CRONACA
Agente di polizia penitenziaria uccide la compagna e si toglie la vita, la tragedia a Cisterna

CISTERNA – Omicidio-suicidio: potrebbe essere questa la chiave della tragedia avvenuta nel primo pomeriggio in una abitazione in via Macchiavelli a Cisterna. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, che stanno cercando di ricostruire l’accaduto, e il 118.
Secondo una prima ricostruzione della vicenda avvenuta in una palazzina a tre piani poco distante dal centro di Cisterna, Antonino Grasso di 38 anni, agente di polizia penitenziaria, avrebbe prima sparato con la pistola di ordinanza contro la moglie, Tiziana Zaccari di 36 anni, e poi a se stesso. Il tutto è avvenuto in pochi minuti forse al culmine di una lite. A chiamare il 113 sono stati i vicini che hanno udito i colpi di pistola. I due sono morti sul colpo. L’uomo lavorava presso il carcere di Velletri.
La coppia lascia due bambini piccoli di 6 e 7 anni. Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti del commissariato di Cisterna, diretti dal vicequestore aggiunto Walter Dian oltre agli investigatori della polizia scientifica che stanno cercando di accertare il movente dell’omicidio-suicidio che ha sconvolto la comunità di Cisterna. Il caso è affidato al pubblico ministero Gregorio Capasso.
CRONACA
Servizio rifiuti, lavoratori di Abc sul piede di guerra: “Noi senza dignità e sicurezza”. Azienda e Comune di Latina: “13 nuovi mezzi, migliorano sicurezza e igiene”
LATINA – Sono sul piede di guerra i lavoratori di Abc, l’azienda dei Beni Comuni che gestisce il servizio rifiuti a Latina. I sindacati di categoria di FP CGIL Frosinone Latina, FIT CISL Latina, UILTRASPORTI Lazio e FIADEL Lazio denunciano “la gravissima situazione organizzativa in cui versa l’Azienda che si occupa del servizio di igiene urbana a Latina” e in una nota elencano le problematiche, a partire da turnazione selvaggia, mancanza dei Dpi e aggressioni.
“I cambi di turno vengono comunicati dalla mattina alla sera, calpestando ogni elementare principio di conciliazione di vita e di lavoro. Gli indumenti estivi (Dispositivi di Protezione Individuale) sono stati consegnati in grave ritardo, con taglie non corrispondenti alle esigenze del personale e quindi inutilizzabili. L’assenza del numero di matricola sui capi impedisce inoltre la corretta tracciabilità e la riconsegna da parte della lavanderia industriale alla quale è affidata la manutenzione e il lavaggio degli stessi. Si registra la carenza delle attrezzature da utilizzare come protezioni individuali più basilari per operare in sicurezza, guanti per la raccolta e lo spazzamento, cuffie e occhiali protettivi necessari per la raccolta del vetro, etc.. La distribuzione delle aree operative elementari non tiene conto delle reali utenze (prese) presenti sul territorio. Si registrano squilibri inaccettabili che costringono i lavoratori interessati a dover ricorrere alla malattia a causa di problemi fisici provocati da sovraccarichi eccessivi. La sicurezza stradale e operativa è stata sino ad oggi messa a rischio da un parco mezzi che versava in condizioni precarie, l’annunciato arrivo di nuovi mezzi sicuramente sarà un importante supporto, tenuto conto di quanti oggi sono fermi, ma non sarà risolutivo, rimarranno in funzioni mezzi che continueranno ad avere lampeggianti non funzionanti, pneumatici lisci e usurati, automezzi acquistati, in passato, senza impianti di aria condizionata o con climatizzatori guasti. A questa situazione si aggiunge la grave situazione dei servizi igienici a fine turno. L’acqua nei serbatoi aziendali è insufficiente rispetto al reale fabbisogno del personale, impedendo di fatto ai lavoratori di poter usufruire delle docce prima di rientrare a casa. Lavoratori “in avanscoperta” sotto il fuoco incrociato, loro che sono meri esecutori delle disposizioni aziendali, stanno pagando in prima persona il prezzo di questa precarietà, diventando il bersaglio quotidiano di aggressioni e insulti da parte di cittadini esasperati per la grave crisi dei rifiuti della città di Latina.L’azienda è perfettamente a conoscenza di tutte queste criticità. Le sollecitazioni da parte di Sindacati, RSU e lavoratori sono state innumerevoli, finalizzate unicamente a ripristinare condizioni civili di lavoro e il pieno rispetto del D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.
