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Linee di mandato, Damiano Coletta (Lbc): “Da voi sui contenziosi amnesie retrograde”
LATINA – Forti critiche si sono levate dalle opposizioni in consiglio comunale sulle linee programmatiche illustrate dalla sindaca di Latina Matilde Celentano durante il consiglio comunale di martedì 25 luglio. A cominciare dall’ex sindaco di Latina Damiano Coletta alla guida del gruppo di Lbc: “Linee vaghe e dove sono i valori della transizione ecologica? – ha chiesto – C’è un mondo esploso in questi anni e voi sembra veniate dal passato. Queste linee programmatiche – ha aggiunto – sono la prova provata dei timori che avevamo in partenza. Dopo aver criticato anche l’impostazione formale oltre che di contenuti del documento programmatico che “manca di visione”, Coletta in apertura del suo intervento si è soffermato sui contenziosi: “Provengono non certo dalla nostra Amministrazione”, ha detto ricordando metro, piscine, cimitero terme e definendo le dimenticanze su questo “amnesie retrograde”.
L’INTERVENTO DI COLETTA
“Dopo la lettura di queste linee programmatiche mi è venuta in mente una parola: rispetto – ha esordito l’ex sindaco e ora consigliere comunale di Lbc Damiano Coletta intervenendo subito dopo il discorso della sindaca Celentano – La maggioranza e la sindaca si sarebbero dovuti impegnare di più. In termini di contenuti la città meriterebbe altro, ma la città vi ha scelto e le scelte degli elettori si rispettano. Il nostro compito come opposizione è quello di vigilare. Ma abbiamo ascoltato concetti sintetici e sparsi e il punto è la mancanza di contenuti e di visione. Siete partiti dall’idea della pandemia che come amministrazione precedente ci siamo trovati a gestire ed è chiaro che si debbano fare i conti con quello che è successo di recente. In questo contesto il Pnrr è fondamentale, come pure il tema della transizione ecologica, di cui però non c’è traccia. Il compitino scritto non fa cenno alla valorizzazione dei parchi ad esempio, ma nessun cenno è stato fatto anche sulle comunità energetiche, le piste ciclabili, le zone 30, le energie rinnovabili. C’è un mondo esploso in questi ultimi anni e la maggioranza sembra venire dal passato. Queste linee programmatiche ne sono la prova. La città ora potrà invece ora beneficiare di decine di progetti avviati e di 60 milioni di euro di finanziamenti del Pnrr che, aggiunti a quelli del Fesr, fanno complessivamente 80 milioni. Leggo poi nelle cronache recenti che la maggioranza sembra scoprire che il Comune è ostaggio di contenziosi milionari – continua Coletta – Ma chi ha generato i contenziosi sulla metro, sulle terme, sulla piscina, sul cimitero? Non di certo le recenti amministrazioni. Ora siete al governo della città e dovete dimostrare di essere all’altezza. Vi siete trovati un lavoro già fatto, che è stato tanto anche su questi fronti aperti, come la convenzione del cimitero, il contenzioso delle terme o quello della piscina. Ora avete preso il posto di un’amministrazione che avete accusato di immobilismo, ma è bene che la città sappia qual è il vostro punto di partenza, perché molte cose sono sulla strada della soluzione. Sulle pari opportunità quali azioni farete? Il nulla. Latina poi non ha un assessorato alla Cultura. Si doveva impegnare di più chi l’ha scritto. E’ una mancanza di rispetto verso la città. Sul welfare – conclude – è stato fatto un lavoro enorme, a partire dall’integrazione socio sanitaria di cinque comuni. Non c’è cenno di questo sulle linee programmatiche della sindaca e non si è parlato di co-progettazione, di emergenza abitativa e contrasto alla povertà. Quando si parla di mettere al centro la persona occorre fare scelte politiche precise, non bastano gli slogan”.
“Linee programmatiche deludenti – afferma il consigliere di Lbc Dario Bellini – Una relazione condita da una serie di buoni propositi descritti in modo generico e in qualche caso anche confuso, come per i trasporti e l’iniziativa dello sport bus. Sui trasporti ricordiamo invece che, dopo due decenni di immobilismo, grazie al lavoro dell’amministrazione Coletta è stato ottenuto un aumento del contributo chilometrico della Regione e ora occorre investire di più in servizi mirati di collegamento rendendo più efficiente la rete tra quartieri popolosi del capoluogo. Sarebbe necessario comprendere dove la sindaca voglia portare questa città e non solo elencare le attività che a breve verranno realizzate grazie al lavoro portato avanti dalle precedenti amministrazioni Coletta. Il Cambellotti, il garage Ruspi, la Banca d’Italia, ma anche lo skate park, la riqualificazione del Parco Falco e Borsellino, il porto canale di Rio Martino e il progetto contro l’erosione costiera sono tutte opere o progetti ricevuti in eredità. Oggi, dopo solo pochi mesi di mandato, vi accorgete quanto buon materiale è a disposizione della nostra comunità ed oggi vi accorgete, vista la pessima gestione del verde che state dimostrando, quanto complesso fosse, in una città così estesa, gestire tanto verde pubblico”.
“Dalle linee di mandato è sparita la parola partecipazione, che pure aveva posto la città di Latina come modello da seguire – ha aggiunto la consigliera Floriana Coletta nel suo intervento – Nel 2017 venne adottato dalla precedente amministrazione un regolamento per la gestione condivisa dei veni comuni, adottato da oltre 270 comuni in Italia, Roma compresa. Solo in questo modo si garantisce la più ampia partecipazione e trasparenza nei processi decisionali. Dimenticati e cancellati il bilancio partecipato, i patti di collaborazione, la gestione dei beni comuni, il consiglio comunale dei bambini, i tavoli di co-progettazione, il forum dei giovani, tutte esperienze importanti avviate dall’amministrazione Coletta. La democrazia non si ferma alle urne. Come si può “mettere al centro la persona” se alle persone non viene data voce?”. La consigliera Coletta ha ricordato poi anche la mozione votata all’unanimità nel 2021 per l’istituzione dello psicologo di base come risposta al disagio giovanile, ma anche la necessità di rafforzare i servizi di assistenza domiciliare socio educativa, i servizi alle famiglie, i centri di ascolto per i minori, di cui appunto non si fa menzione nel programma della sindaca. Infine, la questione pari opportunità: “Undici commissioni, solo due donne presidenti. Nessuna capogruppo della maggioranza – continua Floriana Coletta – Non è un bel segnale per le donne, soprattutto per la prima donna sindaca”.
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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