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ECONOMIA

BUY LAZIO A VITERBO
Tre giorni di workshop dal 20 al 22

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zottola buyLATINA – Si terrà dal 19 al 22 settembre 2013, nel Palazzo dei Papi, a Viterbo, la sedicesima edizione del workshop internazionale turistico Buy Lazio, organizzato dall’Unione Regionale delle Camere di Commercio del Lazio in collaborazione con l’Enit, la Regione Lazio, e con il pieno coinvolgimento delle singole Camere di Commercio del Lazio, delle Associazioni di categoria di settore e il Comune e la Provincia di Viterbo.

Anche quest’anno l’iniziativa, presentata stamattina a Roma, gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

“Questa edizione del Buy Lazio” ha dichiarato il Vicepresidente Unioncamere Lazio con delega alle Politiche del Turismo e del Mare e Presidente Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola “deve rappresentare l’inizio di una serie di azioni congiunte che vedano il sistema imprenditoriale e istituzionale regionale muoversi in un’unica direzione. Sono diversi i progetti e i temi su cui già oggi possiamo lavorare insieme: Osservatorio sul Turismo, Expo 2015, attività di promo-commercializzazione. Come avviene per tutte le attività economiche imprenditoriali, anche per il turismo è necessario però partire da una semplificazione del sistema burocratico-amministrativo. A tale scopo, abbiamo già avviato a Gaeta un progetto sperimentale nazionale inerente le attività legate al turismo nautico e balneare che coinvolge tutti i soggetti pubblici interessati, dalla Capitaneria di Porto alla dogana, da Unioncamere al sistema associativo. Attraverso di esso la nostra regione diventerà punto di riferimento.
Unioncamere Lazio ha da tempo intrapreso un percorso virtuoso che vede le imprese, le associazioni di categoria e le 5 Camere di Commercio laziali riunite nel Tavolo Tecnico delle Imprese del Turismo Integrato, con lo scopo di programmare e mettere a punto nuove progettualità in ambito turistico. Questo lavoro può oggi continuare insieme al Presidente Zingaretti e alla Giunta regionale, con il quale auspichiamo di siglare presto un protocollo di intesa che sancisca le modalità e gli obiettivi per uno sviluppo turistico coeso e condiviso. La domanda turistica laziale sempre di più deve riconoscersi in un unico sistema aggregato che possa soddisfare le nuove richieste di mercato, generando opportunità di business e riposizionando il Lazio come prima destinazione turistica euro-mediterranea. E’ questo l’obiettivo del Buy Lazio”.
Questi i numeri della XVI edizione:
– 87 Buyers, provenienti dai mercati esteri;
– 141 Sellers laziali accreditati in rappresentanza di circa 200 operatori.

Il Workshop tra Buyers e Sellers si svolgerà, venerdì 20 settembre, nella suggestiva cornice del Palazzo dei Papi, mentre sabato 21 e domenica 22 gli operatori esteri parteciperanno a specifici post tour delle maggiori attrattive e degli spettacoli più affascinanti del nostro territorio.

Anche quest’anno gli operatori si avvarranno della piattaforma elettronica per fissare gli incontri BtoB tra Buyers e Sellers attraverso l’incrocio di domanda e offerta, grazie alla quale sono stati già programmati oltre 1.800 appuntamenti.

Analisi dei Buyers
La sedicesima edizione del Buy Lazio, è dedicata ai mercati dell’Europa e del Messico, facendo registrare la presenza complessivamente di 24 Paesi ed un record di presenze di Buyers.

La mappa geografica di provenienza dei Buyers si configura con la seguente ripartizione: Austria 1, Belgio 2 Danimarca 3, Estonia 2, Francia 6, Germania 7, Irlanda 1, Italia 4, Lettonia 2, Lituania 2, Messico 7 Norvegia 5, Paesi Bassi 2, Polonia 3, Regno Unito 8, Repubblica Ceca 4, Russia 10, Slovacchia 2, Slovenia 2, Spagna 3, Svezia 3, Svizzera 2, Ucraina 3, Ungheria 3.

