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La coalizione di centro sinistra dà il via alla campagna elettorale per Latina

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LATINA – Al circolo cittadino questo pomeriggio la coalizione di centro sinistra ha presentato tutti i candidati delle liste che sostengono la candidatura di Damiano Colette a sindaco di Latina. “vogliamo portare avanti il nostro progetto per lo sviluppo della città. Saranno 15 giorni intensi di campagna elettorale ma sono felice di quello che stiamo facendo”, ha detto Coletta al microfono di Domenico Ippoliti

 

Una coalizione salda, pronta alla nuova sfida elettorale per la città di Latina accanto al candidato sindaco Damiano Coletta. E una coalizione soprattutto libera dalle logiche di partito che spesso hanno portato a scegliere candidati calati dall’alto e scelti al di fuori dei confini della città. Oggi sono stati presentati nomi e volti di chi ha deciso di dare il proprio contributo e di candidarsi al Consiglio comunale, provenendo da quattro liste ma da valori condivisi: Latina Bene Comune, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Per Latina 2032. Questo l’ordine in cui le liste compariranno anche sulla scheda elettorale. Latina sostenibile, inclusiva, Latina città universitaria, Latina connessa, Latina città europea, Latina città di mare. Questi i concetti chiave su cui si è costruito un programma condiviso, mettendo sempre al centro il cittadino.

Lbc prosegue il cammino della “città dei diritti”, in continuità con il mandato precedente ma guardando avanti e tenendo saldamente fede ai valori intorno ai quali il movimento è nato: una città per tutti, senza disuguaglianze, che non lasci indietro nessuno e in cui tutti abbiano pari opportunità. La lista mantiene un’impronta green con tanti rappresentanti dell’ambientalismo ma si compone anche di tante donne, volti nuovi e professionisti che provengono da ambiti diversi, rappresentando l’associazionismo, i borghi e le periferie, la scuola, la sanità.

Quella del Pd è una lista che racchiude storie e sensibilità diverse, plurale e giovane, che sancisce un rinnovamento non solo generazionale ma anche di metodo. Sono state fatte scelte precise, di coraggio e non di convenienza, per portare avanti l’idea di una città sostenibile, europea e progressista. I nomi della lista racchiudono storie di donne e uomini con radicamento nel territorio, con esperienza amministrativa, con percorsi importanti nell’associazionismo locale. E’ stata messa in piedi una squadra con il giusto mix tra esperienza e rinnovamento. È una lista che va oltre le elezioni, che sta dentro questa visione politica e che contribuirà concretamente a portare avanti il progetto del candidato sindaco Damiano Coletta.

Per il M5S, tra attivisti storici, simpatizzanti che hanno iniziato a seguire il Movimento avvicinandosi ai  gazebo tematici ed ex consiglieri comunali, la lista presenta 32 candidati al servizio dei cittadini, motivati unicamente dall’amore verso la nostra città e dal desiderio di portare nell’amministrazione comunale i temi fondanti del M5S, imprescindibili per un futuro  sostenibile: lotta all’emergenza climatica, idrica ed energetica, comunità energetiche,  lotta alle disuguaglianze e coesione sociale affinché nessuno resti indietro, digitalizzazione e smart city, strategie di utilizzo dei fondi europei.

Nella lista Per Latina 2032 volti e storie della città, riuniti dai principi della partecipazione e della responsabilizzazione, della valorizzazione del patrimonio storico e naturale della città, del sostegno alla cultura, della rigenerazione urbana in chiave sostenibile con un’attenzione particolare rivolta alle periferie, del cammino verso il centenario della fondazione.

