ATTUALITA'
Gabriele Bonci al Carrefour Latina: la pizza tra tradizione e contemporaneità
LATINA – Imparare i segreti dell’impasto per la pizza da uno dei più famosi pizzaioli e panificatori che il panorama italiano conosca. Soprattutto gustare una pizza superlativa. Succede al Carrefour Latina al Piccarello che propone ai suoi clienti, agli appassionati di cucina e a tutti i curiosi che vorranno intervenire, un altro appuntamento gastronomico: il 2 luglio a Latina arriva Gabriele Bonci per una cena-degustazione.
L’appuntamento con il Michelangelo della pizza, con il cultore della lievitazione naturale nonché ricercatore raffinato è dal pomeriggio nello spazio gastronomia dove maneggerà davanti al pubblico presente i suoi impasti per raccontare l’antica arte della pizza. Poi dalle ore 21 il via alla cena per chi si sarà prenotato, con la possibilità di assistere in contemporanea all’atteso incontro Italia Vs Germania valevole per i quarti di finale di Euro 2016.
IL MENU – Il menu sarà ovviamente a base di pizza: dalla Margherita ai pomodori verdi, mango, baccalà ed erbette amare, per un’esperienza che si preannuncia unica. Bonci infatti svolge da anni ricerche sulle farine e sulle tecniche migliori per sfruttarle negli impasti arrivando a realizzare pizze e focacce uniche, capaci di tenere insieme la tradizione con un gusto contemporaneo. Come ha sempre spiegato, il suo primo pensiero ogni mattina è prendersi cura dei lieviti, nutrirli, rinfrescarli.
L’appuntamento con Bonci precede di pochi giorni quello con un altro maestro della cucina, Nabil Hassed, chef del celebre ristorante Roscioli di Roma, che sarà al Carrefour Latina la sera dell’8 luglio.
Per informazioni e prenotazione si può chiamare lo 0773.240389 (Carrefour Latina) o visitare https://www.facebook.com/ carrefourlatina
ATTUALITA'
Giornata Mondiale della Croce Rossa, sulla facciata del Comune di Gaeta sventola la bandiera crociata
GAETA – Sulla facciata del Comune di Gaeta sventola anche la bandiera della Croce Rossa. Ieri (martedì 5 maggio), in vista della Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che si celebra l’8 maggio in memoria della nascita del fondatore Henry Dunant, il Sindaco Cristian Leccese ha ricevuto una delegazione del Comitato Sud Pontino della Croce Rossa Italiana, che ha consegnato simbolicamente al Primo Cittadino il vessillo dell’organizzazione. La bandiera resterà esposta fino all’8 maggio, periodo durante il quale la sede municipale sarà inoltre illuminata di rosso “per sottolineare visivamente l’adesione della comunità ai valori di solidarietà e assistenza”. Questa iniziativa, che coinvolge numerosi comuni italiani in collaborazione con l’ANCI – spiegano dal Comune – rappresenta un riconoscimento pubblico per il lavoro svolto dagli oltre 150.000 volontari attivi sul territorio nazionale, figure essenziali nel supporto ai cittadini più fragili e nella gestione delle emergenze.
“Ricevere e issare la bandiera della Croce Rossa sul nostro Palazzo Comunale è un gesto carico di significato che celebra un legame indissolubile tra l’Amministrazione e il Comitato locale,” ha dichiarato il Sindaco Cristian Leccese. “Questo vessillo rappresenta il coraggio silenzioso e la dedizione quotidiana di tanti volontari che, con spirito di sacrificio, garantiscono assistenza costante alla nostra comunità. In questi giorni in cui Gaeta si colora simbolicamente di rosso, vogliamo ribadire la nostra gratitudine a chi incarna i valori di umanità e neutralità, lavorando instancabilmente per un mondo più solidale e vicino a chi soffre.”
L’esposizione della bandiera e l’illuminazione del Comune si inseriscono in un programma più ampio di sensibilizzazione e prevenzione sanitaria che la Croce Rossa Italiana promuove su tutto il territorio per ribadire l’importanza dell’aiuto umanitario e della presenza costante nelle realtà locali.
