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CRONACA

Variante Piave, l’ex assessore all’urbanistica Di Rubbo ascoltato dal Pm Capasso

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sequestro Malvaso borgo PiaveLATINA – Due nuovi interrogatori hanno arricchito il fascicolo che riguarda la variante di Borgo Piave. Davanti al pm Gregorio Capasso sono comparsi l’ex assessore all’urbanistica Giuseppe Di Rubbo, considerato il regista del piano particolareggiato che ha consentito un deciso aumento delle volumetrie a vantaggio del lotto di cui è proprietario l’ex consigliere comunale di Forza Italia Vincenzo Malvaso; ascoltato anche l’ingener Antonio Petti. Entrambi sono indagati nell’inchiesta che ha portato al sequestro della palazzina realizzata a pochi passi dalla rotatoria di Borgo Piave grazie al premio di cubature deciso in sede di approvazione del Piano Particolareggiato da parte della giunta comunale di Latina capitanata da Giovanni Di Giorgi. “Tutto legittimo”, secondo l’ex assessore di Forza Italia, che prima della caduta del primo cittadino si era difeso strenuamente in una conferenza stampa.

Nell’ambito della stessa inchiesta sono già stati ascoltati dal pm gli ex assessori Di Cocco e Marco Picca e l’ex vicesindaco Fabrizio Cirilli, tutti indagati insieme con l’ex sindaco Di Giorgi, gli altri assessori, i dirigenti comunali, i tecnici e i progettisti che hanno avuto un ruolo nell’approvazione della Variante. In tutto 14 persone che, dopo la notifica di chiusa inchiesta ricevuta il 29 luglio scorso, attendono le decisioni del pm sulla richiesta di rinvio a giudizio.

Intanto ad un anno dal sequestro del cantiere della Piave Costruzioni, ditta di cui è titolare il politico-costruttore Vincenzo Malvaso, nei giorni scorsi il difensore Renato Archidiacono ha chiesto l’avocazione del procedimento alla Procura generale di Roma: “Abbiamo diritto ad una decisione, anche se sarà il processo”, è la posizione espressa dal legale.

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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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CRONACA

Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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