OMICIDIO VACCARO, LA MAMMA DI MATTEO SCRIVE
“Prevedibile l’evasione di Peruzzi, ora attenti a D’Antonio”

Paolo Peruzzi

Paolo Peruzzi

LATINA – La Procura ha chiuso le porte della stalla quando il bestiame è scappato ?

Un classico!

Ho sempre paventato quest’eventualità rivolgendomi più volte agli Organi competenti sia a voce che per iscritto: invano!

Ora mi chiedo perché, io, persona normale e pensante, mi sono posta questa domanda e gli Organi competenti no ?

Non sarà forse il caso che, con urgenza, il sig. Francesco D’Antonio venga messo in sicurezza in una struttura carceraria vera, visto che si è liberato dalla depressione che lo attanagliava e che si presenta, oggi, a noi, in ottima forma fisica, ben nutrito e con le sopracciglia ben curate. Chi è depresso queste cose non le fa : la depressione vera è un’altra storia, è cosa seria.

Quindi, sarebbe giusto e salutare per la società che D’Antonio torni al regime carcerario che gli spetta e che si è guadagnato con tanta gloria e 24 anni di detenzione.

Questa si chiama giustizia!

Speriamo quindi, che le evasioni non diventino due!!!!!!!!!!!!!!

Ma torniamo a Peruzzi.

Paolo Peruzzi è evaso, e ne ha avuto di tempo per organizzare minuziosamente questa evasione !

Nella lettera lasciata alla famiglia, come riportato dalla stampa, scrive di voler andare in un luogo dove i problemi si risolvono. Si allontana da casa a piedi, senza soldi, senza telefonino.

Io , in genere, bevo acqua, non fandonie!.

“ Mi uccido “, titola la stampa : questo ha scritto. Commediante !

Eventualmente, di tempo ne ha avuto, perlomeno lo stesso che, con i suoi compagni d’avventura, non ha lasciato a mio figlio Matteo e, per quel delitto insano ed inutile, si è guadagnato i 16 anni di condanna, di cui quasi 2 trascorsi a casa, tra le braccia “amorevoli dei suoi familiari, lui così fragile da non poter essere in grado di sopportare il regime carcerario”.

Mentre Noi sì che possiamo e dobbiamo ineluttabilmente provare, senza riuscirci e senza sconti, a vivere senza il nostro Matteo.

Ed Alberto, come ha vissuto, vive e vivrà per tutti gli anni della sua vita con quella costante visione negli occhi, nella mente e nel cuore ??? Quasi a sentirsi in colpa di essere ancora qui con noi !

E Giorgia che soffre in maniera inimmaginabile per la morte del fratello e le sue notti angoscianti, rabbiose, senza poter far niente.

Quando tutto questo abbrutimento e questo stato fortemente devastante finirà?…………Penso mai !

Ma spero, con tutto il cuore di madre, che accada magicamente il contrario.

Lei che amava ed ama i suoi fratelli più di sé stessa : i tre fratelli Vaccaro, conosciutissimi, che, quando stavano insieme erano in grado di dare un senso e l’esempio ai loro coetanei i quali non mancavano mai di ammirarli per quanto la loro positività fosse così palpabile e coinvolgente.

Purtroppo tutto questo non avverrà mai più allo stesso modo.

Ma torniamo sull’incompatibilità di Paolo Peruzzi con il regime carcerario. Quella mente criminale non aveva tenuto conto, prima di compiere un atto così vile, di ciò che gli sarebbe capitato? Oppure pensava, e questa volta pensava bene, che Io, che Noi, che tutta la famiglia Vaccaro avrebbe preso il suo posto, cosa che è accaduta, perché Noi vivremo sempre nel dolore e nella mutilazione che lui ed i suoi degni compari hanno voluto regalarci.

Perché, Perché? Questo vorrei chieder loro guardandoli fissi negli occhi, ma tutti, compresi quei genitori che, evidentemente, non si sono arresi neanche di fronte all’evidenza dei fatti.

Quei genitori che permettono al figlio di evadere per non assumersi la responsabilità di un gesto così esecrabile; che non hanno mai sentito il bisogno di chiedere scusa alla nostra famiglia per il gesto inutilmente ed immotivatamente criminale commesso dal loro figlio.

Responsabilità, termine che non sembra far parte del loro essere, almeno stando al loro comportamento in Aula.

Un episodio, in particolare mi torna alla mente: il giorno della requisitoria finale del P.M., dott.ssa Daria Monsurrò, con relativa richiesta delle pene, mentre ad udienza terminata lo stesso P.M. stava salutando mio marito nell’aula della Corte d’Assise ed alla presenza dei nostri difensori e di svariate altre persone, Peruzzi senior, peraltro già uscito precedentemente dall’aula, vi faceva rientro e, con atteggiamento di sfottò, si avvicinava ai presenti e, rivolto a mio marito ed al P.M. , affermava “ Allora questa sera andrete a cena insieme!”.

Questa frase, questo atteggiamento, la dice lunga!

Vergogna, vergogna, vergogna.

Tuo figlio ha ammazzato mio figlio come un cane: come può una persona, un genitore comportarsi così invece di sprofondare al centro della terra per la vergogna e non ricomparire mai più ?………………………………………………

Come può sua figlia, dinanzi ad una Corte d’Assise, comportarsi istericamente ed appellando il P.M. con termini irripetibili.

“Dulcis in fundo “ : il venticinquenne Paolo Peruzzi, assassino, non ha avuto il coraggio di chiedere scusa ai Vaccaro – così scrive nella sua lettera di commiato dalla famiglia -.

Scusa? Dove ha imparato questo termine? Sono tante le persone cui dovrebbe chiedere scusa.

Ma quale scusa, non c’è scusa che noi potremmo accettare e, per quanto mi riguarda, forse, ci penserei quando e solo se dovessi vedere sul suo volto un vero pentimento; ma ci penserei molto, molto a lungo anche in questo caso. Prenda il suo coraggio e si costituisca, sconti la sua pena, per quanto lieve, in una struttura carceraria vera e poi, forse ne riparleremo.

Fino ad allora, le scuse le dobbiamo, noi tutti, solo a Matteo, per non essere stati in grado di impedire a Paolo Peruzzi, suo assassino, di evitare di scontare la sua pena.

Almeno fino ad oggi!.

Ringraziamo il nostro Matteo per averci dato l’onore e l’orgoglio di essere esistito.

Lo ringraziamo di esistere.

 

Maria Pia Taloni Vaccaro

 

 

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