Il Workshop turistico internazionale Buy Lazio, inserito nel calendario ufficiale Enit dei Workshop internazionali, è considerato dai Buyers come l’evento di riferimento per un’approfondita e diretta conoscenza dell’offerta turistica regionale di qualità del Lazio. Lo conferma anche il dato relativo ai repeater (14%), ovvero, i Buyers che hanno già partecipato ad edizioni precedenti e che, grazie al Buy Lazio, hanno potuto tessere e consolidare rapporti con l’offerta del territorio, diventandone un gruppo di destination specialist (esperti di destinazione turistica), mentre i nuovi partecipanti (pari al 86% dei Buyers invitati), testimoniano che sono sempre di più i nuovi operatori interessati ad avviare o potenziare la programmazione turistica nel Lazio.

Quest’anno si è deciso di invitare una delegazione di Tour Operator provenienti dal Messico, Paese latino americano leader nei flussi turistici verso le principali destinazioni mondiali. Il Messico è parte delle cinque principali Economie Emergenti, ed è considerato un partner economico strategico a livello mondiale, tenuto anche conto che, circa il 17% dei messicani, ha facoltà d’accesso ai viaggi internazionali almeno una volta all’anno. A Roma, dopo l’elezione del nuovo Pontefice argentino, Papa Francesco, a marzo 2013, si è registrato un aumento dei turisti provenienti dal Messico del +15,44%. Più in generale, l’analisi dei flussi turistici dal Messico nel periodo gennaio-giugno 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, rileva che gli arrivi sono stati 21.086 (+9,14%) e le presenze sono state 53.867 (+10,70%) (Fonte Ente Bilaterale per il Turismo).

I prodotti turistici richiesti dai Buyers partecipanti al Buy Lazio, in ordine di preferenza, sono: città d’arte (92%), mare del Lazio (80%), enogastronomia (62%), ambiente-natura-parchi (59%), wellness/SPA (29%) sportivo (23%), religioso (18%), congressuale (8%).
All’interno del prodotto turistico, i Buyers hanno espresso delle preferenze sull’offerta dei Sellers che possono essere così sintetizzate: hotel 4 stelle (72%), castelli, ville e dimore storiche (67%), tour operator incoming (63%), hotel 3 stelle (62%), hotel 5 stelle (58%), appartamenti/case vacanza (46%), agriturismi (45%), resort camping (31%). Seguono le voci trasporti (24%), DMC/PCO (12%) e centri conferenze (10%).

Analisi dei Sellers
L’offerta del Lazio, in questa edizione, è costituita da oltre 140 aziende della regione in rappresentanza di 200 strutture ricettive, con un’offerta che punta a presentare l’intero volto turistico della regione Lazio per linee di prodotto, così da facilitare la commercializzazione di prodotti turistici più personalizzati e più rispondenti alle caratteristiche delle singole realtà provinciali. I territori del Lazio presentano tematiche innovative e prodotti “forti” grazie alla presenza di qualificati operatori, così suddivisi: Roma e provincia (42%), Latina (17%), Frosinone (13%), Viterbo (24%), Rieti (4%).
I prodotti turistici rappresentati dai Sellers sono così articolati: città d’arte (65%), ambiente-natura-parchi (44%), mare del Lazio (35%), enogastronomia (12%), turismo congressuale (11%), turismo religioso (8%), sport (5%) e wellness/SPA (3%).
La percentuale dei Sellers iscritti che ha già partecipato al Buy Lazio è del 52%: un segnale chiaro che il Workshop è diventato, ormai, per le imprese turistiche della regione, un appuntamento irrinunciabile e, allo stesso tempo, una nuova straordinaria opportunità per il 48% di imprese che per la prima volta parteciperanno alla manifestazione in questa edizione.
Questa la tipologia delle imprese laziali partecipanti in ordine di categoria: tour operator (25%), hotel 4 stelle (21%), hotel 3 stelle (12%), servizi turistici (7%), consorzi (6%), associazioni (6%), appartamenti/case vacanze (4%), agriturismi (4%), trasporti (4%), restort camping (3%), castelli e dimore storiche (2%), ristoranti (2%), hotel 5 stelle (1%), catene di hotel (1%).

