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CRONACA

Variante di Borgo Piave, condannati Giuseppe Di Rubbo e Vincenzo Malvaso. Rinviati a giudizio Monti e gli altri

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LATINA – Per la Variante Piave condannati l’ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso e l’ex assessore all’urbanistica Giuseppe Di Rubbo: fu abuso d’ufficio. Un anno e dieci mesi di reclusione al primo, un anno al secondo entrambi ritenuti colpevoli anche di  violazione delle norme urbanistiche, in relazione alla notissima vicenda della costruzione del palazzo da 23 appartamenti realizzato all’ingresso nord di Latina, a ridosso della grande rotatoria di Borgo Piave e da due anni sotto sequestro. Il terreno del costruttore e politico di Fi Malvaso che sedeva nel consiglio comunale, grazie a quella Variante, crebbe notevolmente fino a triplicare, destando i sospetti della Procura che approfondì il caso, delegandolo alla Forestale.

Le condanne sono state superiori alle richieste del pm Gregorio Capasso. Il gup Pierpaolo Bortone ha anche disposto la demolizione del palazzo, ma questo effetto non è immediato. La sentenza dovrà prima passare in giudicato, il che significa affrontare almeno il secondo grado di giudizio, dal momento che i legali difensori di Malvaso e Di Rubbo hanno già annunciato ricorso in Appello. per conoscere le motivazioni della sentenza si dovranno attendere i canonici 90 giorni entro cui vanno depositate.

I RINVII A GIUDIZIO – Nell’udienza preliminare che si è svolta in Tribunale a Latina il gup Bortone ha anche rinviato a  giudizio  gli altri quattro imputati: Rino Ventura Monti, Antonio Petti, Marco Paccosi e Fabio De Marchi.  Si tratta dell’allora dirigente comunale all’urbanistica, del progettista e direttore dei lavori e dei due tecnici comunali. Per tutti loro il processo inizierà il 28 febbraio del 2018.

Alla lettura della sentenza, nell’aula del Tribunale di Latina, erano presenti i sei imputati.

8 Comments

8 Comments

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    17 Luglio 2017 at 16:02

    Condannati, dai condannati è una parola grossa, non ho capito cmq che differenza passa tra il reato di disastro ambientale e il reato di Rapina se pur da incensurato chiedi 4 anni che in via definitiva rischi di scontare con tutto il tumore addosso dietro le sbarre, non ho capito il nesso ne il senso cioè ti condanno per disastro ambientale quindi colpevole ma non imputabile per via di un processo caduto in prescrizione, qui i colmo dei colmi disastro ambientale una misera pena. Bho è proprio strano questo codice penale fai da te che salva i politici indagati per abuso di ufficio e disastro ambientale.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    17 Luglio 2017 at 16:07

    Per una rapina in banca da incensurato per quel reato ti becchi 4 anni per disastro ambientale un rappresentate delle istituzioni è favorito, mi fa strano questo codice penale fai da te, i Risparmiatori delle banche MPS truffati Banca Veneta Banca Etruria truffati indagati i responsabili nessun colpevole e nemmeno il risarcimento dei risparmiatori, allora Raffaele Cutolo ha avuto ragione quando ha detto “questo si chiama rubare.” Inganni la gente con la mente l’assessore che parlo dei terremotati del l’irpinia non vi abbandonaremo si difatti si è visto.

  3. Armando Chiavegato

    17 Luglio 2017 at 16:37

    La colpa è nostra!!!! Le minchiate amministrative le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni!! Ma cosa facciamo… NIENTE!!! Protestiamo sui social ma in piazza a prenderli a calci nel culo non ci và nessuno!

  4. Germano Buonamano Mancaniello

    17 Luglio 2017 at 16:47

    Con me caschi male io sono sceso in piazza in tutte le proteste ho bloccato pacificamente anche la S.R.148Pontina. Il rivoluzionario con le armi non mi piace farlo altrimenti ci rimetto la vita la stessa vita che hanno perso i miei amati rivoluzionari in Venezuela cento morti in tre mesi uccisi da paramilitari e leggi governative emanate da Maduro in Venezuela si sospetta altri desaparasidos

  5. Armando Chiavegato

    17 Luglio 2017 at 16:48

    Ecco allora siamo in due

  6. Germano Buonamano Mancaniello

    17 Luglio 2017 at 16:54

    Considera che in Venezuela i trentamilioni di poveri sono scesi nelle piazze pacificamente in tre mesi hanno ucciso cento manifestanti, le forze governative sono in stretto contatto con i paramilitari si sospetta un altra strage dei desaparasidos. Io sto con i desaparasidos.

  7. Germano Buonamano Mancaniello

    17 Luglio 2017 at 17:00

    Maduro ha dato l’ordine di sparare alla folla, quella folla che se pur povera scende in piazza pacificamente ma Maduro pensava che la rivoluzione durava tre giorni non si è reso conto dei trentamilioni di poveri causati dal Governo in atto nel pieno della Dittatura, in più ci si aggiungono i paramilitari più agguerriti del l’esercito normale. Si sospetta che l’attentato da parte dei paramilitari verso i confronti dello stesso Maduro sia stato organizzato da loro stessi per fermare la rivoluzione hanno fatto male i conti perché in Venezuela ci sono trentamilioni di poveri derubati della loro dignità persa la dignità sono disposti a morire pur di difendere la loro patria uccisa da dittatori.

  8. Cristina Olivier

    17 Luglio 2017 at 19:42

    Si ma ci vuole una giusta condanna

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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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CRONACA

Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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