CRONACA
Costa Concordia, al processo il racconto di una superstite di Latina

La nave da crociera la notte della tragedia
LATINA – Al Giglio la Costa Concordia si tramutò in un girone infernale. I racconti dei superstiti del naufragio, che nelle udienze stanno sfilando come testimoni al processo di Grosseto, raccontano le scene di panico, con bambini calpestati e respinti dalle scialuppe, risse per accaparrarsi i giubbotti di salvataggio, pugni e spintoni per salire per primi sulle lance, disabili non assistiti. Tania Novella di Latina era in viaggio di nozze. Ha pianto più volte ieri mentre ricordava, e l’udienza è stata sospesa alcuni minuti per farla riposare. «Prima del naufragio avevo un lavoro da estetista – ha detto -. Ora non faccio più niente. Inoltre mi sono trasferita da Latina a Seregno, in Lombardia, per essere vicina alla struttura specialistica dove mi curo». «Facevamo a spintoni per salire prima degli altri sulla scialuppa», perfino «mi sono sentita in colpa perché ho pensato che al posto mio potevo far passare qualche bambino».
Erano molti i passeggeri che erano saliti sulla Costa Concordia partendo da Latina, Aprilia, San Felice Circeo, Terracina che si sono ritrovati coinvolti nella tragedia dell’affondamento. Tra loro anche la cantante Manuela Zanier imbarcata con lo staff per lavoro, Veronika Cutonilli in arte Nikasoul, a bordo con il programma Profesisone Lookmaker, il fotografo dei night, Amleto Pane di Latina, Nando Milano e sua moglie, Giorgio Del Monte, entrambi dipendenti di una emittente televisiva locale, Rosanna Olleia di Terracina, una vigilessa, Antonietta Simboli, in viaggio con la madre di 70 anni e il figlio di Aprilia e una ragazza di Fondi. Tutti raccontarono: “Era un inferno, sembrava il Titanic”.
CRONACA
Sorelle ritrovate a Formia grazie a una videochiamata. La Garante Sansoni: “Nessun segnale di sofferenza deve essere sottovalutato”
Una videochiamata ha segnato una svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due sorelline di 12 e 16 anni e che ha permesso di ritrovarle, nella serata di domenica 21 giugno, a Formia, nell’abitazione di una parente della madre. A fornire il dettaglio è stato in queste ore è stato il procuratore della Repubblica di Sulmona nel corso della conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento delle due sorelle. Intanto nelle ore successive al ritrovamento, è scattato il fermo per tre persone: si tratta della madre delle due giovani, del compagno e del padre della donna, nonno delle ragazze. I tre si trovano ora in carcere con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Risulta invece indagata a piede libero una zia della madre delle ragazze, che le avrebbe ospitate per diversi giorni nella sua casa di Formia. Secondo il magistrato, si tratta di “una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento un amore genitoriale malato”.
La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, ha espresso soddisfazione per il ritrovamento di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni rintracciate a Formia dopo oltre due settimane di ricerche. Sansoni ha ringraziato i Carabinieri e le Procure di Sulmona e Cassino per il lavoro investigativo svolto, ribadendo la piena fiducia nell’operato della magistratura. La Garante ha sottolineato come, in questa fase, debba essere messo al centro esclusivamente il benessere delle due ragazze, che hanno vissuto una vicenda particolarmente complessa e delicata. L’auspicio è che ogni decisione futura tenga conto del loro diritto a crescere in un contesto familiare stabile e adeguato, garantendo ascolto, protezione e sostegno psicologico. Sansoni ha infine assicurato che continuerà a seguire da vicino la situazione, mantenendo costante l’attenzione sulle condizioni delle due minori e sul loro percorso di tutela.
CRONACA
Minaccia un vicino con un’ascia, in casa aveva droga: denunciato un 60enne
Un uomo di 60 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato di Latina per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è scattato nella notte tra sabato e domenica dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa della Questura. Secondo quanto riferito da un vicino di casa, il sessantenne avrebbe minacciato lui e il suo cane brandendo un’ascia, per poi rientrare nella propria abitazione. Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno raccolto le testimonianze dei presenti e avviato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo alla ricerca di eventuali armi. Durante il controllo è stata trovata l’ascia che sarebbe stata utilizzata nel corso dell’episodio. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto alcune piante di marijuana e una quantità di hashish già pronta per l’uso. L’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura e denunciato all’autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità legate alle minacce segnalate dai vicini. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
CRONACA
Borgo Bainsizza, incontro della Polizia di Stato contro le truffe agli anziani
Prosegue la campagna di prevenzione della Polizia di Stato contro le truffe ai danni delle persone anziane. Nei giorni scorsi, presso l’associazione “L’Arcobaleno” di Borgo Bainsizza, si è svolto un incontro informativo dedicato alla sicurezza e alla diffusione di buone pratiche per riconoscere ed evitare i raggiri.
All’iniziativa hanno partecipato circa 80 cittadini. A intervenire sono stati il commissario capo Valeria Morelli e il sostituto commissario coordinatore Tommaso Malandruccolo, che hanno illustrato le tecniche più utilizzate dai truffatori e i comportamenti da adottare per proteggersi.
Nel corso dell’incontro sono stati analizzati casi concreti e fornite indicazioni pratiche per prevenire le truffe telefoniche, quelle porta a porta e quelle realizzate attraverso internet. Particolare attenzione è stata dedicata all’importanza di contattare tempestivamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.
Numerose le domande e gli interventi dei partecipanti, segno dell’interesse verso un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
L’iniziativa rientra nelle attività di polizia di prossimità promosse dalla Questura di Latina per rafforzare il rapporto con il territorio e diffondere una maggiore cultura della prevenzione. Analoghi incontri saranno organizzati anche nei prossimi mesi in altri comuni della provincia.
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