Il Buy Lazio rappresenta da anni il miglior canale di promozione e commercializzazione del turismo della nostra regione, in quanto è capace di creare attraverso la sua formula itinerante una nuova identità, più efficace e distintiva, di tutta l’offerta turistica del Lazio.

La manifestazione permette di attivare politiche di destagionalizzazione, di offrire prodotti specifici e di nicchia, caratteristici di un territorio che è in grado di soddisfare le esigenze dei turisti di tutto il mondo e di tutte le tipologie. Un modello d’eccellenza per lo sviluppo economico della regione, che ha per protagonista il Sistema imprenditoriale turistico romano e laziale.
La cultura e la storia di Roma e del Lazio che si presentano al mondo.

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ECONOMIA

Filiera Bufalina, Confagricoltura: “Costi in aumento e ricavi in calo. Più trasparenza lungo tutta la filiera”

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LATINA  – Confagricoltura Latina è intervenuta a Pontinia al convegno dedicato alla tutela della filiera bufalina e allo stato di avanzamento del Distretto dei prodotti derivati bufalini dell’Agro Pontino, organizzato dal Comune di Pontinia nell’ambito della manifestazione “Lady Bu”, con il vice presidente Stefano Maria Boschetto e il direttore Mauro D’Arcangeli.

“Come Confagricoltura Latina abbiamo voluto esserci per dimostrare concretamente la nostra attenzione a un comparto strategico per il territorio – ha sottolineato Boschetto nel suo intervento –. Le imprese stanno affrontando da mesi una situazione particolarmente difficile, con il prezzo del gasolio fortemente aumentato, materie prime e costi di produzione alle stelle, difficoltà climatiche e ricavi che da anni non crescono allo stesso ritmo, come dimostra anche l’andamento del prezzo del latte di bufala. È una situazione che merita maggiore attenzione. Il nostro compito è segnalare le criticità e chiedere risposte concrete. In questo quadro, la nascita del Distretto e una normativa capace di garantire finalmente maggiore trasparenza lungo la filiera rappresentano strumenti importanti per costruire una prospettiva più solida per il comparto”.

“Non chiediamo meno controlli. Chiediamo che il controllo non si fermi alla stalla”. È uno dei concetti ribaditi dal direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D’Arcangeli, che nel suo intervento si è soffermato anche sulle novità introdotte dagli articoli 13 e 14 della Legge 21 aprile 2026, n. 75, che intervengono sulla tracciabilità del latte e dei prodotti e rafforzano le attività di controllo lungo i diversi passaggi della filiera.

“Gli allevatori bufalini – ha sottolineato D’Arcangeli nel suo intervento – sono sottoposti da anni a registrazioni, comunicazioni e controlli. La vera novità non può essere semplicemente chiedere un dato in più alla stalla. Dobbiamo essere capaci di seguire quel litro di latte anche quando esce dall’azienda”. L’articolo 13 introduce nel SIAN il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati, uno strumento che consente di ricostruire i quantitativi di prodotto nei diversi passaggi della filiera, dalla produzione alle movimentazioni fino alla trasformazione. “Il principio è semplice – ha affermato D’Arcangeli –: i numeri devono tornare. Se conosciamo quanto latte viene prodotto, acquistato, introdotto dall’estero e trasformato, abbiamo strumenti più efficaci per individuare eventuali anomalie. La sfida è applicare alla filiera a valle la stessa attenzione riservata da anni alla produzione primaria”.