“Sono onorato – ha dichiarato il candidato sindaco Damiano Coletta – di essere il capitano di questa squadra. Ringrazio tutti i componenti delle liste. Abbiamo scelto le persone in base alla loro competenza e credibilità, in base alla loro storia e al loro curriculum. Tutti insieme ci troviamo ora a sostenere questa sfida con l’obiettivo di arrivare al governo della città, prendendoci cura della comunità. C’è un campo di valori che ci mette insieme e prima ancora di questo c’è la Costituzione che ci unisce, l’articolo 3 in particolare, che dà pari dignità sociale e che mette al centro la persona. Molti obiettivi sono stati già raggiunti, di altri stiamo raccogliendo ora i frutti. Ora la volontà è quella di proseguire un lavoro interrotto in maniera irrispettosa e offensiva per la città da una parte politica che ha portato Latina al suo terzo commissariamento. Dietro quei partiti che oggi vogliono ‘riprendersi la città’ ci sono le stesse persone che l’hanno depredata, che hanno prodotto i danni che ancora oggi tutti scontiamo, che l’hanno lasciata senza una guida politica. Bisogna sempre scegliere da che parte stare. Ci veniva chiesto di ricostruire la legalità, rimettere i conti in ordine, avviare una politica del personale con i concorsi, sviluppare l’identità universitaria, gestire tutti i macigni ereditati dalla mala gestione del passato. Questi sono obiettivi raggiunti, insieme alla riapertura del teatro e all’agibilità dello stadio. Ora cosa vogliamo fare? Ricominciare da dove abbiamo lasciato e, con i conti in ordine, impegnare le risorse disponibili per il decoro urbano e interventi strutturali sulle strade, la cura dei parchi, la riqualificazione dei quartieri. Dobbiamo lavorare sulla realizzazione delle opere del Pnrr e rendere la città sempre più identitaria dal punto di vista della sostenibilità e dell’accessibilità. Un’economia tossica può andare veloce, ma non fa tanta strada. Un’economia sostenibile va forse più lenta ma arriva lontano. Affrontiamo questi giorni di campagna elettorale con l’aria leggera e la coscienza a posto di persone che hanno saputo mettersi al servizio della città e che vogliono continuare a farlo”.
Infine un invito alla competitor del centrodestra: “Mi piacerebbe un confronto aperto davanti alla città. Io sono pronto, aspetto un suo segnale”.

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ATTUALITA'

La Famiglia Zamboni dona lo storico locale della Gbc di Via Neghelli alla Diaphorà: “Sogno che si avvera”

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LATINA – “Un sogno che diventa realtà”. L’Associazione Diaphorà di Latina ha ricevuto, grazie a un gesto di grande generosità della famiglia Zamboni, lo storico locale commerciale in Via Neghelli dove Ferruccio e Maria Teresa Zamboni aprirono uno dei primi negozi di elettronica della città: la Gbc. L’associazione era da tempo alla ricerca di uno spazio in cui far crescere nuovi progetti e questa donazione inattesa ha già aperto nuovi scenari.

«Siamo felici e profondamente emozionate di potere, con questa donazione contribuire alla realizzazione di un progetto della Diaphorà e allo stesso tempo ricordare i nostri genitori con lo spirito che li ha animati nella loro vita”, dicono Cristina e Stefania Zamboni che sono andate dal notaio con il presidente di Diaphorà Paolo Maria Magli dando concretezza alla loro idea. «Ricevere questo dono  – commenta Magli – significa sentire tutta la responsabilità di custodire una storia importante e trasformarla in un bene per l’intera comunità».

Con la firma dell’atto, lo scorso 16 luglio, prende così vita un progetto che va ben oltre il trasferimento di un immobile. “Quel luogo – dicono dall’Associazione in una nota – continuerà a essere un
punto di riferimento per la città, ma con una nuova missione: diventare uno spazio di lavoro, crescita, formazione e inclusione per giovani con disabilità”. Il nuovo locale rappresenterà un tassello fondamentale nel percorso già avviato con l’impresa sociale Etikey, nata dall’incontro tra Diaphorà e Centro Donna Lilith per creare opportunità lavorative concrete e percorsi di autonomia per persone che affrontano percorsi di riscatto e vulnerabilità. Qui nascerà un progetto innovativo dedicato proprio all’inclusione lavorativa, pensato per offrire ai giovani con disabilità un luogo in cui sviluppare competenze, costruire autonomia e mettere in valore i propri talenti.

