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 La sede del Giudice di Pace di Gaeta è salva, scongiurata chiusura

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GAETA –  La sede dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gaeta è salva. La chiusura è ormai scongiurata grazie al completamento dell’organico con nuove unità lavorative e alla fattiva collaborazione dei Comuni di Gaeta, Formia, Itri e Ventotene.

«Finalmente si mette fine ad una situazione di precarietà in cui si trova ad operare l’ufficio del GdP, che riveste un’importanza strategica per la gestione della giustizia civile (ma dal 2021 anche penale) nell’area a sud della provincia pontina». Lo afferma Cosmo Mitrano, sindaco di Gaeta – comune capofila e sede dell’ufficio giudiziario – il quale, per la disponibilità e sensibilità dimostrata, ringrazia «i rappresentanti dei Comuni, che hanno contribuito a garantire il mantenimento di questo presidio di legalità, con uno sforzo ed un impegno evidenti». Un doveroso ringraziamento il sindaco Mitrano rivolge ai rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Cassino «che sono sempre stati vicini all’Amministrazione comunale impegnando proprie risorse economiche ed umane per scongiurare il rischio chiusura del presidio giudiziario di Gaeta».

Nella riunione del 25 ottobre al Comune di Gaeta si è formalizzato l’impegno a scongiurare la chiusura dell’Ufficio del GdP, a più riprese paventata da circa un anno, specialmente dopo l’incontro-ultimatum del 25 settembre scorso con il presidente del Tribunale di Cassino Massimo Capurso ed il prefetto di Latina Maria Rosa Trio.

La sindaca di Formia Paola Villa ha assicurato che con la deliberazione di giunta comunale 73/2018 è stata prevista l’assunzione, mediante procedura di mobilità di personale, di cinque istruttori amministrativi, due dei quali saranno assegnati all’Ufficio giudiziario di Gaeta entro fine anno. E spiega che «credendo sin dall’inizio che l’ufficio del giudice di pace sia di fondamentale importanza per il nostro territorio, ci siamo impegnati sin dallo scorso luglio a risolvere una problematica legata alla disponibilità del nostro personale comunale da assegnare in distacco all’ufficio del giudice di pace». E precisa che «su questo tema, su cui c’è stata una grande speculazione politica, si è voluto in modo concreto lavorare e si è trovata una reale e concreta soluzione. Oggi tale situazione è stata chiaramente affrontata e risolta dal comune di Formia».

Soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentati dei Comuni di Itri e Ventotene nonché dall’Ordine degli Avvocati di Cassino.

Il sindaco Antonio Fargiorgio (Itri) dichiara che «entro la fine dell’anno metterà a disposizione dell’ufficio GdP una unità di personale per due giorni settimanali e per 4 ore al giorno». Inoltre, anche in vista del già decretato aumento delle competenze del giudice di pace, Fargiorgio si è fatto promotore – anche con il supporto dell’Ordine degli Avvocati di Cassino – dell’acquisizione di tutti i dati utili a comprendere l’effettivo carico di contenzioso pendente innanzi all’ufficio giudiziario di Gaeta nonché il numero delle iscrizioni a ruolo dei vari procedimenti giudiziari.

«Tutto questo – precisa – al fine di dare avvio a specifiche e puntuali richieste all’ANCI e al Ministero della Giustizia per trovare misure di sostegno economico in termini di personale e di gestione del predetto ufficio». Infine, il primo cittadino di Itri ha dato la propria disponibilità a convocare, quanto prima, un tavolo tecnico presso il Comune di Itri, aperto anche ai sindaci dei Comuni limitrofi ad oggi non facenti parte del comprensorio dell’Ufficio del Giudice di Pace di Gaeta, onde affrontare in maniera sinergica i vari problemi legati alla gestione e all’organizzazione dell’Ufficio.

Francesco Carta, Assessore del Comune di Ventotene, sostiene che «ora è necessario consolidare l’ufficio, reperire i dati sulla popolazione servita e le cause espletate indicando anche la provenienza (da quali comuni) degli utenti». E aggiunge che «la necessità di amministrare una giustizia puntuale», soprattutto nei territori penalizzati dall’isolamento geografico, è anche l’obiettivo che persegue l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori (ANCIM). E spiega che nella Legge approvata al Senato ed ora in discussione alla Camera, si chiede il ripristino dei Tribunali laddove c’erano. «Ventotene e Ponza hanno il diritto di usufruire dei servizi della Giustizia, al pari di tanti altri utenti, con il minor disagio possibile. Ecco perché la presenza a Gaeta del GdP è della massima importanza».

