioni poco idonee?
Maria Teresa Accatino, Presidente Italia Nostra Latina
In rappresentanza del Consiglio Direttivo
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