ATTUALITA'
A Latina Film di Peso, quando la medicina chiede aiuto al cinema
LATINA – “Con questo cartellone spero possiate godervi una Grande abbuffata”. Conclude il suo intervento con una citazione, Stefano Cioffi, regista, fotografo e direttore artistico di Film di Peso, il festival di cortometraggi presentato oggi nella sala De Pasquale del Comune di Latina e incentrato sulla nutrizione, sull’obesità e sui disturbi alimentari. In gara ci sono 13 cortometraggi, “quest’anno più fiction che doc”, e 4 lavori fuori concorso (tre premiati da altri festival icentrati sul cibo) e un quarto, da battitore libero, del regista di Latina Gianfranco Pannone per la onlus Alessia e i suoi Angeli. Saranno in sala, all’Oxer il 5 e 6 aprile di pomeriggio, con ingresso gratuito per raccontare con lo strumento potente del cinema, il cibo, la bellezza delle sue diversità, ma anche le pesanti implicazioni psicologiche, sociali e relazionali che un rapporto distorto con il cibo può avere nella vita delle persone.
IL FESTIVAL TERZA MISSION DEL MONDO ACCADEMICO – Il festival, nato da un’idea del chirurgo bariatrico Gianfranco Silecchia che dal suo osservatorio ha deciso che si poteva fare qualcosa di più per combattere, anche fuori dalla sala operatoria, i disturbi del peso, è diventato alla sua terza edizione un grande contenitore di arte e informazione per parlare di obesità utilizzando la chiave dell’ intrattenimento: «Abbiamo coinvolto, oltre alle scuole secondarie, gli studenti del Corso di Medicina e Chirurgia, i futuri medici – dichiara il direttore scientifico del Festival e Direttore UOC di Chirurgia Generale & Bariatric Center of Excellence IFSO-EU, Centro di Eccellenza Sicob, Sapienza Università di Roma Polo Pontino – si è voluto declinare il concept del Festival “Filmdipeso” come terza missione del mondo accademico, oltre a quella didattico-formativa e di ricerca. Vogliamo che l’Università si inserisca nel territorio nel quale già opera, svolgendo un’azione culturale di sensibilizzazione e divulgazione scientifica sui temi della nutrizione, dell’obesità e dei disturbi alimentari. Il Dipartimento della Sapienza, che ha sede a Latina, ha accolto la proposta recependola come attività propria. Ne è nato un binomio di eccellenza tra Università di Roma Sapienza Polo Pontino e Comune di Latina, due garanzie istituzionali e promotori del Festival. Il nostro primo impegno come medici è quello di creare la consapevolezza nell’opinione pubblica che l’obesità è una grave condizione che mette a serio rischio la salute e la vita. Non possiamo più ignorare una malattia che colpisce 7 milioni di persone nel nostro Paese, senza contare i 20 milioni in sovrappeso».
Nella importante mission, Silecchia ha trovato al suo fianco il Comune di Latina, Amici Obesi onlus, AILO (Associazione Italiana Lotta all’Obesità) e Villa Miralago – Centro di riferimento disturbi alimentari, con il sostegno non condizionante di Johnson&Johnson Medical SpA e Novo Nordisk. «L’obesità è un fattore di rischio importante per tante patologie, ma purtroppo ancora non del tutto conosciuto – dichiara Damiano Coletta, Sindaco di Latina – bisogna creare la cultura della consapevolezza sapendo informare nella maniera giusta soprattutto le giovani generazioni. E il Festival “Filmdipeso” è una maniera giusta che sta diventando tradizione».
I DATI SULL’OBESITA’ – Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la prevalenza dell’obesità a livello globale è più che raddoppiata dal 1980 ad oggi: “La realtà ha superato le proiezioni di cui disponevamo già da trent’anni”, la professoressa Frida Leonetti. 1,4 miliardi di adulti (il 35% della popolazione mondiale) ha problemi di eccesso ponderale, di questi mezzo miliardo è obeso. I costi sono da capogiro: 760 miliardi di dollari entro il 2025. Il fenomeno è in forte crescita e interessa sempre più anche le fasce giovani della popolazione. “Occorre un cambio culturale e i medici da soli non possono farcela”, ha aggiunto la professoressa che dirige la Uoc di Diabetologia della Sapienza Polo Pontino presso il Goretti di Latina.
