CRONACA
Omicidio a Sezze, uccide il fratello a colpi di ascia
SEZZE – Una lite tra fratelli per una questione eredità degenerata in un brutale omicidio. Il violento episodio è avvenuto lunedì nel tardo pomeriggio a Sezze, in località Le Fontane, a poca distanza dal campo sportivo e dalla caserma dei carabinieri. In base ai primi accertamenti un fratello ha aggredito l’altro a colpi d’ascia. Il ferito è stato trasportato d’urgenza al Santa Maria Goretti di Latina, dove è deceduto. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Comando Provinciale di Latina ma il quadro investigativo sembra essere molto chiaro. In queste ore gli inquirenti, coordinati dal pm Giuseppe Bontempo, stanno ascoltando alcune persone per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
IL MOVENTE A quanto pare i due fratelli da almeno un anno erano in pessimi rapporti per una storia di soldi, oggi pomeriggio la situazione è esplosa dopo un incontro avvenuto a poca distanza dalla frazione di Suso. La vittima dell’omicidio è Luciano Stirpe, 51 anni, molto conosciuto a Sezze, ucciso da un colpo di accetta sulla testa. Il fratello è stato fermato e su di lui pende l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo parentale. La vittima in passato era stata anche al centro di attività investigative della Questura e di misure di prevenzione legate al patrimonio che era finito sotto chiave, (tra cui Ferrari e altre auto e poi alcuni terreni che poi erano stati dissequestrati) aveva denunciato il fratello per calunnia e a breve in Tribunale era stata fissata un’udienza e proprio in questi giorni erano stati notificati i provvedimenti. Non è escluso che possa essere stata questa la miccia.
LA SCENA DEL CRIMINE L’omicidio è avvenuto in via Carizia, la vittima che gestiva un’azienda di raccolta pigne è morta in ospedale mentre Il fratello Giovanni, 46 anni, che in un primo momento è scappato, è andato nella Casa della salute di Sezze per farsi medicare ed è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Latina. Il magistrato inquirente nelle prossime ore disporrà una consulenza medico legale sulla vittima intanto l’arma del delitto è stata sequestrata.
CRONACA
Trasporto pubblico a Latina, sindacati sul piede di guerra: “Incontro urgente prima che la situazione degeneri”
LATINA – Le segreterie provinciali di Filt Cgil, Uil Trasporti e Ugl Autoferrotranvieri di Latina hanno inviato una dura lettera al Comune di Latina, al Prefetto e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, denunciando quella che definiscono “ormai insostenibile situazione in cui versa il Trasporto Pubblico Locale della città”.
Secondo le organizzazioni sindacali, dopo le decisioni unilaterali assunte dall’attuale gestore, CSC Mobilità, il servizio e la sua gestione sembrano essere giunti a un punto di non ritorno sotto diversi aspetti. In particolare, i sindacati richiamano la sospensione della contrattazione di secondo livello, avvenuta nel gennaio 2026, e la successiva apertura della procedura di mobilità per 11 lavoratori, comunicata con nota del 27 maggio scorso.
“Tali circostanze”, scrivono le sigle sindacali, “unitamente alle crescenti difficoltà manutentive di un parco mezzi sempre più vetusto, stanno gettando nello sconforto e nella più totale incertezza gli operatori del settore dell’intero bacino”. I lavoratori, infatti, oltre alle gravi difficoltà nello svolgimento delle proprie mansioni, vivono in un costante stato di tensione e preoccupazione.
Per questi motivi i segretari provinciali Davide Guidi (Filt Cgil), Agostino Carinci (Uil Trasporti) e Giuliano Errico (Ugl Autoferrotranvieri) esprimono forte preoccupazione per la tenuta del servizio e chiedono un incontro urgente con le istituzioni coinvolte, al fine di individuare soluzioni condivise a tutela della sicurezza e della dignità dei lavoratori, nonché a garanzia del fondamentale diritto alla mobilità che la cittadinanza merita.
“Ci aspettiamo un riscontro rapido e concreto”, concludono i rappresentanti sindacali, “prima che la situazione degeneri ulteriormente”.
CRONACA
Uscito dal carcere dopo aver scontato la condanna per il tentato omicidio della ex moglie, raggiunge la donna e la minaccia: arrestato
TERRACINA – Esce dal carcere dopo aver scontato una condanna per il tentato omicidio della moglie avvenuto a settembre del 2020 e come prima cosa raggiunge casa della donna e la minaccia per due volte. L’aggressore è un 58enne di Terracina che è stato nuovamente arrestato in flagranza di reato per atti persecutori.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina, l’uomo, nel primo pomeriggio di sabato, dopo aver raggiunto l’abitazione della ex , soffermandosi all’esterno avrebbe mimato il gesto dello sgozzamento, provocando nella donna un forte stato di paura. I carabinieri arrivati sul posto dopo la richiesta di aiuto della donna, lo avevano identificato rintracciandolo però quando si era già allontanato. Poi, nella stessa giornata, intorno alle 20.30, è stato nuovamente richiesto l’intervento dei Carabinieri di Terracina che hanno sorpreso l’uomo vicino casa della donna in un atteggiamento di chiaro appostamento. Di qui, l’arresto. L’indagato è stato associato alla Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
CRONACA
Giocattoli non conformi, maxi sequestro all’Ufficio Dogane di Aprilia
APRILIA – I doganieri dell’Ufficio Dogane di Aprilia hanno sottoposto a fermo amministrativo una partita di circa 1.600 giocattoli, con etichettatura non conforme alle disposizioni della Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. La merce, di origine orientale, proveniente da altri Paesi dell’Unione europea e destinata all’immissione in consumo sul territorio nazionale, era diretta a una società con sede nella provincia di Bari.
L’intervento è avvenuto nell’ambito delle attività di controllo sulle merci in importazione, svolte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, finalizzate a garantire la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, e con il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), a tutela dei consumatori e della leale concorrenza, per garantire che i prodotti rispettino i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
“La corretta etichettatura dei giocattoli costituisce un requisito essenziale per la loro commercializzazione, poiché consente al fabbricante o all’importatore, sotto la propria responsabilità e a seguito delle verifiche previste, di attestare la conformità dei prodotti ai requisiti di sicurezza stabiliti dalla normativa unionale. Sulla base degli accertamenti compiuti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato la conformazione della partita, da eseguirsi sotto la diretta vigilanza dell’Autorità doganale”, spiega in una nota dell’Ufficio ADM Lazio 4 del Reparto territoriale di Aprilia. Per quasi 150 pezzi, risultati privi dei requisiti minimi necessari per poter essere adeguati alle prescrizioni normative, è stata disposta la distruzione.
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