ATTUALITA'
Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori festeggiano 60 anni di vita: “Oggi è più difficile attrarre i giovani, ma vogliamo continuare la tradizione. Le donne sono bravissime”
CORI – Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori compiono 60 anni e festeggiano con tre eventi ai quali si aggiungeranno a fine anno anche un libro e un documentario. La bandiera, l’asta, la simbologia, gli allenamenti, i viaggi, la ribalta internazionale come alle olimpiadi di Seul, i valori condivisi, e ora, da qualche anno, l’arrivo delle Sbandieratrici che hanno portato una ventata di novità nel gruppo.
“Il nostro scopo oggi è quello di continuare a portare avanti questa tradizione nel tempo, coinvolgendo quanti più giovani è possibile”, spiega il presidente Angelo Pianelli che ha ripercorso con noi la storia dell’istituzione corese, guardando al futuro.
Sessant’anni, una data importante, ma a chi venne l’idea nel 1966?
Siamo nati da un’idea del professor Giovanni Pistilli che aveva già avuto delle esperienze con altri gruppi allora presenti in Italia, mise su questa squadra di giovanissimi all’epoca e iniziò a lavorarci sopra. Rispetto a quello che già esisteva furono fatte delle modifiche, soprattutto alla bandiera, perché venne ripensata con un drappo differente ma soprattutto con un’asta di legno che ha messo alla prova chi l’ha utilizzata perché, a differenza delle altre aste che hanno comunque un bilanciamento per cui quando viene lanciata la bandiera in qualsiasi modo ricade nella maniera giusta, la nostra asta invece ha bisogno di un utilizzo un po’ più tecnico. Bisogna saperla lanciare altrimenti torna giù in modo sbagliato.
Il vostro modello di asta riprende le tecniche antiche degli sbandieratori, quindi c’è un motivo per cui è stata fatta così?
Esatto, il motivo risale molto indietro nel tempo, all’epoca degli alfieri che utilizzavano la bandiera come metodo di comunicazione più che altro, questa è un po’ la storia. Dietro c’era tutto uno studio legato ai simboli, che poi nel nostro caso sono riferiti alle famiglie coresi e a tutto quello che c’è nella nostra città. E ai rioni, chiaramente.
Quanti siete?
Siamo tanti. La forza attiva conta circa 50 persone che sono quelle che vengono chiamate per le varie esibizioni che noi facciamo in ambito locale, nazionale e internazionale. Faccio un esempio: possiamo partecipare a una festa paesana, piuttosto che a una cerimonia, ci chiamano a volte anche per i matrimoni, oppure per andare a fare dei veri e propri spettacoli su palcoscenici internazionali. Abbiamo partecipato all’apertura dei giochi olimpici a Seoul nel 1988, abbiamo fatto diverse esibizioni negli Stati Uniti, in Asia, all’Expo a Tokyo, quindi insomma abbiamo fatto dei viaggi importanti.
A che età si comincia a sbandierare?
Si comincia più o meno intorno ai 14 anni, perché è l’età in cui il giovane inizia ad avere la struttura adatta per poter maneggiare soprattutto la bandiera, che è quella un po’ più complicata, mentre il tamburo e la chiarina sono un po’ più semplici, però diciamo più o meno l’età è quella lì.
E che tipo di allenamento fate?
Noi facciamo un allenamento due volte a settimana, che dura mediamente un paio d’ore; i vari settori si suddividono, quindi ci sono i tamburi che si allenano per conto loro, le chiarine, gli sbandieratori, e alla fine, nella parte finale delle due ore, ci si assembla e si provano i vari spettacoli. Noi abbiamo tra le cose particolari una squadra di acrobati, che fanno lo spettacolo utilizzando la bandiera, inserendo delle evoluzioni acrobatiche, è una cosa abbastanza unica.
In qualche modo è anche uno sport per i giovani del paese?