IL CARTELLONE – I cortometraggi in gara, selezionati tra i moltissimi arrivati dall’Italia e dall’estero, che verranno proiettati nel corso delle due giornate all’interno del Multisala Oxer di Latina. Al vincitore la Giuria di esperti, presieduta da Gianfranco Pannone, regista e docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e Palermo, assegnerà nel corso di una cerimonia di gala, sabato 6 aprile, il Premio Città di Latina e una menzione speciale per la tematica trattata.
«La qualità artistica delle opere è cresciuta, quest’anno abbiamo dato all’iniziativa la struttura di vero e proprio Festival, non una mera sequenza di “corti” in gara ma una manifestazione multiculturale e internazionale sul cibo, l’alimentazione e la nutrizione declinata in espressioni squisitamente artistiche, pur restando fortemente ancorata al rigore della tematica scientifica che viene trattata», ha sottolineato il direttore artistico Cioffi aggiungendo che quest’anno “sarà presentata una ricca produzione di “corti” fuori concorso e un emozionante docufilm che racconta l’Italia e il suo rapporto con il cibo dagli Anni ’50 ad oggi”.
I PERSONAGGI, LO CHEF E LA MODELLA – In questa edizione “Filmdipeso” apre decisamente ai giovani. Nelle due giornate del Festival un ruolo di primo piano avranno i liceali di Latina e gli studenti del Corso di Medicina e Chirurgia Sapienza Università di Roma Polo Pontino, che saranno direttamente coinvolti nel dibattito medico-scientifico; infine, chef di fama internazionale, come Ugo Patierno, autore del libro “Metà” ed ex obeso, oltre a personaggi del mondo dello spettacolo tra i quali Martina Colombari, si confronteranno in un contest multiculturale sul cibo, l’alimentazione, il significato di nutrizione e ricette di buona cucina, con importanti voci del giornalismo locale e nazionale che all’interno di talk show dedicati affronteranno anche la spinosa questione delle fake news che invadono la rete sui temi dell’alimentazione e delle diete, e che possono essere contrastate solo attraverso un’informazione corretta e scientificamente validata.
Le due giornate dello Short Film Festival “Filmdipeso” saranno aperte al pubblico, gratuitamente e fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.filmdipeso.it.
ATTUALITA'
Giornata Mondiale della Croce Rossa, sulla facciata del Comune di Gaeta sventola la bandiera crociata
GAETA – Sulla facciata del Comune di Gaeta sventola anche la bandiera della Croce Rossa. Ieri (martedì 5 maggio), in vista della Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che si celebra l’8 maggio in memoria della nascita del fondatore Henry Dunant, il Sindaco Cristian Leccese ha ricevuto una delegazione del Comitato Sud Pontino della Croce Rossa Italiana, che ha consegnato simbolicamente al Primo Cittadino il vessillo dell’organizzazione. La bandiera resterà esposta fino all’8 maggio, periodo durante il quale la sede municipale sarà inoltre illuminata di rosso “per sottolineare visivamente l’adesione della comunità ai valori di solidarietà e assistenza”. Questa iniziativa, che coinvolge numerosi comuni italiani in collaborazione con l’ANCI – spiegano dal Comune – rappresenta un riconoscimento pubblico per il lavoro svolto dagli oltre 150.000 volontari attivi sul territorio nazionale, figure essenziali nel supporto ai cittadini più fragili e nella gestione delle emergenze.
“Ricevere e issare la bandiera della Croce Rossa sul nostro Palazzo Comunale è un gesto carico di significato che celebra un legame indissolubile tra l’Amministrazione e il Comitato locale,” ha dichiarato il Sindaco Cristian Leccese. “Questo vessillo rappresenta il coraggio silenzioso e la dedizione quotidiana di tanti volontari che, con spirito di sacrificio, garantiscono assistenza costante alla nostra comunità. In questi giorni in cui Gaeta si colora simbolicamente di rosso, vogliamo ribadire la nostra gratitudine a chi incarna i valori di umanità e neutralità, lavorando instancabilmente per un mondo più solidale e vicino a chi soffre.”