«Cristina e Stefania non hanno donato semplicemente un immobile: hanno affidato alla nostra associazione un luogo che custodisce la memoria della loro famiglia e di tanti cittadini di Latina. Questa scelta ci emoziona profondamente perché rappresenta anche un riconoscimento del lavoro che Diaphorà porta avanti da oltre vent’anni insieme alle famiglie, costruendo ogni giorno percorsi di autonomia, inclusione e dignità. Qui nascerà un progetto innovativo: sarà un luogo di lavoro, di crescita e di opportunità, ma soprattutto uno spazio aperto alla città. L’inclusione non è un compito che riguarda soltanto chi opera nel sociale: è una responsabilità collettiva e una ricchezza che appartiene a tutta la comunità. Questo straordinario gesto ci ricorda che quando un bene privato diventa un bene comune nascono opportunità capaci di cambiare davvero la vita delle persone», commenta Paolo Magli.

«I nostri genitori, Ferruccio e Maria Teresa, hanno sempre amato profondamente Latina e vissuto il loro lavoro come un servizio alle persone e alla città – spiegano le sorelle Zamboni – Siamo felici e profondamente emozionate di poter contribuire alla realizzazione di questo progetto. Dopo la loro scomparsa, avvenuta a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, abbiamo sentito il desiderio che questo luogo continuasse a vivere, restando fedele ai valori che ci hanno trasmesso. Quando abbiamo conosciuto l’Associazione Diaphorà abbiamo capito che quello spazio avrebbe potuto avere una nuova vita. Donarlo significa affidarlo a chi saprà trasformarlo in un luogo di opportunità, crescita e futuro per tanti giovani. Nostro padre ha sempre creduto nei ragazzi: nei loro occhi ritrovava l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di costruire il domani che hanno accompagnato tutta la sua vita. Sapere che proprio qui altri giovani potranno trovare un’occasione di lavoro, autonomia e realizzazione personale è il modo più bello che conosciamo per custodire la memoria dei nostri genitori. È il nostro contributo per una comunità sempre più inclusiva.»

Determinante è stato il ruolo di Franco Martin Scaldaferri dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Latina Ovest, che, conoscendo le esigenze di Diaphorà e offrendo la propria disponibilità a titolo gratuito, ha accompagnato con sensibilità e convinzione il percorso che ha reso possibile questo incontro. E c’è poi una suggestiva coincidenza che lega ancora di più la famiglia Zamboni a Diaphorà: la sede dell’associazione sorge infatti alle porte del Lago di Fogliano, lo stesso luogo al quale era profondamente legata Maria Teresa Zamboni, che proprio lì aveva studiato e dove suo padre lavorava come pescatore.
“Ci sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano il destino delle persone. Gesti compiuti con naturalezza, quasi in punta di piedi, che raccontano il significato più autentico della parola comunità”, dicono da Diaphorà che è già in moto per costruire una nuova opportunità per i più fragili.

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Latina, riapre il Parco Falcone e Borsellino: inaugurazione il 25 luglio con eventi e attività

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Sabato 25 luglio riaprirà ufficialmente il Parco Falcone e Borsellino di Latina, al termine degli interventi di riqualificazione finanziati con fondi PNRR. L’evento è stato presentato questa mattina nella sala De Pasquale del Comune dal sindaco Matilde Celentano, dal vicesindaco Massimiliano Carnevale e dalla dirigente Micol Ayuso.

Nel corso della conferenza sono stati illustrati i lavori eseguiti, che hanno interessato la sicurezza e la riqualificazione dell’area, con l’installazione di un sistema di videosorveglianza, la definizione di un regolamento per l’utilizzo del parco e l’organizzazione di servizi dedicati alla gestione degli spazi.

Il parco sarà aperto dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 7.30 alle 23 e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 7.30 alle 20. Saranno garantiti il servizio di apertura e chiusura, la sorveglianza durante gli orari di accesso, anche con il supporto delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e la manutenzione ordinaria del verde e degli arredi.

“Restituiamo alla città un luogo di incontro, sicurezza e socialità”, ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano, sottolineando come il parco fosse diventato negli anni un’area poco frequentata dalle famiglie a causa delle criticità legate alla sicurezza:

Il vicesindaco Massimiliano Carnevale ha evidenziato come l’obiettivo dell’amministrazione non fosse soltanto riaprire il parco, ma garantirne una gestione stabile e una piena fruibilità nel tempo:

L’inaugurazione prenderà il via alle 19, con ingresso da Largo Silvestri. Ospite della serata sarà lo speaker Renzo Di Falco, che condurrà l’evento. Il programma prevede il taglio del nastro, la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro, gli interventi istituzionali, l’intitolazione del largo centrale del parco a Fernando Bassoli, primo sindaco di Latina, il volo delle farfalle e un concerto del Conservatorio “Ottorino Respighi”.