Assolutamente sì, soprattutto, ripeto, per chi decide di utilizzare la bandiera, c’è bisogno comunque un minimo di preparazione, un minimo di struttura fisica, perché reggere 20-25 minuti e anche delle sfilate, che durano a volte anche chilometri, non è sicuramente cosa semplice, soprattutto se pensiamo all’estate, alle alte temperature, con dei costumi che sono comunque pesanti.
E da qualche anno ci sono anche le donne
Sì esatto, nel 2022 abbiamo deciso, dopo tutta una serie di valutazioni, ma comunque noi eravamo assolutamente propensi a inserire la figura femminile all’interno del gruppo. Oggi abbiamo una squadra abbastanza folta, dove ognuna sta ricoprendo un ruolo, quindi abbiamo donne che suonano il tamburo, che suonano le chiarine, e anche donne sbandieratrici, tra l’altro molto brave.
Come festeggerete i primi Sessanta?
La festa di quest’anno è stata pensata per fare più eventi durante l’anno. Abbiamo suddiviso in tre blocchi i nostri 60 anni, quindi tre ventenni. Iniziamo sabato a Cori, in occasione della festa della Madonna del Soccorso, dove inaugureremo una mostra e ci sarà un’esibizione degli allora giovani, che faranno uno spettacolo di un quarto d’ora. Poi ci sarà un altro appuntamento a luglio, e lo faremo nel piazzale della Chiesa di Sant’Oliva, dove c’è il museo, ci sarà anche una visita guidata, e anche lì ci sarà un’altra mostra del secondo ventennio, e poi ce ne sarà un’altra d’ottobre a Palazzo Riozzi, che è un palazzo storico che si trova nella parte bassa del paese, anche lì ci sarà una mostra e l’esibizione di quelli che sono gli attuali protagonisti del gruppo.
Un’ultima cosa, naturalmente queste esibizioni sono aperte al pubblico, anche non corese?
Assolutamente sì, anzi noi speriamo che più di qualcuno venga a vederci, che qualcuno possa interessarsi al nostro gruppo, alla nostra associazione, perché comunque ci stiamo accorgendo che in quest’epoca i giovani sono distratti da tante altre cose e diventa sempre più difficile coinvolgerli in una realtà del genere. Chi si avvicina difficilmente va via, ma la difficoltà è proprio farli avvicinare. Per questo cerchiamo di mettere in campo più iniziative possibili attraverso le scuole, attraverso anche il passaparola, le amicizie, perché comunque il nostro scopo è quello di portare avanti il più possibile questa tradizione, questo senso di appartenenza, anche dei valori che poi si creano all’interno del gruppo: l’amicizia, il rispetto, l’educazione, la disciplina.
Ecco questo è quello che cerchiamo di fare.
ATTUALITA'
Inaugurato a Latina il nuovo Lazio Media Desk della Fondazione Roma Lazio Film Commission
È stato inaugurato a Latina, presso lo Spazio Attivo LOIC Latina, il nuovo Lazio Media Desk promosso dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission, con l’obiettivo di rafforzare il sistema regionale dell’audiovisivo e costruire un vero e proprio distretto diffuso tra Roma e le province. Il nuovo hub nasce in connessione con la rete degli Spazi Attivi di Lazio Innova e si inserisce in una strategia che punta a mettere in relazione imprese, professionisti e grandi produzioni nazionali e internazionali.
«La provincia pontina offre un patrimonio paesaggistico e professionale di grande valore che può diventare una risorsa strategica per il settore audiovisivo», ha dichiarato Lorenza Lei, amministratore delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission, sottolineando il ruolo del Media Desk come punto di connessione tra territorio e industria cinematografica.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Programma Regionale FESR 2021-2027 e prevede attività di supporto alle produzioni, assistenza per permessi e location scouting, oltre a strumenti dedicati alle imprese locali attraverso la Guida alla Produzione. Nel biennio 2024-2025 la provincia di Latina ha ospitato 14 progetti audiovisivi, tra film e produzioni seriali, confermando un ruolo sempre più centrale nella geografia produttiva del Lazio.
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