L’esposizione della bandiera e l’illuminazione del Comune si inseriscono in un programma più ampio di sensibilizzazione e prevenzione sanitaria che la Croce Rossa Italiana promuove su tutto il territorio per ribadire l’importanza dell’aiuto umanitario e della presenza costante nelle realtà locali.
ATTUALITA'
Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori festeggiano 60 anni di vita: “Oggi è più difficile attrarre i giovani, ma vogliamo continuare la tradizione. Le donne sono bravissime”
CORI – Gli Sbandieratori dei Rioni di Cori compiono 60 anni e festeggiano con tre eventi ai quali si aggiungeranno a fine anno anche un libro e un documentario. La bandiera, l’asta, la simbologia, gli allenamenti, i viaggi, la ribalta internazionale come alle olimpiadi di Seul, i valori condivisi, e ora, da qualche anno, l’arrivo delle Sbandieratrici che hanno portato una ventata di novità nel gruppo.
“Il nostro scopo oggi è quello di continuare a portare avanti questa tradizione nel tempo, coinvolgendo quanti più giovani è possibile”, spiega il presidente Angelo Pianelli che ha ripercorso con noi la storia dell’istituzione corese, guardando al futuro.
Sessant’anni, una data importante, ma a chi venne l’idea nel 1966?
Siamo nati da un’idea del professor Giovanni Pistilli che aveva già avuto delle esperienze con altri gruppi allora presenti in Italia, mise su questa squadra di giovanissimi all’epoca e iniziò a lavorarci sopra. Rispetto a quello che già esisteva furono fatte delle modifiche, soprattutto alla bandiera, perché venne ripensata con un drappo differente ma soprattutto con un’asta di legno che ha messo alla prova chi l’ha utilizzata perché, a differenza delle altre aste che hanno comunque un bilanciamento per cui quando viene lanciata la bandiera in qualsiasi modo ricade nella maniera giusta, la nostra asta invece ha bisogno di un utilizzo un po’ più tecnico. Bisogna saperla lanciare altrimenti torna giù in modo sbagliato.
Il vostro modello di asta riprende le tecniche antiche degli sbandieratori, quindi c’è un motivo per cui è stata fatta così?
Esatto, il motivo risale molto indietro nel tempo, all’epoca degli alfieri che utilizzavano la bandiera come metodo di comunicazione più che altro, questa è un po’ la storia. Dietro c’era tutto uno studio legato ai simboli, che poi nel nostro caso sono riferiti alle famiglie coresi e a tutto quello che c’è nella nostra città. E ai rioni, chiaramente.
Quanti siete?
Siamo tanti. La forza attiva conta circa 50 persone che sono quelle che vengono chiamate per le varie esibizioni che noi facciamo in ambito locale, nazionale e internazionale. Faccio un esempio: possiamo partecipare a una festa paesana, piuttosto che a una cerimonia, ci chiamano a volte anche per i matrimoni, oppure per andare a fare dei veri e propri spettacoli su palcoscenici internazionali. Abbiamo partecipato all’apertura dei giochi olimpici a Seoul nel 1988, abbiamo fatto diverse esibizioni negli Stati Uniti, in Asia, all’Expo a Tokyo, quindi insomma abbiamo fatto dei viaggi importanti.
A che età si comincia a sbandierare?
Si comincia più o meno intorno ai 14 anni, perché è l’età in cui il giovane inizia ad avere la struttura adatta per poter maneggiare soprattutto la bandiera, che è quella un po’ più complicata, mentre il tamburo e la chiarina sono un po’ più semplici, però diciamo più o meno l’età è quella lì.
E che tipo di allenamento fate?
Noi facciamo un allenamento due volte a settimana, che dura mediamente un paio d’ore; i vari settori si suddividono, quindi ci sono i tamburi che si allenano per conto loro, le chiarine, gli sbandieratori, e alla fine, nella parte finale delle due ore, ci si assembla e si provano i vari spettacoli. Noi abbiamo tra le cose particolari una squadra di acrobati, che fanno lo spettacolo utilizzando la bandiera, inserendo delle evoluzioni acrobatiche, è una cosa abbastanza unica.