NUOVI MEZZI – La risposta (indiretta) arriva da Comune e vertici aziendali. “ABC Latina potenzia il proprio parco mezzi con l’arrivo di tredici nuovi veicoli destinati ai servizi di igiene urbana. L’intervento, previsto nel piano degli investimenti del budget triennale 2026-2028, rafforza in modo significativo la capacità operativa dell’Azienda, migliorando l’efficienza della raccolta rifiuti e garantendo un servizio sempre più puntuale e rispondente alle esigenze della città”, si legge in una nota.
“L’entrata in servizio dei nuovi mezzi di Abc – commenta la sindaca Matilde Celentano – rappresenta un segnale concreto del cambio di passo che stiamo imprimendo al servizio di igiene urbana della nostra città. Si tratta di strumenti necessari per rendere la raccolta dei rifiuti più efficiente, moderna e adeguata alle esigenze di Latina e dei suoi borghi”. “Poter contare su mezzi adeguati – afferma Michele Nasso, assessore all’Ambiente – è indispensabile per garantire efficienza e qualità nelle attività quotidiane di raccolta e pulizia della città. Ma l’aspetto che ritengo particolarmente significativo riguarda la sicurezza: dotare gli operatori di strumenti moderni e tecnologicamente avanzati significa migliorare le condizioni di lavoro di chi ogni giorno è impegnato sulle strade della nostra città. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare affinché il servizio di igiene urbana sia sempre più efficiente e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini”.
“Il rinnovo del parco mezzi rappresenta una leva strategica per migliorare la qualità dei servizi offerti alla città – dichiara il Direttore Generale di ABC, Antonello Malucelli. Per il Presidente del CdA, Alessandro Angelini “E’ la conferma di un’Azienda solida, capace di programmare il proprio sviluppo e di reinvestire le risorse generate per rafforzare il patrimonio aziendale e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini”.
Anche La Rsu, rappresentanza sindacale unitaria, denuncia condizioni di lavoro non più sopportabili e i lavoratori si dicono pronti a bloccare il servizio “qualora non si trovi un’immediata e concreta soluzione”.
“La misura è colma e la situazione non è più tollerabile – dicono i sindacati -. Le scriventi sigle sindacali si riservano di adire le vie legali e di rivolgersi formalmente alle autorità competenti in materia di vigilanza e sicurezza del lavoro per tutelare l’incolumità di tutto il personale”.
ATTUALITA'
Efficienza organizzativa ed equità: la ASL di Latina introduce la figura del Disability Manager
La ASL di Latina ha introdotto la figura del Disability Manager all’interno del proprio assetto organizzativo. Il Disability Manager opera come facilitatore dei processi interni, ponendosi come punto di raccordo tra le diverse aree dell’Azienda (uffici tecnici, amministrativi e gestionali) al fine di raggiungere diverse finalità. Innanzitutto, la promozione della cultura dell’accessibilità, sviluppando una visione sistemica che consideri la fruibilità di ambienti, servizi, dotazioni e informazioni come un requisito fondamentale di ogni progetto e procedura aziendale, al fine di garantire che le tematiche relative alla disabilità siano integrate in modo coerente e trasversale in tutte le decisioni strategiche. Tra gli obiettivi l’abbattimento di barriere architettoniche fisiche, con il riconoscimento e la conseguente rimozione di ostacoli di natura strutturale, ma anche di barriere di matrice organizzativa, comunicativa, sensoriale e procedurale, che possono limitare l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità all’interno degli spazi aziendali.
“L’introduzione del Disability Manager risponde all’esigenza di dotare la nostra Azienda di una regia esperta che si occupi di equità e inclusione”, dichiara la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli. “Organizzare al meglio gli ambienti di lavoro, rendere efficaci i processi interni per mettere tutti nelle condizioni di lavorare al meglio delle proprie possibilità, senza barriere fisiche, organizzative e concettuali, significa garantire un’azienda sanitaria più moderna, efficiente e rispettosa delle persone che vi lavorano e che ad essa si rivolgono”.
