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CRONACA

Processo Tiberio, tutti condannati. Per il sindaco di Sperlonga Armando Cusani sei anni

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LATINA – E’ stato condannato a sei anni, il sindaco di Sperlonga Armando Cusani riconosciuto colpevole di corruzione. La sentenza pronunciata dal secondo collegio penale del Tribunale di Latina in serata dopo una lunga camera di consiglio e un processo durato nove anni. Condannati anche gli altri imputati: l’architetto Isidoro Masi a 7 anni, gli imprenditori Nicola Volpe a 8,  e Antonio Avellino a 6 anni. Per Cusani anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e in forza della legge Severino la sospensione dalla carica di sindaco. Il reato di turbativa d’asta inizialmente contestato si era prescritto.

Al centro dell’inchiesta, l’albergo della famiglia del sindaco, l’Hotel Tiberio dichiarato abusivo, su cui il Comune non fece accertamenti su pressione dello stesso sindaco. L’ultima pronuncia del Tar in relazione all’acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico risale a quest’anno quando è stato respinto l’ennesimo ricorso della famiglia proprietaria. Nel processo tra i capi d’accusa però c’erano anche alcune importanti gare d’appalto.

Cusani che è stato eletto sindaco di Sperlonga per la prima volta nel 1997 e poi a più riprese, è stato anche per due mandati Presidente della Provincia di Latina. Di recente, a febbraio, una nuova inchiesta del Nucleo Investigativo dei Carabinieri si è abbattuta su Cusani e sul Comune da lui guidato, con quattro persone tra cui lo stesso Cusani e suoi stretti collaboratori, gravemente indiziati di reati contro la Pubblica Amministrazione, corruzione, tentativo di induzione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento. Il G.I.P. del Tribunale di Latina ha disposto nei loro confronti  l’applicazione di misure cautelari e in particolare: gli arresti domiciliari nei confronti di un colonnello dei carabinieri in congedo e di un ex Sottufficiale dei Carabinieri, collaboratore del Sindaco Cusani. Per due indagati invece, interdizione dai Pubblici Uffici per la durata di 1 anno.

CRONACA

A 50 anni dal terremoto in Friuli, Cori ricorda i suoi soccorritori. De Lillis: “Il valore della collaborazione e cooperazione”

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CORI – Il 6 maggio 2026 cade il 50esimo anniversario del terribile terremoto che si abbattĂ© sul Friuli, uno degli eventi sismici piĂą devastanti avvenuti in Italia. In quelle tragiche circostanze, Cori si attivò tempestivamente per portare aiuti umanitari alla popolazione. In particolare, l’Amministrazione comunale organizzò una raccolta viveri e abbigliamento e inviò una squadra di uomini, composta da dipendenti e volontari, che raggiunse il Comune di Buja (Udine), tra i piĂą duramente colpiti con 49 vittime, decine di feriti e migliaia di senzatetto, noto anche perchĂ© da una delle sue frazioni, Ursinins Grande, il radioamatore Italo Candusso riuscì a informare il mondo della tragedia.

Il gruppo che partì da Cori il 10 maggio 1976 nel giorno della  festa della Madonna del Soccorso, con il paese ancora immerso nei festeggiamenti per la sua Protettrice, era composto da Claudio Porcari, Sisto Cappelli, Vincenzo Milonni, Angelo Martelloni, Tommaso Agnoni, Augusto Tora, Augusto Palombelli e Adolfo Rossini.

“All’epoca non esisteva ancora la Protezione Civile – ricorda il sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis – in occasione delle calamitĂ  naturali si muovevano vigili del fuoco ed esercito, allora composto per lo piĂą da ragazzi di leva. Quindi, la solidarietĂ  ricevuta dai volontari giunti da ogni parte fu importantissima. Anche la comunitĂ  di Cori diede il suo contributo, mettendosi subito in moto come poteva. Facciamo memoria di un evento così tragico, sottolineando il valore della collaborazione e della cooperazione ai vari livelli della società”.

Nella foto uno degli attestati conferiti dalla frazione di Tomba, Comune di Buja, per “l’aiuto generosamente prestato, a suo grande conforto e certezza di rinascita”.

 

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CRONACA

Traffico di droga, in provincia di Latina un’operazione della Guardia di Finanza di Salerno: arresti e sequestri

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LATINA – Si è estesa anche alla provincia di Latina l’operazione della Guardia di Finanza di Salerno che dalle prime ore di oggi sta eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di un gruppo accusato di appartenere a un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno diretta dal procuratore Capo Raffele Cantone, riguarda le province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta e Latina.

I militari stanno anche procedendo al sequestro di beni per un importo superiore a 780 mila euro.

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CRONACA

Insulta il personale del pronto soccorso del Goretti, poi spintona i carabinieri: arrestato 52 enne

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LATINA – Insultava il personale sanitario del pronto soccorso e ieri sera all’ospedale Goretti di Latina sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Latina. Nel corso degli accertamenti, il protagonista dell’aggressione verbale, un 52enne giĂ  noto alle forze dell’ordine, è risultato anche essere destinatario di un rintraccio per notifica.

Dopo un iniziale atteggiamento collaborativo, quando i militari hanno notificato l’atto, l’uomo ha iniziato a dare in escandescenze e ha minacciato e insultato anche i militari intervenuti, finendo per spintonarli. Per lui è scattato l’arresto in flagranza di reato per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.

Trattenuto nelle camere di sicurezza del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, è comparso oggi in Tribunale a Latina per il rito direttissimo. Il giudice ha disposto l’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte al giorno presso la Stazione carabinieri di Latina.

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