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CRONACA

Il teatro D’Annunzio è agibile, Coletta: “Uno dei beni comuni per eccellenza torna ad essere di tutti, in sicurezza”

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LATINA – Il Teatro D’Annunzio è agibile e dunque potrà riaprire. La notizia attesissima è stata data dal sindaco di Latina Damiano Coletta con un post sui social. Accade esattamente sette anni dopo la chiusura e a 32 anni dalla inaugurazione dell’opera pubblica. Coletta ha pubblicato anche alcuni scatti dall’interno della struttura dove è entrato con la commissione di vigilanza fissata in seguito alla presentazione della Scia.
“Dopo anni di progettazioni e lavori, la Commissione Comunale di Vigilanza Locali di Pubblico Spettacolo (CCVLPS) ha concesso il nulla osta di agibilità.  Uno dei beni comuni per eccellenza della città, il Teatro, torna ad essere un bene di tutti, in assoluta sicurezza”, scrive Coletta che ha preferito rinviare ogni ulteriore dichiarazione a domani, quando è stata convocata proprio al D’Annunzio una conferenza stampa.

La chiusura del teatro era stata disposta esattamente il 21 settembre del 2015 dal commissario prefettizio Giacomo Barbato per mancanza del certificato di prevenzione incendi e agibilità dopo la relazione consegnata all’allora gestione commissariale dai vigili del fuoco non essendo stata trovata in regola la pratica relativa. Una situazione che si trascinava sin dall’apertura della struttura, attraverso sei sindaci di breve e lunga durata (Coletta è stato il settimo) e alcuni commissariamenti senza mai essere sanata. Fino ad oggi.

“Ci sarà il tempo di ringraziamenti. Al momento  – scrive l’ex assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri – penso che se è stato possibile ricostruire la storia del Teatro (ed era indispensabile farlo) lo dobbiamo all’architetto Adolfo Antonelli, all’ingegnere Elio La Rocca e al meticoloso lavoro di mio padre che ha archiviato tutto perché voleva bene a questa città”.
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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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