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Sicurezza e legalità, incontro in Prefettura: attivare un tavolo regionale

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incontro in Prefettura

LATINA – “In provincia di Latina non ci sono infiltrazioni criminali, qui la malavita è ormai insediata. Credo sia necessario aprire una vertenza legalità per il territorio della provincia di Latina attivando un tavolo a livello regionale che lavori in stretta sinergia con quello già esistenza sullo sviluppo economico perché in assenza di legalità l’economia non può crescere”. Questa la dichiarazione del consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Forte che questa mattina ha accompagnato l’assessore regionale alla sicurezza Concettina Ciminiello e il presidente dell’Osservatorio regionale sulla criminalità Giampiero Cioffredi in due incontri, quello con il Prefetto Antonio D’Acunto e quello con i segretario generali di Cgil, Cisl e Uil Anselmo Briganti, Eva Blasik e Luigi Garullo: oggetto di entrambi il tema della sicurezza e della legalità sul territorio della provincia di Latina anche alla luce dei più recenti episodi di intimidazione. “Le organizzazioni criminali – sottolinea Forte – sono stabilmente insediate nella nostra provincia e questo fenomeno non è più circoscritto ad alcune aree, ormai esiste da Aprilia fino a Castelforte ed ha profondamente intaccato il tessuto economico e sociale. Non possiamo inoltre ignorare una delle principali attività dei clan, quella del riciclaggio di denaro, come confermano del resto di dati sul numero di istituti di credito presenti sul territorio e quelli sulle sofferenza bancarie. Assistiamo sempre più spesso – prosegue – a improvvise ed inspiegabili fortune di attività imprenditoriali e commerciali così come a fallimento dai contorni poco chiari: credo che da questo punto di vista la situazione ci sia sfuggita di mano e che soltanto attraverso una seria attività di investigazione sui flussi di denaro sia possibile iniziare a fare chiarezza. Ci sono tutti i presupposti per aprire un “caso Latina” a livello nazionale e chiedere una azione di controlli a tappeto da parte della Guardia di Finanza sui flussi di denaro che si muovono in provincia. Non sottovalutiamo neppure quanto sta accadendo nel settore dell’agricoltura con lo sfruttamento di centinaia di lavoratori stranieri – prosegue – che, in un contesto di estrema fragilità del tessuto sociale, diventano possibile manovalanza proprio per quella organizzazioni criminali che ci proponiamo di combattere. Oggi non riusciamo ancora ad avere una chiave di letture realistica della situazione e non possiamo permetterci ulteriori distrazioni: siamo su un crinale davvero pericoloso, direi quasi al punto di non ritorno. Dobbiamo muoverci adesso – conclude – e in sinergia con tutte le istituzioni e le associazioni di categoria per recuperare la legalità e con essa le condizioni per un possibile sviluppo economico”.

Per essere davvero incisivi nella lotta alle organizzazioni mafiose – ha commentato l’assessore Ciminiello – è necessario avviare una reale attività di cooperazione istituzionale. La Regione Lazio da parte sua ha già messo in campo tutta una serie di azioni per supportare le Forze dell’Ordine e di Polizia Locale e si è resa disponibile verso tutte le amministrazioni locali per coordinare le risorse messe a disposizione. La provincia di Latina deve diventare il punto di partenza per intraprendere un nuovo percorso nella lotta alla organizzazioni criminali. Bisogna avere il coraggio – ha concluso l’assessore Ciminiello – di sperimentare nuove azioni che possano avere un impatto positivo nel contrasto criminalità organizzata. “Nella provincia di Latina non si può più parlare di infiltrazioni mafiose – ha aggiunto il presidente dell’Osservatorio per la legalità Gianpiero Cioffredi – ma di vero e proprio radicamento. La presenza delle organizzazioni criminali appare ormai consolidata, come dimostrano le sentenze dei processi Damasco 2, Caronte e Anni 90. Questi fenomeni si combattono attraverso un’azione sinergica delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti, tra i quali sindacati ed associazioni di categoria. Non si può sottovalutare neanche la piccola criminalità, per questo la prevenzione e l’educazione alla legalità assumono un ruolo fondamentale”.

“Il radicarsi delle organizzazioni criminali prima nell’estremo sud pontino, via d’ingresso dei clan casalesi sin dal 1980 – afferma Luigi Di Mambro, responsabile provinciale giustizia e legalità del Pd – poi in gran parte del territorio provinciale, pongono l’attuale questione degli intrecci tra politica e criminalità organizzata. E’ indispensabile accelerare sulla riforma della Giustizia e sul potenziamento degli Uffici giudiziari provinciali”.

