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Latina, pino crollato in Parco Falcone e Borsellino – Le foto prima e dopo

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LATINA – Tante segnalazioni da parte di abituali frequentatori di Parco Falcone e Borsellino a Latina ed è bastata la prima pioggia a far crollare uno dei pini più grandi che abitavano i Giardinetti di Latina fin dalle origini. Poco dopo la pista di pattinaggio stamattina il viale di accesso da Via Fabio Filzi appare bloccato dal grande tronco. Sul viale verso il teatro ce n’è un altro che rischia grosso. Le potature all’interno dell’area verde e gli abbattimenti preventivi non sono stati sufficienti ad evitare il crollo improvviso.

Sono stati i giardinieri comunali con la Abc e la protezione civile Passo Genovese a tagliare il grosso albero e a liberare il viale del Parco. Nel crollo la chioma ha danneggiato anche una panchina.

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21 Comments

21 Comments

  1. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 10:59

    ringraziamo il comune che tanto ha fatto per il parco oltre cambiare il nome..

  2. Germano Buonamano

    3 Novembre 2019 at 11:04

    Augusto Lombardi il problema è che il Comune di Latina fu commissariato per due volte chi entrò da nuovo Sindaco di poco non trova nemmeno la cassaforte del mezzogiorno attaccata al muro

    Cmq vada gli alberi all interno dei Giardini Pubblici sono malati da decenni

  3. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 11:09

    le difficoltà ce le hanno tutti… ma lo schifo dei giardinetti non era minimamente necessario, è servito solo a portare la Boldrini a Littoria e dare forza all’antifascismo dei fascisti moderni

  4. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 11:11

    se li curassero cone si deve no… il piano è proprio quello di aspettare che cadono tutti a danno dei cittadini

  5. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 11:11

    se li curassero cone si deve no… il piano è proprio quello di aspettare che cadono tutti a danno dei cittadini

  6. Maria Rosaria Trovò

    3 Novembre 2019 at 11:17

    I pini cascano in tutta Italia!!!!

  7. Germano Buonamano

    3 Novembre 2019 at 11:22

    No, no, hai capito i Giardinetti Pubblici sono stati intitolati a Giovanni e Paolo e la loro scorta per via del solo fatto che qui c’è mafia e secondo poi il nome ed il cognome che c’èra prima non solo fu dimenticato dalla vecchie giunte se ne sbatterono proprio di tutto ecco per quale motivo i Giardini Pubblici ancora oggi subiscono il peggior dei soprusi. Altro che.

    In riguardo alle difficoltà posso capire un anno due anni ma poi i problemi potrebbero essere risolti anche perché i soldi finanziati e pubblici c’erano ma se li sono sbranati per fino quelli della pista ciclabile e ho detto tutto.

  8. Germano Buonamano

    3 Novembre 2019 at 11:24

    Augusto Lombardi se li curassero corne si deve? andavano curati prima come le statue che raffigurano il risorgimento divenute nere per colpa dell abbandono più totale.

  9. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 11:31

    sono tutte giustificazioni x lasciare tutto com’è… come dici bene anche quelli di prima dovevano curare la città e si sono fatti gli affari loro ma almeno non hanno tirato fuori sta squallida farsa dell’antifascismo

  10. Augusto Lombardi

    3 Novembre 2019 at 11:41

    stessa tecnica.. si aspetta che cascano x toglierli di torno.. ed i soldi che vengono stanziati x la manutenzione se li pappano i soliti

  11. Alessio Gaspari

    3 Novembre 2019 at 11:53

    Maria Rosaria Trovò i pini cascano e siamo in accordo pieno. Ma ha mai pensato che forse sarebbe ora di fare un cambio generazionale di pini? Cioè tagliarne e metterne degli altri? La soluzione non è dire “è ma cascano ovunque…” Oppure “è ma il sindaco ha ereditato una situazione disastrosa” … La soluzione è capire come risolvere le problematiche in essere con i pochi fondi a disposizione. Oltre a quello, l’attuale amministrazione sapeva a cosa andava incontro quando si è insediata… O no?

  12. Maria Rosaria Trovò

    3 Novembre 2019 at 11:56

    Alessio Gaspari secondo me, non si aspettava che NULLA fosse in regola. E non ti dimenticare che, una volta insediata questa giunta, guarda caso, tutti sono venuti a reclamare vecchi crediti.

  13. Alessio Gaspari

    3 Novembre 2019 at 12:04

    Maria Rosaria Trovò signora, non si può difendere l’indifendibile. Ribadisco che chi si è insediato sapeva a cosa andava incontro. Sapeva che le casse comunali erano vuote e sapeva che doveva trovare soluzioni. Oltre a rinominare un parco, cambiare dei nomi alle rotonde, di concreto cosa ha fatto? Ha risolto i problemi con i rifiuti? Ha risolto il problema dell’erosione costiera? Ha risolto i problemi delle strade? Ai miei quesiti può anche non rispondere ma può tranquillamente verificarli di persona con i suoi occhi. Buona giornata.

  14. Maria Rosaria Trovò

    3 Novembre 2019 at 12:09

    Alessio Gaspari, le rispondo invece. I problemi con strade e rifiuti li sta risolvendo, l’erosione costiera non compete al comune. E le rispondo proprio perché verifico con i miei occhi. Questione di punti di vista. Buona giornata a lei.

  15. Alessio Gaspari

    3 Novembre 2019 at 12:12

    Maria Rosaria Trovò li stà risolvendo? Non compete? Punti di vista, ha detto bene.

  16. Luciana Ciardi

    4 Novembre 2019 at 3:31

    Non ci sono parole per definire questi leccapiedi!

  17. Maria Rosaria Trovò

    4 Novembre 2019 at 6:06

    Senti chi parla di leccapiedi!