Sono inoltre previste attività dedicate ai bambini, iniziative sportive e una serie di appuntamenti che proseguiranno nei fine settimana di luglio e agosto.

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ATTUALITA'

L’allarme di Inail a Latina, il Dg Fiori : “Con caldo estremo rischi per la salute e la sicurezza di lavoratori agricoli e edili”

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LATINA – I rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori impiegati in edilizia e in agricoltura, generati dalle temperature estreme, sono stati al centro di un evento promosso dall’Inail a Latina, nell’ambito dell’iniziativa. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Latina, Matilde Eleonora Celentano, e del presidente della Provincia, Federico Carnevale,  il direttore generale di Inail, Marcello Fiori, illustrando i dati provinciali su infortuni e malattie professionali, ha parlato della piattaforma sviluppata con il Cnr, Workclimate, come importante strumento di prevenzione e ha voluto sensibilizzare interlocutori istituzionali e stakeholder sulla necessità di usarla come indicatore per emettere, nei casi di necessità, ordinanze che vietino il lavoro nelle ore più calde della giornata.

Un allarme quello lanciato dai vertici dell’Istituto che ha trovato proprio nel capoluogo pontino, un immediato riscontro nella cronaca. Negli ultimi due giorni, lunedì e oggi (martedì), due lavoratori edili sono morti improvvisamente mentre lavoravano, il primo alla pavimentazione di un terrazzo in una palazzina, il secondo in un campo fotovoltaico a Borgo Santa Maria. Su entrambi i casi, la Procura della Repubblica di Latina ha aperto un’inchiesta, ma è facile collegare le condizioni climatiche di questo periodo, dopo diverse giornate contrassegnate da bollino rosso, con i due tragici eventi.

“Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide emergenti per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’aumento della frequenza, intensità e durata delle ondate di calore espone un numero crescente di lavoratori a condizioni ambientali potenzialmente pericolose, soprattutto nei settori che prevedono attività svolte all’aperto, come agricoltura ed edilizia. A Latina, in particolare c’è un livello di esposizione di migliaia di lavoratori, perché questo è un territorio di a vocazione agricola e rappresenta uno dei territori di maggior sviluppo agricolo del Paese – ha spiegato Fiori – . Noi abbiamo, insieme a CNR e altre istituzioni scientifiche, sviluppato una piattaforma che si chiama Worklimate, che consente alle istituzioni locali, in particolare alle Regioni, di emettere ordinanze per vietare che si lavori in alcune fasce orarie dove le temperature salgono troppo e espongono addirittura al rischio della vita migliaia di lavoratori”.

L’intervista di Elisabetta De Falco

L’importanza di parlarne a Latina deriva dai numeri. Nel territorio pontino  – secondo i dati forniti dall’Istituto – si contano quasi 14mila aziende agricole, per un numero di occupati (circa 32 mila) che rappresenta quasi la metà dei lavoratori in agricoltura del Lazio. L’agro pontino è il principale motore agricolo della regione, rappresentando oltre il 30% del valore aggiunto regionale di settore. Per numerosità dei primati produttivi la provincia di Latina si colloca al terzo posto nazionale, dietro soltanto al tavoliere delle Puglie (Foggia e Bari). Latina è inoltre la terza provincia in Italia per export agricolo (257 milioni di euro nel 2024).

“Per affrontare queste sfide  – ha spiegato ancora il direttore generale di Inail – è nato il progetto Worklimate 3.0 – Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme,
un’iniziativa multidisciplinare finalizzata allo sviluppo di strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute dei lavoratori e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali.
Oltre a promuovere attività di ricerca epidemiologica, monitoraggio ambientale, formazione e sensibilizzazione, il progetto punta a migliorare la capacità di prevenzione e adattamento delle imprese rispetto agli effetti delle temperature estreme, sia calde sia fredde. Tra i risultati più importanti del progetto vi è lo sviluppo della piattaforma nazionale di previsione e allerta del rischio caldo Worklimate, oggi utilizzata da lavoratori, imprese, figure della prevenzione, autorità sanitarie e decisori pubblici”.

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