AMBIENTE
Appia Regina Viarum, a settembre le prime ispezioni dell’Unesco nell’iter di riconoscimento del sito
LATINA – Procede l’iter per il riconoscimento della Via Appia Regina Viarum nel patrimonio mondiale Unesco, partito un anno fa. Non a caso al Foro Appio Mansio Hotel, l’hotel di charme edificato nel luogo dove San Paolo si fermò lungo l’Appia, prima del suo arrivo a Roma, è stato presentato il protocollo d’intesa tra gli enti interessati al tracciato: 13 comuni coordinati dalla Provincia di Latina che, di concerto con il Segretariato Generale del Ministero della Cultura sta sviluppando e promuovendo una serie di attività a supporto della candidatura. All’evento hanno preso parte il Prefetto di Latina Maurizio Falco, il Soprintendente dei Beni Culturali Francesco Di Mario, il Direttore Polo Museale di Minturnae , Marco Musmeci, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora, il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, Laura Acampora e Angela Maria Ferroni in rappresentanza del Ministero della cultura Segretariato Unesco e i sindaci del Comuni che hanno sottoscritto il protocollo.
Tra le novità emerse, l’avanzamento dell’iter che vedrà a settembre cominciare le ispezioni dei commissari Unesco sul tracciato e un’attività di coinvolgimento delle scuole realizzata facendo viaggiare sull’Appia uno dei personaggi più amati e noti dei fumetti: Topolino.
A fare gli onori di casa il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli il quale ha sottolineato come il progetto per la candidatura dell’Appia a patrimonio dell’Unesco, che unisce tante Regioni e enti e 13 Comuni pontini “rappresenta una enorme opportunità anche per il nostro territorio, uno stimolo ed una motivazione per tornare a lavorare insieme e sentirci di nuovo unico territorio: la via Appia – ha aggiunto – ci unisce, è qualcosa di fortemente identitario che deve essere collante per una vera sinergia, vedere insieme amministratori ma anche operatori economici della provincia. Quello che è un luogo ricco di storia diventa un progetto attorno al quale ricostruire l’identità dell’intera comunità pontina e del territorio. La Provincia ha investito per ora 100mila euro per il 2023 con l’obiettivo di ricostruire un sistema unico che tenga insieme economia e Comuni”.
“Il 26 aprile uscirà il primo numero di Topolino ambientato sul tratto pontino della Via Appia, e domani e sabato (21 e 22) a Terracina e a Minturno ci saranno le prime iniziative che coinvolgeranno i bambini delle scuole elementari, verranno i disegnatori della Walt Disney, li coinvolgeranno nella realizzazione di una serie di vignette e inizieremo l’attività di divulgazione partendo dai più piccoli, perché l’uomo difende ciò che ha imparato ad amare e quindi dobbiamo far conoscere ai bambini il territorio – ha detto il presidente Stefanelli – Poi ci sarà tutta un’attività di valorizzazione dei beni culturali e io credo che in futuro questo possa diventare anche un itinerario di sviluppo locale e turistico, anche con la partecipazione attiva delle imprese private. Pochi sanno che qui al Foro Appio ogni anno vengono 500 turisti americani che ripercorrono il cammino di San Paolo. Vengono qui, trascorrono una notte e ripartono, l’obiettivo è farli stare tutta la settimana, facendo visitare tutto il territorio”.
“Dobbiamo rendere il bello che abbiamo strumento dell’economia”, ha detto il Prefetto Falco sottolineando l’importanza che progetti come questo possono avere per i giovani e per lo sviluppo del territorio anche attraverso la realizzazione delle opere complementari che renderanno fruibili questi beni.
“Nessuno può rimanere fuori da questa partita. La Via Appia rappresenta un’opera di ingegneria monumentale, la prima strada pubblica romana che diventò un modello per le costruzioni successive. Un’opera di grande innovazione dal punto di vista ingegneristico, che simboleggia la strada più moderna dell’antichità, un crocevia non solo economico ma anche culturale verso le civiltà del Mediterraneo e dell’Oriente”, ha commentato il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora. “La responsabilità di tutti noi oggi – ha proseguito il Presidente della CCIAA – è quella di valorizzare questa eredità culturale e di recuperare un patrimonio inestimabile la cui contemporaneità deve trovare il senso nei territori e nelle comunità. Si tratta di
un’opportunità di sviluppo per l’intera provincia”, ha aggiunto Acampora.
Le due rappresentanti del segretariato Unesco del Ministero della cultura, Angela Maria Ferroni e Laura Acampora hanno invece spiegato la genesi dell’iniziativa e come sia nata l’idea di candidare l’Appia a patrimonio Unesco. “Il Ministero ha scelto questa arteria bene archeologico nonostante fosse un’operazione complessa – ha spiegato la Ferroni – e per avviarla sono stati necessari molti sopralluoghi da Roma a Brindisi, oltre 200 chilometri con 22 tratti e il coinvolgimento di Regioni, Province, Comuni e associazioni. Su questa strada hanno viaggiato e viaggiano persone, idee, fedi religiose: l’Appia ha un valore universale e superato primo step di verifica a fine settembre partiranno i sopralluoghi”. “Siamo riusciti ad imboccare il perso giusto – ha aggiunto la Acampora – in tempi molto brevi rispetto a quelli delle candidature Unesco anche in collaborazione con la Rai che ha realizzato due documentari: fondamentale è stato il coinvolgimento delle scuole e la collaborazione con la casa editrice Panini che edita Topolino”.
