Coldiretti, incontro alla Pisana per i danni da fauna selvatica

Per il settore agricolo costano in media 3 milioni di euro l’anno

cinghiali-per-strada---repertorioLATINA – Coldiretti chiama a raccolta i sindaci della provincia di Frosinone e Latina  per sollecitare il Consiglio regionale ad approvare entro la fine dell’anno la proposta di legge 116/2013, già passata al vaglio delle competenti commissioni consiliari, fondamentale per dare una risposta alle centinaia di imprese agricole che ogni anno vedono seriamente messa a rischio la propria attività dai danni causati dalla fauna selvatica ed in particolare dai cinghiali.
Una riunione molto attesa e della massima importanza nella quale i sindaci delle provincie maggiormente colpite illustreranno lo stato di crisi in cui versano i propri territori e chiederanno strumenti e risorse per arrivare ad una definitiva soluzione al problema rappresentata principalmente dall’approvazione proprio della proposta di legge in discussione, ovvero di un sistema organico di interventi diretti alla tutela, alla gestione e al controllo delle specie di fauna selvatica presenti sul territorio; alla prevenzione e al risarcimento dei danni; alla pianificazione delle attività faunistico venatorie.
Durante la riunione sarà fatto il punto sul rapporto tra conservazione delle risorse faunistiche e l’utilizzazione a fini produttivi del territorio in ragione della frequenza e della gravità dei danni arrecati ad opere, manufatti, colture e allevamenti che ogni anno costano al settore agricolo circa 3 milioni di Euro di perdite.
I danni causati da fauna selvatica interessando centinaia di imprese agricole, stanno mettendo a rischio non solo l’esistenza di singole aziende che vedono il lavoro di mesi andare distrutto nel corso di una sola notte con gravi ripercussioni soprattutto sull’allevamento di animali, ma anche la sostenibilità di un modello di sviluppo quale è quello attuato dall’agricoltura laziale.
In gioco non c’è solo il reddito e quindi la sopravvivenza delle imprese agricole ma la vitalità stessa dei territori all’interno dei quali le stesse operano. “Con la chiusura delle aziende agricole – si legge nella nota di Coldiretti –  se ne vanno le produzioni tipiche e stagionali, il foraggio per l’alimentazione degli animali con aggravi di costi,  la tutela e il presidio di intere aree rurali che solo gli agricoltori con la loro presenza garantiscono, la cultura, le tradizioni, l’ambiente e il paesaggio che l’agricoltura e l’attività di impresa costruiscono e tutelano ogni giorno.
Le imprese agricole attendono soluzioni e interventi che garantiscano il sacrosanto diritto ad esercitare la propria attività nel rispetto dell’ambiente e della fauna, anche selvatica che lo popola. Tanto più se l’attività agricola significa anche permettere all’agricoltura di continuare a dare risposte ai cittadini consumatori in termini di qualità alimentare, qualità ambientale e coesione sociale oltre che salvaguardia del territorio, della bellezza e della cultura  identitaria della nostra regione”.

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