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CRONACA

Alba Pontina, la cupola Di Silvio al Riesame. I legali difensori: “Non è mafia”

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LATINA – Sono stati discussi ieri davanti al Tribunale del Riesame i ricorsi presentati dai legali di Armando Di Silvio detto Lallà e dal resto della cupola di quella che gli investigatori di polizia e i magistrati della Procura di Latina al termine di una lunga inchiesta hanno descritto come la mafia autoctona pontina.

Ed è stata proprio l’accusa più grave, quella di associazione per delinquere di stampo mafioso, che gli avvocati difensori hanno cercato di smontare. Il sodalizio secondo quanto emerso dalle indagini culminate con l’operazione Alba Pontina si era radicato a Campo Boario, il quartiere di Latina era ormai completamente dominato dalla famiglia di origine rom che negli ultimi anni si era imposta come la più agguerrita associazione criminale operante nel capoluogo nella gestione del traffico di droga, soprattutto cocaina, nel riciclaggio e nelle estorsioni di cui sono diventate vittime professionisti e imprenditori.

Entro lunedì è attesa la decisione dei giudici del Riesame.

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4 Comments

4 Comments

  1. Pierluigi Manetti

    29 Giugno 2018 at 9:09

    Speriamo che non Va tutto a tarallucci e vino

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    29 Giugno 2018 at 9:48

    Con un collaboratore di Giustizia “Vero” e uno che matura il pentimento dietro le sbarre e il quattrocentosedicibis ripeto quattrocentosedicibis con un collaboratore di giustizia “Vero” un detenuto che matura il pentimento dietro le sbarre e il 416bis.

  3. Germano Buonamano Mancaniello

    29 Giugno 2018 at 9:49

    Dimentichi chi è il Signor Prestipino.

  4. Pierluigi Manetti

    29 Giugno 2018 at 10:10

    Confido nei miracoli

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CRONACA

Fondi, ubriaco crea disordine in un locale e aggredisce gli agenti: arrestato dalla Polizia

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Serata di tensione a Fondi, dove un uomo in evidente stato di alterazione alcolica ha seminato disordini all’interno di un esercizio pubblico del centro cittadino, arrivando poi ad aggredire gli agenti intervenuti. L’episodio si è verificato nella serata di ieri, quando al Commissariato di Pubblica Sicurezza è giunta la segnalazione di un individuo particolarmente agitato che stava disturbando i clienti del locale. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe molestato alcune persone presenti e danneggiato parte degli arredi. All’arrivo della Polizia, la situazione è rapidamente degenerata: il soggetto ha assunto un atteggiamento ostile e, nonostante l’invito a calmarsi, ha reagito con violenza, colpendo gli agenti con calci e movimenti aggressivi. La condotta violenta è proseguita anche durante il trasferimento e una volta giunto negli uffici del Commissariato, dove ha continuato a dimenarsi, danneggiando alcune strutture e mantenendo un comportamento minaccioso nei confronti degli operatori. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nei suoi confronti è stato disposto il rito direttissimo.

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CRONACA

Operazione antidroga ad Aprilia, sequestrati quasi 8 chili di hashish

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Operazione antidroga della Polizia di Stato nel territorio di Aprilia, dove la Squadra Mobile di Latina ha arrestato due persone e sequestrato oltre 7 chilogrammi di hashish. Nel primo intervento, gli agenti hanno fermato un uomo trovato in possesso di oltre 2,6 chilogrammi di sostanza stupefacente, rinvenuta all’interno della propria abitazione. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Successivamente, in un’operazione analoga, è stato arrestato un secondo soggetto, nella cui disponibilità sono stati trovati oltre 5 chilogrammi di hashish, in parte nascosti anche all’esterno dell’immobile, insieme a materiale destinato al confezionamento delle dosi. Le attività sono state condotte al termine di indagini mirate, che hanno consentito di impedire l’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di droga. I due arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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CRONACA

Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo

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CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.

Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto  intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.

Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del  bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.

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