Una maggiore trasparenza, secondo Confagricoltura Latina, tutela anche i trasformatori che operano correttamente: “Non vogliamo contrapporre allevatori e caseifici – ha affermato ancora D’Arcangeli –. Esistono modelli produttivi diversi ed entrambi legittimi. Ciò che deve essere garantito è che regole e controlli accompagnino il prodotto lungo l’intera filiera”.

Ma il tema emerso nel corso dell’intervento del direttore di Confagricoltura Latina non è soltanto quello della tracciabilità. È anche quello della distribuzione del valore: il sistema bufalino pontino conta una consistenza nell’ordine dei 93 mila capi. Nelle elaborazioni realizzate negli anni scorsi da Confagricoltura Latina, la produzione territoriale è stata stimata tra 100 e 120 milioni di litri di latte all’anno.

“Su 100 milioni di litri – ha evidenziato D’Arcangeli – un centesimo al litro significa un milione di euro. Dieci centesimi significano dieci milioni. Trenta centesimi significano 30 milioni di euro. Quando discutiamo di pochi centesimi in più o in meno, discutiamo quindi di milioni di euro e di come quel valore viene distribuito lungo la filiera”. Da qui una distinzione che Confagricoltura Latina considera essenziale: “La tracciabilità ci dice quale percorso compie il prodotto. Dobbiamo chiederci anche quale percorso compie il valore”.

L’articolo 14 rafforza inoltre i controlli sulla coerenza tra le quantità di latte e cagliata bufalina prodotte o introdotte in Italia e quelle trasformate: “Non si tratta di criminalizzare ciò che arriva dall’estero – ha precisato D’Arcangeli –. Se una materia prima entra legalmente, è correttamente dichiarata e viene utilizzata nelle produzioni consentite, il punto è poter ricostruire con chiarezza dove va a finire e in quale prodotto viene trasformata”. Per Confagricoltura Latina, però, il controllo rappresenta solo una parte della strategia. L’altra è la capacità di costruire e trattenere maggiore valore sul territorio. È in questa prospettiva che l’organizzazione sostiene il Consorzio territoriale, non come strumento rivolto esclusivamente al latte, ma come progetto capace di rappresentare l’intero sistema bufala dell’Agro Pontino.

“Intorno alla bufala – ha per questo sottolineato il direttore D’Arcangeli – ci sono latte, formaggi, carne e altri derivati, allevamenti, caseifici aziendali, trasformazione, ristorazione e agriturismi. Ma ci sono anche il paesaggio, la storia agricola dell’Agro Pontino e le altre eccellenze agroalimentari del territorio. È da questa rete che può nascere anche un’offerta di turismo enogastronomico capace di collegare produzione, accoglienza e territorio. Il sistema bufala – ha concluso D’Arcangeli – può diventare un vero prodotto territoriale integrato, capace di dare riconoscibilità all’intero Agro Pontino. La Legge 75 può aiutarci a controllare e tutelare meglio la filiera. Il territorio deve fare il passo successivo: organizzarsi e costruire valore. Non lasciamo inutilizzata nessuna parte dell’animale, ma soprattutto non lasciamo inutilizzata nessuna parte del valore che il sistema bufala può generare per l’Agro Pontino”.

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Voucher doppia transizione ecologica, Confesercenti Latina supporta gli imprenditori locali

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LATINA – Dal prossimo 25 settembre sarà possibile presentare le richieste di contributo a fondo perduto previste dal “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026”, promosso dalla Camera di Commercio Frosinone-Latina. “Si tratta di un’importante opportunità per micro, piccole e medie imprese delle province di Frosinone e Latina, che potranno beneficiare di un sostegno concreto per investimenti destinati alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale – sottolinea in una nota Confesercenti Latina, mettendo a disposizione delle imprese il proprio supporto nella predisposizione delle domande e nelle successive attività di rendicontazione. L’Associazione mette inoltre a disposizione soggetti qualificati e certificati per le attività di formazione, in conformità con quanto previsto dal Bando.