Il prefetto ha manifestato disponibilità a convocare presso la Prefettura una riunione con tutte le amministrazioni locali e ele forze di polizia, per un confronto sull’utilizzo delle risorse regionali e l’integrazione dei sistemi di videosorveglianza, al fine di potenziare l’azione sinergica di controllo del territorio”.

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Sorelle ritrovate a Formia grazie a una videochiamata. La Garante Sansoni: “Nessun segnale di sofferenza deve essere sottovalutato”

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Una videochiamata ha segnato una svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due sorelline di 12 e 16 anni e che ha permesso di ritrovarle, nella serata di domenica 21 giugno, a Formia, nell’abitazione di una parente della madre. A fornire il dettaglio è stato in queste ore è stato il procuratore della Repubblica di Sulmona nel corso della conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento delle due sorelle. Intanto nelle ore successive al ritrovamento, è scattato il fermo per tre persone: si tratta della madre delle due giovani, del compagno e del padre della donna, nonno delle ragazze. I tre si trovano ora in carcere con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Risulta invece indagata a piede libero una zia della madre delle ragazze, che le avrebbe ospitate per diversi giorni nella sua casa di Formia. Secondo il magistrato, si tratta di “una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento un amore genitoriale malato”.

La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, ha espresso soddisfazione per il ritrovamento di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni rintracciate a Formia dopo oltre due settimane di ricerche. Sansoni ha ringraziato i Carabinieri e le Procure di Sulmona e Cassino per il lavoro investigativo svolto, ribadendo la piena fiducia nell’operato della magistratura. La Garante ha sottolineato come, in questa fase, debba essere messo al centro esclusivamente il benessere delle due ragazze, che hanno vissuto una vicenda particolarmente complessa e delicata. L’auspicio è che ogni decisione futura tenga conto del loro diritto a crescere in un contesto familiare stabile e adeguato, garantendo ascolto, protezione e sostegno psicologico. Sansoni ha infine assicurato che continuerà a seguire da vicino la situazione, mantenendo costante l’attenzione sulle condizioni delle due minori e sul loro percorso di tutela.

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Minaccia un vicino con un’ascia, in casa aveva droga: denunciato un 60enne

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Un uomo di 60 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato di Latina per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è scattato nella notte tra sabato e domenica dopo una segnalazione arrivata alla Sala Operativa della Questura. Secondo quanto riferito da un vicino di casa, il sessantenne avrebbe minacciato lui e il suo cane brandendo un’ascia, per poi rientrare nella propria abitazione. Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno raccolto le testimonianze dei presenti e avviato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo alla ricerca di eventuali armi. Durante il controllo è stata trovata l’ascia che sarebbe stata utilizzata nel corso dell’episodio. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto alcune piante di marijuana e una quantità di hashish già pronta per l’uso. L’uomo è stato accompagnato negli uffici della Questura e denunciato all’autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità legate alle minacce segnalate dai vicini. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Borgo Bainsizza, incontro della Polizia di Stato contro le truffe agli anziani

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Prosegue la campagna di prevenzione della Polizia di Stato contro le truffe ai danni delle persone anziane. Nei giorni scorsi, presso l’associazione “L’Arcobaleno” di Borgo Bainsizza, si è svolto un incontro informativo dedicato alla sicurezza e alla diffusione di buone pratiche per riconoscere ed evitare i raggiri.

All’iniziativa hanno partecipato circa 80 cittadini. A intervenire sono stati il commissario capo Valeria Morelli e il sostituto commissario coordinatore Tommaso Malandruccolo, che hanno illustrato le tecniche più utilizzate dai truffatori e i comportamenti da adottare per proteggersi.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati casi concreti e fornite indicazioni pratiche per prevenire le truffe telefoniche, quelle porta a porta e quelle realizzate attraverso internet. Particolare attenzione è stata dedicata all’importanza di contattare tempestivamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.

Numerose le domande e gli interventi dei partecipanti, segno dell’interesse verso un fenomeno che continua a colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.

L’iniziativa rientra nelle attività di polizia di prossimità promosse dalla Questura di Latina per rafforzare il rapporto con il territorio e diffondere una maggiore cultura della prevenzione. Analoghi incontri saranno organizzati anche nei prossimi mesi in altri comuni della provincia.

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