DUPLICE OMICIDIO, ZANIER GUARDATO A VISTA
Morte cerebrale per il 21enne romeno ferito

Roberto Zanier in Questura dopo l'arresto

Roberto Zanier in Questura dopo l’arresto

LATINA – Riceverà oggi in carcere la visita del suo legale, Roberto Zanier l’ex cestista e guardia giurata di Latina che sabato mattina ha ucciso la madre e una donna romena e poi è fuggito prima di essere arrestato dalla Polizia tra Prato Cesarino e Borgo Montello dove aveva abbandonato l’auto e vagava a piedi. Sulla sua coscienza pesa anche una terza vita, quella di Andrei Gabriel Bogdan, il giovane romeno di 21 anni figlio di una delle vittime, Elena Tudosa, ferito da un colpo di pistola alla testa esploso mentre il ragazzo era ancora a letto nel garage affittato dalla famiglia di immigrati in Via Darsena, nell’abitazione del padre dell’omicida. Il giovane, le cui condizioni erano apparse subito gravissime, è cerebralmente morto. Nel reparto di rianimazione di Latina dove è giunto il padre, sono state avviate le procedure per l’accertamento della morte.

Gabriel (nella foto a destra) è statao dichiarato cerebralmente morteo. Nella foto prima di partire per le vacanze in Italia, con il fratello minore Radu salvo per miracolo dopo che la pistola di Zanier si è inceppata

Gabriel (a destra) è stato dichiarato cerebralmente morto. Nella foto (da Facebook) prima di partire per e vacanze in Italia, è con il fratello minore Radu salvo per miracolo dopo che la pistola di Zanier si è inceppata

Nel carcere di Via Aspromonte dove attende l’interrogatorio del gip, Zanier viene guardato a vista, si teme che possa compiere un gesto estremo. Resta da capire che cosa abbia scatenato la follia omicida di Zanier che di recente era depresso, e che cosa lo abbia spinto a prendersela con la famiglia romena che avrebbe potuto sterminare, se la pistola non si fosse inceppata. “Sono vivo per miracolo, mi ha puntato l’arma contro  e ha sparato, ma il colpo non è partito”,  ha raccontato l’altro  figlio di Elena Tudosa che con il fratello era arrivato dalla Romania per trascorrere il Natale con la mamma. Sull’omicidio della madre, il 35enne ha farfugliato frasi confuse, spiegando che voleva proteggerla dalla fine del mondo.

Intanto proseguono le ricerche da parte della polizia per ritrovare l’arma del delitto lanciata dall’ex vigilantes nel canale che costeggia la Pontina. I vigili del fuoco hanno utilizzato anche una telecamera termica per trovare l’arma che Zanier dice di aver gettato nelle acque di Canale Mussolini, ma fino ad ora nessuna traccia della calibro 38. Secondo quanto ha riferito un amico che aveva visto Roberto poche ore prima del duplice omicidio, il 35enne gli aveva annunciato che gli sarebbe arrivata una lettera e che leggendola avrebbe capito tutto.

Oggi il pm affiderà l’incarico al medico legale, Silvestro Mauriello, che svolgerà l’autopsia sui cadaveri delle due donne uccise.

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