In qualche modo è anche uno sport per i giovani del paese?
Assolutamente sì, soprattutto, ripeto, per chi decide di utilizzare la bandiera, c’è bisogno comunque un minimo di preparazione, un minimo di struttura fisica, perché reggere 20-25 minuti e anche delle sfilate, che durano a volte anche chilometri, non è sicuramente cosa semplice, soprattutto se pensiamo all’estate, alle alte temperature, con dei costumi che sono comunque pesanti.
E da qualche anno ci sono anche le donne
Sì esatto, nel 2022 abbiamo deciso, dopo tutta una serie di valutazioni, ma comunque noi eravamo assolutamente propensi a inserire la figura femminile all’interno del gruppo. Oggi abbiamo una squadra abbastanza folta, dove ognuna sta ricoprendo un ruolo, quindi abbiamo donne che suonano il tamburo, che suonano le chiarine, e anche donne sbandieratrici, tra l’altro molto brave.
Come festeggerete i primi Sessanta?
La festa di quest’anno è stata pensata per fare più eventi durante l’anno. Abbiamo suddiviso in tre blocchi i nostri 60 anni, quindi tre ventenni. Iniziamo sabato a Cori, in occasione della festa della Madonna del Soccorso, dove inaugureremo una mostra e ci sarà un’esibizione degli allora giovani, che faranno uno spettacolo di un quarto d’ora. Poi ci sarà un altro appuntamento a luglio, e lo faremo nel piazzale della Chiesa di Sant’Oliva, dove c’è il museo, ci sarà anche una visita guidata, e anche lì ci sarà un’altra mostra del secondo ventennio, e poi ce ne sarà un’altra d’ottobre a Palazzo Riozzi, che è un palazzo storico che si trova nella parte bassa del paese, anche lì ci sarà una mostra e l’esibizione di quelli che sono gli attuali protagonisti del gruppo.
Un’ultima cosa, naturalmente queste esibizioni sono aperte al pubblico, anche non corese?
Assolutamente sì, anzi noi speriamo che più di qualcuno venga a vederci, che qualcuno possa interessarsi al nostro gruppo, alla nostra associazione, perché comunque ci stiamo accorgendo che in quest’epoca i giovani sono distratti da tante altre cose e diventa sempre più difficile coinvolgerli in una realtà del genere. Chi si avvicina difficilmente va via, ma la difficoltà è proprio farli avvicinare. Per questo cerchiamo di mettere in campo più iniziative possibili attraverso le scuole, attraverso anche il passaparola, le amicizie, perché comunque il nostro scopo è quello di portare avanti il più possibile questa tradizione, questo senso di appartenenza, anche dei valori che poi si creano all’interno del gruppo: l’amicizia, il rispetto, l’educazione, la disciplina.
Ecco questo è quello che cerchiamo di fare.
ATTUALITA'
Inaugurato a Latina il nuovo Lazio Media Desk della Fondazione Roma Lazio Film Commission
È stato inaugurato a Latina, presso lo Spazio Attivo LOIC Latina, il nuovo Lazio Media Desk promosso dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission, con l’obiettivo di rafforzare il sistema regionale dell’audiovisivo e costruire un vero e proprio distretto diffuso tra Roma e le province. Il nuovo hub nasce in connessione con la rete degli Spazi Attivi di Lazio Innova e si inserisce in una strategia che punta a mettere in relazione imprese, professionisti e grandi produzioni nazionali e internazionali.
«La provincia pontina offre un patrimonio paesaggistico e professionale di grande valore che può diventare una risorsa strategica per il settore audiovisivo», ha dichiarato Lorenza Lei, amministratore delegato della Fondazione Roma Lazio Film Commission, sottolineando il ruolo del Media Desk come punto di connessione tra territorio e industria cinematografica.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Programma Regionale FESR 2021-2027 e prevede attività di supporto alle produzioni, assistenza per permessi e location scouting, oltre a strumenti dedicati alle imprese locali attraverso la Guida alla Produzione. Nel biennio 2024-2025 la provincia di Latina ha ospitato 14 progetti audiovisivi, tra film e produzioni seriali, confermando un ruolo sempre più centrale nella geografia produttiva del Lazio.
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