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Cammini DiVini a Valvisciolo, Palazzo: “Uno scrigno di bellezza, spiritualità e storia”

Tanti visitatori nell'Abbazia per il progetto della Regione Lazio che fa tappa a Sermoneta

LATINA – Gruppi di camminatori in marcia e tanti visitatori presenti nel chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo dove si sta svolgendo la seconda tappa di Cammini DiVini. Fino alle 16 di oggi si potranno visitare i banchi d’assaggio, ricchi di prodotti del territorio, mentre chi ha scelto l’esperienza completa proposta dal progetto dell’assessorato al Turismo della Regione Lazio, sta partecipando oltre che all’attività di trekking, alla visita dell’Abbazia e dei territori circostanti ricchi anche di uliveti, prima di dedicarsi alle degustazioni.

A dare il benvenuto agli ospiti, il priore dell’Abbazia di Valvisciolo, Padre Andrea Rossi, presente il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora, il presidente della commissione regionale attività produttive, Vittorio Sambucci, Luigi Torelli in rappresentanza del Comune di Sermoneta.

“Il turismo è esperienziale e per noi è un cluster fondamentale del nostro triennale del turismo – ha detto l’Assessore al Turismo della Regione Lazio Elena Palazzo, promotrice dell’iniziativa –  Oggi siamo presso l’Abbazia di Valvisciolo a Sermoneta, come amo definirla uno scrigno di bellezza, spiritualità e storia che rappresentano la nostra identità. Con questo progetto Cammini Divini, oggi alla seconda tappa, noi vogliamo portare l’attenzione su un connubio potentissimo, quello che c’è tra la bellezza dei nostri paesaggi, la forza delle nostre tradizioni, il valore della spiritualità e soprattutto i sapori della nostra terra.  E qui, il faro si accende anche sui nostri importantissimi produttori che attraverso le associazioni, attraverso ad esempio le Strade del vino, stanno facendo grande questa provincia, ma ovviamente essendo questo un progetto di ampio respiro regionale, stanno facendo grande l’intera Regione. Attraverso il loro lavoro noi tramandiamo nel tempo non solo il sapore, non solo l’identità,  ma anche le tradizioni più antiche e questo avviene grazie a quel lavoro che si prende cura delle cose più belle, le cose più belle che portano anche le comunità a diventare protagoniste di questo progetto”.

La tappa pontina di Cammini DiVini è la seconda di tre dopo Montecassino e prima di Subiaco.

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