CRONACA
Mari e Laghi Sicuri 2026, il bilancio di Ferragosto della Guardia Costiera nel Lazio
È un bilancio che mette insieme soccorso in mare, controlli sulla navigazione, contrasto all’abusivismo e tutela dell’ambiente quello tracciato dalla Direzione Marittima del Lazio nell’ambito dell’operazione nazionale “Mari e Laghi Sicuri 2026”. I dati, relativi al periodo compreso tra il 15 giugno e il 16 agosto, fotografano un’estate caratterizzata da un intenso afflusso turistico lungo i 360 chilometri di costa e nei circa 20mila chilometri quadrati di mare di competenza, comprese le isole dell’Arcipelago Pontino.
L’operazione proseguirà per tutta l’estate. Per affrontare l’aumento delle presenze, la Guardia Costiera ha potenziato il dispositivo con 17 comandi territoriali e tre avamposti stagionali attivati a Tarquinia, Rio Martino e Sperlonga. Ogni giorno sono state impiegate circa 20 pattuglie a terra e 30 mezzi navali, con il supporto anche degli acquascooter per gli interventi sotto costa.
Sul fronte dei soccorsi sono state effettuate 89 operazioni di ricerca e salvataggio, con 178 persone tratte in salvo. I decessi registrati sono stati 23, nella maggior parte dei casi riconducibili a malori. Per gli interventi più complessi è stata fondamentale la collaborazione con ARES 118, Aeronautica Militare e Vigili del Fuoco, coordinati dalla sala operativa della Guardia Costiera di Civitavecchia.
Particolarmente impegnativa la settimana di Ferragosto. Tra gli interventi del 15 agosto, un trasporto sanitario urgente in elicottero per un marittimo colpito da un’ischemia a bordo di una nave da crociera a Civitavecchia, il soccorso a un bambino di tre anni rimasto ferito su un natante a Santa Marinella e l’intervento per un’imbarcazione incagliata a Palmarola.
Numerosi anche i controlli sulle unità da diporto: complessivamente sono state 858 quelle sottoposte a verifica, con 126 sanzioni. A 129 imbarcazioni considerate virtuose per il rispetto delle regole della navigazione è stato invece rilasciato il “Bollino Blu”.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela dell’ambiente marino, con controlli nelle aree marine protette delle Secche di Tor Paterno e delle isole di Santo Stefano e Ventotene. Sorvegliati anche i siti di nidificazione della tartaruga Caretta caretta a Pescia Romana, San Felice Circeo e Sperlonga. Tra gli interventi, il sequestro di un parco acquatico abusivo di circa 500 metri quadrati nel Parco Nazionale del Circeo, risultato privo delle necessarie autorizzazioni e responsabile di scarichi illegali.
Uno dei fronti principali dell’attività è stato quello del contrasto all’occupazione abusiva delle spiagge libere. Le operazioni contro il cosiddetto “pre-posizionamento” di ombrelloni e lettini hanno portato al sequestro di 6.241 attrezzature da spiaggia. Complessivamente sono stati restituiti alla libera e gratuita fruizione dei cittadini 23.400 metri quadrati di arenile pubblico, con interventi concentrati tra Gaeta, Formia, Sperlonga, Fondi, Terracina e Anzio.
Controlli anche negli stabilimenti balneari: nel 20% dei casi sono state riscontrate irregolarità, principalmente legate alla mancanza delle dotazioni di sicurezza previste o alla presenza di opere e innovazioni non autorizzate.
Sul fronte della pesca illegale sono stati sequestrati oltre 1.800 attrezzi non consentiti e 208 chili di prodotto ittico non tracciato, nell’ambito dei controlli effettuati tra Anzio e Fiumicino.
Nel complesso, dal 15 giugno al 16 agosto, la Guardia Costiera ha trasmesso 41 notizie di reato alle Procure competenti e ha elevato sanzioni amministrative per circa 225mila euro.
Un contributo significativo arriva anche dal territorio di competenza della Capitaneria di porto di Gaeta, che comprende Gaeta, Itri, Formia, Sperlonga, Fondi e Scauri. Qui sono state sequestrate 3.452 attrezzature e arredi da spiaggia, con la restituzione di circa 18.400 metri quadrati di arenile alla libera fruizione. Dieci le operazioni di soccorso in mare, mentre sono state controllate 75 unità da diporto e 111 stabilimenti balneari, per un totale di 74.223 euro di sanzioni amministrative.
Tra gli interventi più significativi effettuati dalla Capitaneria di Gaeta, quello del 4 luglio nel Golfo di Gaeta, quando la motovedetta CP 856 ha soccorso e tratto in salvo le otto persone che si trovavano a bordo di un’imbarcazione in procinto di affondare.
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