CRONACA
Dopo l’irruzione in consiglio comunale di un’associazione sportiva, il sindaco Mantini condanna
CISTERNA DI LATINA – “Mi vergogno a nome dell’intera città. Aiutiamoci nella trasparenza a far crescere i nostri ragazzi in una maniera migliore, non quella dello spettacolo dato in questa Aula”. Lo ha detto il sindaco di Cisterna, Valentino Mantini riaprendo i lavori del Consiglio comunale dopo la protesta in aula di un’associazione sportiva. Mantini è stato netto nella sua condanna, ma ha confermato la sua apertura al confronto con i cittadini “nel rispetto delle regole”.
“Educare alla legalità – ha detto il primo cittadino – significa il rispetto delle regole per tutti. Le regole sono sancite da regolamenti e da leggi, non dal pressappochismo di chi non riesce ad educare i ragazzi”.
E ha poi spiegato: “Questa Amministrazione ha ricevuto tutte le associazioni sportive, anche più volte – ha detto il sindaco di Cisterna Valentino Mantini -. In cambio ha ottenuto dall’associazione che ha protestato in Consiglio comunale toni accesi e l’abbandono dell’incontro. Eppure lo sport serve per educare: noi educatori siamo questo? Mi scuso in prima persona per l’immagine che abbiamo offerto a questi ragazzi.
Ai genitori dei ragazzi dico, sin da ora, che sono disponibile a ricevervi e a spiegare ciò che questa Amministrazione ha fatto per l’affidamento dello Stadio comunale Domenico Bartolani.
Non abbandoneremo mai nessuno, nel rispetto però delle regole.
Aiutiamoci nella trasparenza a far crescere i nostri ragazzi in una maniera migliore, non quella dello spettacolo dato in questa Aula consiliare.
Vorrei dire infine un’ultima cosa. Non abbandonate il senso di appartenenza alla nostra comunità. Facciamo in modo – ha concluso il sindaco di Cisterna Valentino Mantini – che le idee differenti vengano perseguite con il consenso, non con la forza o con l’appropriazione indebita, non con l’utilizzo strumentale delle persone, soprattutto quando si tratta di bambini e ragazzi”.
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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