CRONACA
Latina, spaccio al Nicolosi, 16 ordini di arresto. La Polizia ha usato agenti sotto copertura
LATINA – Sedici persone di origine nordafricana, provenienti da Tunisia, Marocco e Algeria, sono state arrestate questa mattina in un’operazione della squadra mobile di Latina, perché gravemente indiziate di aver partecipato all’organizzazione di una attività criminale di spaccio al dettaglio di cocaina, eroina e hashish nelle strade del quartiere Nicolosi, nel centro del capoluogo . Fondamentale per la svolta, il lavoro di agenti sotto copertura.
L’indagine, condotta in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, si è sviluppata anche grazie a sistemi di videosorveglianza e intercettazioni telefoniche e ha portato alla luce quella che la Questura definisce in una nota “la pervasività dello smercio di droga all’interno del quartiere che avveniva anche nei pressi di scuole, chiese, centri ricreativi ed alla presenza di minori”.
Sono stati proprio gli agenti sotto copertura a effettuare acquisiti simulati di sostanze stupefacenti, consentendo di raccogliere elementi utili alla ricostruzione del ruolo di ogni indagato in quella che, nel corso del tempo, è diventata una vera e propria piazza di spaccio. Da tempo i residenti segnalavano una situazione divenuta insostenibile, esasperati dal degrado e dall’illegalità diffusa con cui erano costretti a convivere. La polizia ha documentato “un frenetico andirivieni di assuntori e dalla presenza di vedette agli angoli delle strade e di pusher estremamente dinamici sul territorio e particolarmente accorti”.
Questa mattina per 11 persone è scattata la custodia cautelare in carcere , mentre cinque indagati sono risultati irreperibili e le loro ricerche sono state estese anche all’estero. All’esecuzione delle misure cautelari, che in totale ha coinvolto oltre 60 operatori della Polizia di Stato, hanno partecipato agenti del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Roma, Caserta, Monza, Frosinone e Rieti, dei Commissariati di P.S. di Terracina, Fondi e Cisterna, dei Reparti Prevenzione Crimine Lazio e Campania, delle unità cinofile antidroga di Nettuno. Le operazioni sono state supportate dagli elicotteri del I Reparto Volo di Roma – Pratica di Mare.
CRONACA
Licenziamenti alla Koch di Campoverde, lavoratori protestano davanti ai cancelli
APRILIA – I lavoratori della sede di Aprilia della Koch Glitsch scioperano oggi per dire no ai 99 licenziamenti annunciati mercoledì sera dall’azienda, 64 dei quali riguardano il personale che lavora nello stabilimento pontino di Campoverde. I dipendenti hanno protestato davanti ai cancelli del sito sulla Pontina, sostenuti dalle organizzazioni sindacali, mentre in contemporanea scioperavano anche i lavoratori impiegati nei siti di Vinchiaturo in Molise e di Vimercate in Lombardia.
La UILM di Latina in una nota esprime “totale e ferma condanna di fronte alla drammatica procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale Koch-Glitsch, che prevede il taglio di 99 posti di lavoro a livello nazionale, di cui ben 64 nel solo sito produttivo di Aprilia sulla via Pontina. Siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento industriale: mandare a casa 64 lavoratori su un organico di 160 significa mutilare il 40% della forza lavoro dello stabilimento. Una decisione inaccettabile, arrivata a freddo dopo due incontri in cui l’azienda ha finto il dialogo per poi procedere unilateralmente. Ad oggi, la UILM Latina non conosce nemmeno i criteri e i profili professionali esatti che si vorrebbero colpire, se si tratti di operai, impiegati o quadri. Un “taglio al buio” che calpesta la dignità del personale. Il sito di Aprilia ha già pagato un prezzo altissimo soltanto due anni fa con un pesante ridimensionamento. Non permetteremo che le logiche di ristrutturazione del gruppo scarichino i propri costi esclusivamente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, impoverendo un territorio già duramente provato”.
