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Formia. Riciclaggio da fatture per operazioni inesistenti:  misura cautelare per quattro persone e  sequestro di beni per 400.000 euro

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Riciclaggio da fatture per operazioni inesistenti. Misura cautelare personale nei confronti di quattro soggetti e sequestro di beni per un ammontare pari a circa 400.000 euro. Le indagini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Formia hanno scoperto un sistema di riciclaggio grazie all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.  Gli indagati, legali rappresentanti e amministratori di diversi complessi aziendali, operanti nel settore delle energie rinnovabili, sono gravemente indiziati di aver realizzato numerose operazioni bancarie e finanziarie al fine di occultare la natura e la provenienza illecita degli importi movimentati, derivanti da pagamenti di fatture soggettivamente inesistenti, per un ammontare di oltre 1 milione e 2 mila euro.

Le investigazioni svolte  – dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, Sezione Criminalità Economica – hanno consentito di acclarare che il dominus, anche per impedire la tracciabilità dei proventi e del denaro accumulato, avrebbe reinvestito in attività economiche intestate a propri familiari sull’isola di Ventotene e in Sardegna nel campo della ristorazione e attività connesse alla balneazione.  Il tutto sarebbe avvenuto con il supporto di un professionista compiacente, elemento di collegamento tra il dominus, le persone giuridiche e i prestanome. Nel corso dell’attività era stato già sottoposto a sequestro, nell’ambito delle perquisizioni eseguite presso lo studio del citato professionista, la somma di circa 60 mila euro in contanti (in banconote da 50 e 20 euro), denaro custodito senza una giustificazione legale e ritenuti di illecita provenienza.

Il GIP, ritenendo solido il quadro indiziario emergente dagli elementi raccolti nelle indagini, ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica di Napoli disponendo, a seguito dei previsti interrogatori preventivi di garanzia, l’ordinanza eseguita.

Il Tribunale di Napoli ha emesso, altresì, un ulteriore decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca fino a concorrenza dell’importo di circa 330 mila euro.

CRONACA

Uccise a Cisterna, in Appello confermato l’ergastolo per Sodano. Il sindaco Mantini: “Ferita mai rimarginata”

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CISTERNA DI LATINA –  E’ stata confermata in Appello la condanna all’ergastolo per Christian Sodano, l’ex finanziere di 28 anni che il 13 febbraio del 2024 uccise Nicoletta Zomparelli e Renèe Amato,  madre e sorella dell’ex fidanzata Desirèe unica sopravvissuta alla strage avvenuta all’interno della villa delle donne a Cisterna di Latina. Sodano, secondo i giudici aveva premeditato il delitto e la Corte d’Assise d’Appello dopo un’ora circa di camera di consiglio ha confermato la sentenza di primo grado. Tra settanta giorni saranno depositate le motivazioni.

«La Corte di Assise di Appello di Roma ha confermato la condanna all’ergastolo per Christian Sodano, assassino responsabile del duplice omicidio di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, avvenuto il 13 febbraio 2024 a Cisterna. I giudici di secondo grado hanno così confermato la decisione della Corte di Assise del Tribunale di Latina, il carcere a vita. Un dramma profondo e indelebile, una ferita mai rimarginata nella nostra comunità, che ha strappato ingiustamente una madre e una figlia all’affetto dei loro cari e ha sconvolto l’intera cittadinanza – dichiara in una nota il Sindaco di Cisterna Valentino Mantini – L’Amministrazione comunale ha voluto ribadire la propria vicinanza e il proprio sostegno alla famiglia con la costituzione di parte civile nel processo, e per questo ingrazio l’avvocato Nicodemo Gentile che ci rappresenta con impegno e professionalità. La presenza in aula del Comune non è un semplice atto formale, ma il dovere morale di una comunità intera che continua a stringersi attorno al dolore dei familiari e che sa bene che nessuna pena potrà restituire a Desirée sua madre e sua sorella, Nicoletta e Renée, spazzate via da una ferocia insensata».

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CRONACA

Furti a San Felice Circeo, il Prefetto convoca il Comitato per la Sicurezza: controlli rafforzati

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prefettura

L’aumento dei furti segnalati nelle ultime settimane a San Felice Circeo approda al tavolo della Prefettura. Il Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, ha infatti convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per affrontare la situazione e valutare misure di contrasto.

La riunione è stata convocata dopo la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Monia Di Cosimo, che aveva sollecitato un intervento a tutela dei cittadini preoccupati per il fenomeno.

Nel corso dell’incontro è stato definito un piano operativo che prevede l’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine sul territorio comunale, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi e rafforzare la percezione di sicurezza tra residenti e turisti.

La sindaca Di Cosimo ha espresso soddisfazione per la risposta ricevuta dalla Prefettura, ringraziando il Prefetto Vittoria Ciaramella e le forze dell’ordine per l’attenzione dimostrata nei confronti delle problematiche segnalate dall’amministrazione.

Il Comune ha inoltre ribadito la piena disponibilità a collaborare con Prefettura e organi di polizia, sottolineando l’importanza di un’azione coordinata per garantire sicurezza e vivibilità sul territorio.

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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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