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Siccità, agricoltura in emergenza, Coldiretti scrive a Zingaretti: “Non bastano le turnazioni imposte agli agricoltori”

Chieste iniziative coraggiose per sostenere un comparto vitale per l’economia regionale

LATINA – L’agricoltura del Lazio è in stato di emergenza: “Siccità e gravissima crisi idrica mettono ormai a rischio la sopravvivenza delle aziende”, è l’allarme di Coldiretti che chiede in una lettera inviata al governatore Nicola Zingaretti “iniziative urgenti e coraggiose per sostenere un comparto vitale per l’economia regionale”.

’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria ha rilevato – si legge in una nota dell’associazione di categoria –  negli ultimi 6 mesi, una diminuzione delle precipitazioni piovose pari al 30% rispetto alle rilevazioni climatiche. Un dato allarmante, se si considera che proprio in questo periodo alcune colture necessitano di significativi apporti di acqua, oggi purtroppo limitati, per favorire la germinazione e la fioritura delle piante”.

Non c’è porzione del territorio regionale che non sia colpita a partire dall’Agro Pontino. “La produzione di frumento – afferma David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – risulta stentata, con pesante contrazione dei raccolti e perdita di qualità e, senza interventi immediati, rischiamo di perdere del tutto ortaggi, frutta, cereali, pomodori. “Le aziende zootecniche – aggiunge Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – non riescono a coprire il fabbisogno alimentare del bestiame”.

Danni per circa 15 milioni di euro nei primi mesi dell’anno e ora, senza acqua per irrigare le colture è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività del sistema agroalimentare del Lazio: “Importanti aree a forte vocazione agricola, come Latina e la provincia romana, già fanno i conti con le turnazioni introdotte dai consorzi di bonifica per gestire l’emergenza e tentare comunque di garantire il minimo di risorsa necessaria per salvare le coltivazioni. Temiamo che nemmeno misure così drastiche – conclude Granieri – bastino per salvare le produzioni agricole, ecco perché sollecitiamo l’intervento della Regione Lazio”.

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