Francesco Di Mario, Sovrintendente Beni culturali, ha elencato una serie di tesori archeologici della provincia di Latina sui quali sta lavorando: il percorso dell’Antica città di Norma, gli Archi di San Lidano a Sezze, il Teatro di Terracina e poi ancora Formia e Minturno e l’importante intervento per tratto Itri-Fondi dell’Appia finalizzato alla valorizzazione e al restauro di strutture antiche. “Ci sarà bisogno di sinergia nella progettazione e realizzazione – ha aggiunto – il territorio della provincia Latina è assolutamente strepitoso”. “Si sta facendo gioco di squadra – ha aggiunto Marco Musmeci del Polo museale del Lazio – non parliamo di vincoli ma di tutele: questa è una partita coraggiosa ma serve maestrìa nel saperla gestire”.
IL LABORATORIO DI TOPOLINO – Domani, venerdì 21 aprile dalle 10.30 alle 12 presso l’istituto ‘San Giuseppe’ di Terracina si terrà il Laboratorio “La Via della Storia” in occasione dell’uscita del numero speciale di Topolino 3518 in edicola da mercoledì 26 aprile, dal quale prenderà avvio la storia a fumetti in 5 episodi Topolino e la via della storia, un viaggio nel tempo e nello spazio lungo la Via Appia Antica in compagnia di Topolino e amici, scritta dallo sceneggiatore Francesco Artibani. E ancora sabato a Minturno sono previste ben due iniziative: alle ore 14.30 il Laboratorio “La Via della Storia”, rivolto ai bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni, che sarà tenuto da artisti ufficiali Panini Disney, il disegnatore Marco Palazzi e lo sceneggiatore Francesco Artibani che ha scritto la storia in uscita dal 26 aprile su Topolino. Il laboratorio ha posti limitati e dovrà essere prenotato inviando un messaggio WhatsApp al numero 334.1129226, indicando nome, cognome ed età del partecipante.
ORIGINES – Poi, a partire dalle ore 16 la scena si sposterà sull’Appia ed in particolare su uno dei tratti meglio conservati dell’intero tracciato, situato all’interno del Comprensorio Archeologico di Minturnae. L’area si animerà con l’evento ‘Origines’, che attraverso personaggi in costume d’epoca racconterà i mille volti dell’Appia narrando la storia, le tecniche costruttive e le scene di vita che caratterizzarono il tracciato della più importante strada romana.
AMBIENTE
Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”
LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta – commenta – dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.
Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo, riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.
In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.
AMBIENTE
Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza
LATINA – Sono 137 le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.
Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici. Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.
“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”
Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.
AMBIENTE
Open Gate Sogin, porte aperte alla centrale nucleare di Latina
Record di partecipazioni alla quinta edizione di Open Gate, l’evento con cui Sogin apre al pubblico, il 16 e 17 maggio, le centrali nucleari italiane in dismissione di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE).
Open Gate Community, l’iniziativa che si è svolta venerdì 15 maggio, ha accolto gruppi di studenti, universitari e rappresentanti delle realtà associative con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e coinvolgere le nuove generazioni. Nel corso della visita, della durata di circa due ore, i tecnici di Sogin e della controllata Nucleco accompagnano le persone alla scoperta di luoghi simbolo della storia industriale e nucleare del nostro Paese e raccontando il lavoro che svolgono ogni giorno per terminare lo smantellamento di queste centrali e per gestire i rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei alla sistemazione definitiva nel Deposito Nazionale.
L’evento si svolge sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Università e della Ricerca, delle Regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte, e dei Comuni di Caorso, Latina, Sessa Aurunca e Trino.
Presente all’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Antonello Aurigemma:
L’Ingegnere responsabile della disattivazione della centrale di Sogin, Enrico Bastianini, ha accompagnato la stampa in un esclusivo tour all’interno della Sala Controllo:
Sogin e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento dei reattori nucleari moderati a grafite. Il Memorandum nasce dalla volontà della Società giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze di Sogin che fin dalla sua costituzione ha affrontato il tema del decommissioning del reattore della centrale nucleare di Latina moderato a grafite. Quest’ultimo è infatti riconosciuto a livello internazionale come un progetto di smantellamento di riferimento per questa specifica tipologia di impianti.
Questa collaborazione segue l’accordo che Sogin ha firmato il 27 gennaio scorso con GraphiCore, azienda italiana specializzata nelle attività di manipolazione della grafite irraggiata, finalizzato allo sviluppo e alla sperimentazione di attrezzature dedicate all’estrazione della grafite irraggiata dai reattori, nonché alla partecipazione congiunta a programmi di ricerca nel decommissioning dei reattori a grafite.
Sogin con questi due accordi rafforza il suo impegno nell’affrontare in modo condiviso le sfide tecniche collegate al decommissioning e si conferma punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale nella gestione della grafite irraggiata derivante dallo smantellamento dei reattori nucleari.
L’Ingegnere Bastianini sull’accordo:
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