ALLEANZA CONTRO LA POVERTA'

Sempre più poveri nel Lazio, l’allarme Acli

Gli indigenti sono il 6,3%, il 30% le famiglie a rischio

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colletta-alim-1LATINA – “Le famiglie in condizioni di povertà assoluta sono il 6,3%, una situazione preoccupante associata al dato della povertà relativa, secondo il quale il 29,2% dei nuclei famigliari del Lazio è da considerarsi a rischio. Si tratta di quelle famiglie costrette a ridurre drasticamente i consumi risparmiando su voci primarie come gli acquisti alimentari e beni di prima necessità”. Lo dicono i dati diffusi dalle Acli Lazio.  A rischio povertà ci sono anche il 42,8% delle famiglie straniere (europee ed extra comunitarie) e le famiglie mono-genitoriali (10,4%).

Nasce per questa ragione su iniziativa delle Acli del Lazio e della Critas Lazio, il tavolo regionale dell’Alleanza contro la Povertà “con l’obiettivo  – spiegano i promotori – di creare una rete e avviare un percorso condiviso in risposta alle istanze e ai bisogni sociali del territorio. Il primo intervento sarà quello di promuovere sul territorio il Reis (Reddito di Inclusione Sociale) e avviare un’ interlocuzione con la Regione Lazio e gli Enti Locali a cui sarà presentato un documento programmatico sottoscritto da tutti gli aderenti al tavolo regionale”.

Al tavolo hanno aderito: Cgil, Cisl, Uil, Azione Cattolica Italiana,  ANCI Lazio, Forum del Terzo Settore del Lazio, Jesuit Social Network, Comunità di Sant’Egidio, Action Aid, Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Movimento dei Focolari, Fondazione EBBENE, Fio. PSD

“La situazione in cui vivono le famiglie del Lazio – dichiara la Presidente della Acli del Lazio, Alessandra Bonifazi – sta peggiorando di anno in anno. Non potevamo restare inermi di fronte a chi non riesce ad arrivare a fine mese e stenta a trovare un’occupazione. Per questo ci siamo sentiti in dovere di provare a riunire intorno a un tavolo tutte le realtà territoriali della Regione per intervenire concretamente. Crediamo che unendo le rispettive competenze e risorse sarà possibile in un’ottica sinergica trovare le aree d’intervento su cui lavorare per dare sostegno e dignità ai più deboli della nostra società”.

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