“È una misura di particolare interesse per il tessuto imprenditoriale del nostro territorio – sottolinea Ivan Simeone di Confesercenti Latina – perché consente alle imprese di affrontare investimenti importanti nei processi di innovazione e di sostenibilità, attraverso un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 10.000 euro per impresa. Il Voucher può coprire fino al 70% delle spese ammissibili e prevede una possibile premialità aggiuntiva di 250 euro per le imprese in possesso del Rating di legalità o della Certificazione della parità di genere. Tra i requisiti previsti per l’accesso alla misura, le imprese devono essere in regola, tra gli altri aspetti, con il pagamento del diritto annuale camerale e con il DURC. L’obiettivo del Bando è sostenere la realizzazione di interventi tecnologicamente avanzati e processi di sostenibilità aziendale. I contributi sono destinati alle imprese che intendono investire nell’acquisto di tecnologie, oltre che in servizi di consulenza e formazione, secondo le modalità e i requisiti indicati nel Bando. L’erogazione del contributo avverrà successivamente alla realizzazione delle attività e alla presentazione della rendicontazione da parte dell’impresa beneficiaria”.

Per approfondire requisiti, spese ammissibili e modalità di partecipazione è possibile consultare la pagina ufficiale della Camera di Commercio Frosinone-Latina, dedicata al “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026.

“Particolare attenzione va posta anche alle attività di consulenza e formazione – prosegue Ivan Simeone – per le quali il Bando individua precise categorie di soggetti qualificati. Si tratta, tra gli altri, di Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, centri per l’innovazione, Tecnopoli, European Digital Innovation Hub (EDIH), cluster tecnologici e altre strutture per il trasferimento tecnologico accreditate o riconosciute dalle normative o dagli atti amministrativi regionali, nazionali o europei.

Tra i soggetti qualificati rientrano inoltre incubatori certificati e incubatori regionali accreditati, FABLAB conformi ai requisiti internazionali della FabLab Charter, start-up innovative e PMI innovative, enti di formazione accreditati dalle Regioni, Università, Scuole di Alta Formazione e Istituti Tecnici Superiori.

Sono ammessi anche altri organismi certificati ISO 9001, oltre agli EGE – Esperti in Gestione dell’Energia e agli Innovation Manager certificati e/o iscritti nell’elenco dei manager tenuto da Unioncamere.

Il nostro obiettivo – conclude Simeone – è accompagnare le imprese in tutte le fasi, dalla verifica dei requisiti alla predisposizione della domanda, fino alla rendicontazione finale, offrendo anche un supporto nell’individuazione dei soggetti qualificati per le attività di formazione e consulenza previste dal Bando”.

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Economia, Rocca: “Il Lazio cresce più dell’Italia, premiato il lavoro di un’intera Regione”

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«Il Lazio cresce a una velocità doppia rispetto al resto del Paese e registra risultati di grande rilievo sull’export, sul turismo e sull’occupazione». Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca sui dati pubblicati dal Corriere della Sera. “Nel 2025 le esportazioni sono aumentate del 9,7 per cento, contro il 3,3 per cento della media nazionale; nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi turistici sono cresciuti del 2,6 per cento, sfiorando gli 11 milioni, con circa 25 milioni di pernottamenti e un impatto economico stimato in 15 miliardi di euro. Anche l’occupazione segna un incremento del 5,5 per cento – riporta il Governatore – . Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che testimoniano, prima di tutto, la straordinaria vitalità della nostra Regione. Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione. Accanto a loro c’è stato il lavoro della Regione e di tutta la nostra squadra di governo, che fin dall’inizio ha scelto di sostenere chi investe, produce e crea lavoro. Voglio ringraziare tutti i colleghi di Giunta per l’impegno e la determinazione con cui stanno contribuendo a questa stagione di crescita. Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione», conclude Rocca.

 

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