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CRONACA

La casa del sindaco di Latina sotto la lente della Procura

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Un tratto di Via degli Ausoni

Un tratto di Via degli Ausoni

LATINA – La casa del sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi è finita nuovamente sotto la lente della Procura. Il sostituto Gregorio Capasso ha inviato ieri gli agenti del Nipaf della Forestale nel palazzo di Via degli Ausoni, in cui il primo cittadino risiede con la famiglia, per effettuare verifiche su un locale tecnico e accertare se non venga utilizzato come abitazione, eseguendo rilievi di natura tecnica. Con gli spoecialisti del Nipaf hanno eseguito il sopralluogo anche alcuni tecnici comunali.  La decisione del magistrato a quanto si apprende è arrivata nel corso dell’inchiesta sulla variante al piano particolareggiato di Borgo Piave, che vede 14 persone tra politici e amministratori iscritte sul registro degli indagati.

DI GIORGI – Immediata la risposta del sindaco che spiega:
1) Ho preso l’appartamento in affitto così come esistente, senza aver eseguito alcuna opera. L’appartamento è costituito da un vano attico e da un locale tecnico sovrastante: tale locale non è condominale ma a servizio esclusivo del mio appartamento e una porzione di esso ha destinazione residenziale. Quindi è tutto regolare come attestato da permessi a costruire;
2) non ho mai utilizzato tale locale tecnico per un uso residenziale;
3) non riesco a capire quale sia la mia personale responsabilità di affittuario nell’avere la disponibilità di un locale tecnico accessorio all’appartamento e quale sia il nesso tra questa vicenda e quella relativa alla variante di Borgo Piave;
4) ho già dato mandato ai miei legali di verificare gli estremi per azioni a tutela della mia immagine, stanco di continue strumentalizzazioni che hanno mandanti e fini denigratori.

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CRONACA

Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo

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CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.

Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto  intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.

Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del  bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.

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CRONACA

Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato

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Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

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CRONACA

L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.

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