  18. peter rei

    4 Novembre 2019 at 7:35

    Perché le strade che presentano rami pericolanti? Speriamo non ci scappi il morto… La colpa è sempre delle amministrazioni precedenti…

  19. peter rei

    4 Novembre 2019 at 10:51

    Risposta senza senso. Questa amministrazione era partita in pompa magna. Addirittura il discorso di Pericle agli ateniesi. Per fortuna che non c’era nessuno nei paraggi altrimenti sai che frittata…La situazione è peggiore nelle strade periferiche. Rami pericolanti mai potati che sembra una roulette russa.

  20. peter rei

    4 Novembre 2019 at 10:52

    Interventi ideologici di facciata. Poi quando si guarda la sostanza…per fortuna che non c’era nessuno nei paraggi.

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CRONACA

Cisterna, trovato borsone abbandonato contenente cocaina, indagini in corso

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Un quantitativo di cocaina è stato sequestrato dalla Polizia di Stato a Cisterna di Latina durante un’attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, circa 214 grammi di cocaina, è stata recuperata all’interno di un borsone abbandonato. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la borsa sarebbe stata lanciata da un’auto in corsa che si è poi allontanata dalla zona, senza però sfuggire ai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Dopo la segnalazione, gli agenti del commissariato di Cisterna di Latina si sono recati sul posto indicato e, al termine delle ricerche, hanno rinvenuto il borsone con all’interno alcune buste impregnate di una sostanza oleosa e con un forte odore di caffè, probabilmente utilizzato per coprire l’odore dello stupefacente. I test qualitativi effettuati sul posto hanno confermato che si trattava di cocaina per un peso complessivo di circa 214 grammi. La sostanza è stata sequestrata a carico di ignoti. Sono ora in corso le indagini per risalire ai responsabili e ricostruire la provenienza della droga.

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Minturno, la giunta approva il progetto per il restauro delle stanze e della corte del Castello Baronale

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castello di minturno

La giunta comunale di Minturno ha approvato il progetto per il restauro e la rifunzionalizzazione di alcune stanze e della corte del Castello Baronale Caracciolo Carafa. L’obiettivo è partecipare all’avviso pubblico della Regione Lazio dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico locale. L’investimento complessivo previsto ammonta a circa 340 mila euro. In caso di ammissione al finanziamento, la Regione coprirebbe l’80% della spesa, pari a circa 272 mila euro, mentre la restante quota del 20%, circa 68 mila euro, sarebbe a carico del Comune. Il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Elisa Venturo ha spiegato che l’intervento si inserisce nel percorso di valorizzazione del castello e del centro storico. L’obiettivo è recuperare spazi oggi non pienamente utilizzati per favorire una maggiore fruizione culturale e turistica del complesso.

Il progetto interessa una superficie complessiva di circa 540 metri quadrati: 80 metri quadrati di stanze interne e 460 metri quadrati della corte. Sono previsti interventi di restauro conservativo delle strutture murarie e degli elementi di pregio, con il ripristino degli intonaci storici, il consolidamento delle pavimentazioni e il riassetto delle pendenze per garantire il corretto deflusso delle acque. Tra le opere previste anche la rifunzionalizzazione degli spazi interni con impianti a norma, l’adeguamento alle normative di sicurezza e accessibilità, la realizzazione di un impianto di illuminazione dedicato e la sistemazione delle aree esterne. L’obiettivo è creare ambienti polifunzionali destinati a mostre, eventi culturali e attività didattiche. Con la delibera di giunta numero 38 del 2 marzo è stato inoltre approvato il quadro esigenziale dell’intervento, inserito nel programma triennale dei lavori pubblici. L’amministrazione punta ora alla redazione del progetto esecutivo entro la scadenza del bando prevista per aprile, requisito che permetterebbe di ottenere un punteggio più alto nella graduatoria regionale.

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Disagio sanitario a Ponza e Ventotene, il Consiglio Provinciale approva la proposta di legge

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Le Isole Pontine al centro dell’attenzione del Consiglio Provinciale di Latina, che nella seduta del 3 marzo ha approvato all’unanimità la proposta di legge per il riconoscimento del disagio del personale sanitario operante a Ponza e Ventotene. Con la deliberazione, la Provincia esercita l’iniziativa legislativa prevista dallo Statuto regionale, trasmettendo alla Regione Lazio il testo recante disposizioni per il riconoscimento del disagio insulare e per il rafforzamento della continuità assistenziale nei presidi sanitari delle due isole.

Il provvedimento nasce da una proposta dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Latina, che aveva sollecitato un intervento normativo per affrontare le criticità legate all’isolamento geografico e alle difficoltà strutturali che incidono sull’organizzazione dei servizi sanitari. La proposta prevede l’introduzione di un’indennità di disagio insulare, misure di sostegno per alloggio e trasporti, incentivi per garantire la copertura continuativa dei servizi, in particolare nei mesi invernali, programmi di telemedicina e l’istituzione di un fondo regionale dedicato. Un modello che richiama l’esperienza già adottata dalla Regione Campania per le proprie isole minori.

Nel corso della seduta è intervenuto il presidente dell’OPI Latina, Ivano Giuliani, che ha sottolineato come il riconoscimento del disagio insulare rappresenti uno strumento per tutelare sia i professionisti sia il diritto alla salute delle comunità residenti. Il presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, ha parlato di un atto concreto di responsabilità verso Ponza e Ventotene, evidenziando la necessità di dotare il territorio di uno strumento normativo stabile e strutturale.

La deliberazione sarà ora trasmessa formalmente alla Regione Lazio per l’avvio dell’iter legislativo. L’approvazione unanime segna un passaggio istituzionale rilevante nel percorso di rafforzamento dei servizi sanitari nelle isole pontine.

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