La UILM Latina chiede l’utilizzo immediato degli ammortizzatori sociali per tutelare i livelli occupazionali e costringere la direzione a cambiare rotta. “Le proteste di queste ore – conclude il sindacato – sono solo l’inizio. Se l’azienda non tornerà sui suoi passi ritirando i licenziamenti, metteremo in campo un pacchetto duro di ulteriori mobilitazioni e azioni sindacali a oltranza. Non faremo un solo passo indietro”.
CRONACA
Palaboxe Latina, il Tar respinge la richiesta di sospensiva dell’assegnazione alla Boxe Latina
LATINA – Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva per l’assegnazione da parte del Comune del Palaboxe di Via Aspromonte alla Boxe Latina che era risultata vincitrice del bando. E’ quanto hanno deciso i giudici amministrativi sulla richiesta cautelare presentata dalla società sportiva The Champion a seguito dell’udienza del 28 maggio alla quale hanno partecipato Comune di Latina, società assegnataria e società ricorrente. Il Tar oggi ha sciolto la riserva. “Nelle motivazioni – dichiara in una nota Boxe Latina – si riporta la mancanza di fondatezza del ricorso e delle deduzioni espresse dalla società ricorrente”.
La società sportiva quest’anno festeggia i 70 anni di attività: “Nell’ ultimo periodo la nostra associazione ha affrontato momenti difficili e situazioni, che hanno messo alla prova il lavoro e la reputazione costruiti con sacrificio e dedizione – commenta la presidente Maria Stella Prezioso – . Tuttavia, la verità e la correttezza del nostro operato sono state riconosciute nelle sedi opportune, confermando la serietà e la trasparenza che da sempre contraddistinguono la nostra attività. Ringraziamo per l’impegno e la professionalità nel lavoro svolto gli avvocati Federica Ferrari e Matteo Sperduti ed i loro rispettivi studi, con l’augurio che non ci siano ulteriori strascichi per bene del pugilato. Restando a disposizione anche delle altre società del territorio, oggi continuiamo con orgoglio a gestire il Palaboxe, portando avanti il nostro progetto sportivo ed associativo con la stessa passione di sempre. Il nostro impegno rimane quello di offrire un ambiente sano, sicuro e professionale, dove bambini, ragazzi e adulti possano praticare sport, crescere e condividere valori fondamentali come il rispetto, la disciplina e l’inclusione. Guardiamo al futuro con entusiasmo, determinati a continuare a essere un punto di riferimento per il territorio e per tutte le famiglie che scelgono di affidarsi alla nostra esperienza.”
CRONACA
Cisterna, picchia e maltratta la moglie, disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico
CISTERNA – La Polizia di Stato di Cisterna di Latina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa su richiesta della Procura di Latina dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina nei confronti di un uomo residente a Cisterna di Latina.
Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa condotta dal personale della sezione Anticrimine del Commissariato di P.S. di Cisterna di Latina a seguito della denuncia presentata dalla vittima, che ha consentito di raccogliere gravi indizi in ordine a reiterate condotte di maltrattamento e violenza in ambito familiare.
Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire un quadro caratterizzato da presunte condotte vessatorie, minacce e aggressioni poste in essere in ambito familiare e protrattesi nel tempo. In particolare, l’ultimo episodio, sarebbe culminato in una violenta aggressione fisica ai danni della donna, che ha riportato lesioni.
Le indagini, supportate dalle dichiarazioni raccolte, dalla documentazione sanitaria acquisita e dagli ulteriori riscontri investigativi, hanno permesso di delineare una situazione di forte conflittualità familiare, caratterizzata da reiterati comportamenti intimidatori e minacciosi che avrebbero generato nella vittima un perdurante stato di paura e preoccupazione per la propria incolumità.
Alla luce degli elementi acquisiti, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, convalidando i provvedimenti adottati d’urgenza dal P.M. di turno e disponendo nei confronti dell’indagato l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da queste frequentati, con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo a distanza.
L’attività si inserisce nel costante impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza domestica e di genere e nella tutela delle vittime vulnerabili, con l’obiettivo di assicurare tempestivi interventi di protezione e prevenire ulteriori condotte lesive.
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