CRONACA
Positiva alla cocaina la bimba di due mesi chiusa in auto dai genitori a Borgo Montello
LATINA – E’ stata trovata positiva alla cocaina la bimba di due mesi tolta ai genitori che l’avevano lasciata per mezz’ora in auto con i finestrini chiusi, sotto il sole delle 14, a Borgo Montello, alle porte di Latina. Lo anticipa sull’edizione di oggi il quotidiano Il Messaggero.
Una storia terribile, finita con il trasporto della bimba in ospedale dove si trova ancora ricoverata e monitorata nel reparto di Pediatria. Era stata una donna venerdì pomeriggio ad assistere alla scena e a preoccuparsi del fatto che mentre i genitori della bimba litigavano, anche allontanandosi per lunghi minuti lasciando la figlia incustodita, lei era chiusa nell’abitacolo con le temperature infernali di questi giorni. Temeva per le conseguenze sulla salute della bambina ed è intervenuta: ha affrontato il padre chiedendo di poter prendere la piccola e ha poi chiamato i soccorsi.
La bambina accaldata e disidratata in preda ad un pianto disperato è stata soccorsa dai sanitari del 118, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini. Si trova ora ricoverata al Goretti affidata alle cure dei medici.
Il tribunale per i minorenni ha emesso in 24 ore il decreto di sospensione della potestà genitoriale e la piccola, quando i medici la riterranno fuori pericolo, sarà affidata a una nuova famiglia. Entrambi i genitori hanno problemi di tossicodipendenza e il loro comportamento unito alla positività alla droga riscontrata nel sangue della neonata, hanno convinto il Tribunale per i Minorenni ad agire con il provvedimento d’urgenza.
CRONACA
Arrestato chi ha sparato il 25 aprile a Roma: è un 21enne autodefinitosi della Brigata Ebraica
APRILIA – E’ stato identificato il giovane che il 25 aprile ha sparato alla prof di Aprilia che partecipava alla Festa della Liberazione a Roma indossando il fazzoletto rosso dell’Associazione Nazionale Partigiani. E’ un ragazzo di 21 anni che si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica, fermato dalla polizia. Fra gli elementi che lo avrebbero incastrato ci sono i filmati delle telecamere di vigilanza che hanno consentito alla Digos di ricostruire la targa dello scooter Sh bianco con cui è arrivato e fuggito dopo aver colpito due iscritti all’Anpi. Nelle stesse immagini, il giovane si ferma restando a cavallo del motorino, allunga il braccio e prende la mira sparando pallini contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, 62 anni lei e 65 anni lui.
La donna, psicologa e insegnante di Aprilia, racconterà che pensava di morire e di non riuscire a cancellare l’immagine della pistola puntata contro: “Non sapevo che fosse ad aria compressa, ho pensato di morire”. La donna ha anche ringraziato i poliziotti intervenuti sottolineandone il profilo umano: “Ci hanno protetto”. La 62enne e il compagno di 66 anni potrebbero essere ascoltati di nuovo proprio per il riconoscimento.
CRONACA
Terracina, violenza sessuale aggravata, la polizia arresta un 40enne
TERRACINA – Diventa definitiva la pena per un catechista di Terracina di 40 anni riconosciuto colpevole con sentenza definitiva di violenza sessuale aggravata. I fatti per cui è intervenuta la condanna a sei anni di reclusione risalgono all’anno 2021. Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina è stato eseguito dagli agenti del commissariato locale una volta divenuto definitivo a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso da parte della Corte Suprema di Cassazione.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Latina, dove dovrà espiare la pena residua.
CRONACA
Latina, mossa di judo allo studente, la Garante Sansoni: “Episodio estremamente grave, seguo la vicenda”
LATINA – La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, esprime profonda preoccupazione per la grave vicenda avvenuta presso il Liceo Scientifico Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, che vede coinvolto uno studente minorenne e un docente dell’istituto dopo la notizia che il ragazzo sarebbe stato messo a terra con una mossa di judo dal professore.
“Si tratta di un episodio estremamente grave – dichiara Monica Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all’interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione”. La Garante sottolinea come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilità educative. “La scuola deve essere presidio di legalità, dialogo e formazione. È impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignità e dell’incolumità di uno studente”, aggiunge spiegando di seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con l’obiettivo prioritario di garantire ogni forma di tutela al minore coinvolto e di vigilare affinché siano rispettati pienamente i suoi diritti.
“Stiamo monitorando la vicenda con la massima attenzione – prosegue Sansoni – e siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell’interesse del ragazzo e della sua serenità psicofisica. È fondamentale che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate nelle sedi competenti”.
La Garante rinnova infine il proprio impegno nel promuovere una cultura del rispetto e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, ribadendo che nessun episodio di presunta sopraffazione o abuso può essere sottovalutato, specie quando coinvolge giovani in età scolare.
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Alessia marangoni
1 Agosto 2022 at 13:41
Cosa faranno ora finirà in una casa famiglia ?