«L’ordine degli avvocati di Cassino – dichiarano gli avvocati Marco Vento e Simonetta Cerri –  ha mantenuto i propri impegni al fianco dei Comuni e le esortazioni da noi esercitate insieme al Comune di Gaeta verso i Comuni di Formia e di Itri sono state rapidamente recepite. Un plauso all’operato sinergico di tutti in difesa dei cittadini e dell’avvocatura».

«Siamo soddisfatti – conclude Cosmo Mitrano – che l’Ufficio GdP possa continuare a funzionare: fin dal primo momento abbiamo lavorato per scongiurarne il pericolo di chiusura, che avrebbe danneggiato cittadini, professionisti e impiegati pubblici. Sulla base della nuova normativa, saremo coinvolti direttamente nella gestione del servizio, facendoci carico del reperimento del personale e dei necessari investimenti economici».

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Terracina, colto in flagrante mentre commette un furto da oltre 600 euro: arrestato

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A Terracina, la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino tunisino, risultato irregolare sul territorio nazionale, ritenuto responsabile di furto aggravato in un negozio di abbigliamento lungo la Via Appia. L’uomo è stato colto in flagranza di reato dopo che una dipendente del negozio aveva segnalato il furto in corso alla Sala Operativa del Commissariato. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Volante, l’uomo, nel tentativo di allontanarsi, ha cercato di disfarsi della refurtiva lanciandola sotto una siepe, ma è stato intercettato poco dopo all’interno di un altro esercizio commerciale. La merce sottratta, per un valore complessivo di circa 645 euro, è stata recuperata e restituita al negozio. Privo di documenti, l’arrestato è stato foto-segnalato e identificato: risultava già con precedenti per reati contro il patrimonio e senza titolo per il soggiorno regolare in Italia. Dopo le formalità, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Commissariato in attesa del giudizio direttissimo, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina.

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Sermoneta, incendio doloso in casa con due persone all’interno: arrestato un 38enne

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Incendio doloso in un’abitazione con due persone all’interno: i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 38 anni ritenuto gravemente indiziato del rogo avvenuto lo scorso 25 ottobre a Sermoneta. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella mattinata di oggi dai militari della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile, con il supporto della stazione di Sermoneta. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica di Latina che ha coordinato le indagini, riguarda un 38enne originario di Latina e residente a Sezze. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe responsabile dell’incendio che nella notte del 25 ottobre ha danneggiato un’abitazione a Sermoneta Scalo mentre all’interno si trovavano due persone. Nel corso delle indagini i militari hanno analizzato diversi filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, elementi che avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e individuare il presunto responsabile. Il 38enne è indagato anche per la detenzione e il porto di una bottiglia incendiaria di tipo molotov utilizzata per appiccare il rogo, oltre che per la detenzione illegale di una pistola con la quale avrebbe esploso due colpi. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.

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Controlli del NAS in provincia: sequestrati alimenti non tracciati e chiuso un minimarket

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Controlli sulla sicurezza alimentare in provincia di Latina da parte dei Carabinieri NAS. Nel corso di alcune verifiche ispettive effettuate in due esercizi commerciali del territorio, i militari hanno sequestrato diversi chili di alimenti non tracciati e disposto la chiusura di un minimarket per gravi carenze igienico-sanitarie.

In una pasticceria del litorale pontino i controlli hanno portato al sequestro amministrativo di circa 60 chilogrammi di prodotti dolciari secchi. Parte degli alimenti è risultata priva della necessaria documentazione di tracciabilità, mentre altri prodotti avevano superato il termine minimo di conservazione. Le irregolarità sono state ricondotte alla mancata corretta applicazione delle procedure previste dal sistema HACCP, il protocollo di autocontrollo utilizzato per garantire la sicurezza alimentare nelle fasi di lavorazione, conservazione e vendita. Al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di 2 mila euro e i prodotti sono stati sequestrati per impedirne la commercializzazione.

Un secondo controllo è stato effettuato in un minimarket dell’area nord della provincia, dove i militari hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali nei locali destinati alla vendita e allo stoccaggio degli alimenti. Le attrezzature utilizzate per la conservazione dei prodotti non risultavano conformi ai requisiti previsti dalla normativa e all’interno dei locali erano presenti materiali accatastati e attrezzature estranee all’attività commerciale, che ostacolavano le operazioni di pulizia e sanificazione. Particolarmente critica la situazione nell’area adibita a deposito degli alimenti, dove sono state trovate tracce riconducibili alla presenza di roditori, circostanza che potrebbe comportare rischi di contaminazione. Alla luce delle condizioni riscontrate, i Carabinieri del NAS hanno segnalato la situazione all’autorità sanitaria competente che ha disposto l’immediata chiusura dell’attività. Anche in questo caso sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3 mila euro.

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