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“Il Novecento. Un secolo da scoprire”, musica in uno dei luoghi simbolo di Latina

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LATINA – Riscoprire il Novecento per riscoprire Latina e la sua storia, quella meno nota, ancora da raccontare. Questa la linea narrativa del progetto Il Novecento. Un secolo da scoprire, nato dalla collaborazione tra il Comune di Latina e la Fondazione Campus Internazionale di Musica, finanziato dalla Regione Lazio con un contributo di 16mila euro nell’ambito delle iniziative di valorizzazione dei beni culturali del Lazio attraverso lo spettacolo dal vivo.

Un’idea nata anche sull’onda del dibattito creato dalla candidatura di Latina a Capitale italiana della cultura, con orizzonte il Centenario.

Oltre ai suoi edifici, razionalisti o meno, Latina ha svolto un ruolo culturale per sé e il suo comprensorio che non è ancora abbastanza noto: luogo di un imponente esperimento sociale, poi grande laboratorio nel dopoguerra, quindi crocevia di un importante flusso migratorio dall’Est Europa, poi – all’inizio degli anni Settanta – luogo di una produzione culturale in ambito musicale di respiro internazionale, eppure quasi sconosciuta sul territorio.

“Il progetto ‘Il Novecento. Un secolo da scoprire’, parte dunque da queste considerazioni per creare un percorso di conoscenza intorno a una città che ha una storia ancora non del tutto raccontata – ha dichiarato l’assessore al Turismo Gianluca Di Cocco, questa mattina in conferenza stampa indetta per la presentazione dell’iniziativa presso la sala De Pasquale del Comune -. Previsto per la tarda primavera 2024, il progetto prevede una serie di eventi musicali caratterizzati da un repertorio trasversale e rivolti a un pubblico intergenerazionale. Al centro il Museo Cambellotti, luogo simbolico oggi depositario della storia di questa comunità, edificio ex Opera Balilla, progettato da Frezzotti, sede a fine anni Ottanta del nascente Conservatorio di Latina”.

Elisa Cerocchi, presidente della Fondazione Campus Internazionale di Musica, nel corso della conferenza stampa ha ripercorso la storia delle attività di promozione musicale svolte sul territorio di Latina.

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“Pochi decenni dopo la nascita di Latina, nasce il Campus Internazionale di Musica – ha ricostruito Cerocchi, citando il padre Riccardo, fondatore e animatore del Campus -. Nel 1970, la città si è strutturata ma dal punto di vista culturale subisce la superiorità dell’offerta romana e la creazione del Campus rappresenta il bisogno della comunità di autodeterminarsi dal punto di vista culturale. Seguono decenni di attività musicale, improntata alla ricerca della massima qualità. Nasce quasi dal nulla – come racconta Riccardo Cerocchi nel suo “Il vassallo della musica” – una cultura musicale, che porterà alla fine degli anni Settanta all’apertura in città di una sede distaccata del Conservatorio di Santa Cecilia; nel 1988 nascerà finalmente il Conservatorio di Latina, ubicato inizialmente nell’ex Opera Nazionale Balilla, ora sede del Museo Cambellotti. Latina è testimone di una poliforme attività musicale, non solo concertistica. Il Campus concorre a favorire un movimento di decentramento musicale ma anche culturale poiché Latina non ospita solo concerti ma anche un’attività di riflessione sulle dinamiche musicali, sul discorso musicale, sulla formazione di un altro senso comune musicale rispetto a quello fino ad allora dominante”.

L’intenso lavoro svolto a Latina in pochi decenni, le relazioni internazionali maturate, gli studi sollecitati, inducono la Regione Lazio a creare a Latina l’Istituto di Studi Musicali (Legge Regionale 59/ 1991), affidandolo al Campus che lo dedicherà al decano dei compositori del Novecento, Goffredo Petrassi.

“L’Istituto Goffredo Petrassi – ha aggiunto la segretaria generale del Campus, Tiziana Cherubini – oggi è un tempio del Novecento, vi è custodito un lascito prezioso della cultura musicale del secolo scorso ma non solo. Il Fondo Goffredo Petrassi, conservato presso l’Istituto  e dichiarato di rilevante interesse culturale, contiene – oltre a una pregevole raccolta di manoscritti autografi – un prezioso Epistolario costituito da un corpus di circa 4650 (delle quali 155 sono copie di documenti spediti dal compositore), datate dal 1933 al 1995. Un archivio ricco di sessantadue anni di storia, che offre uno spaccato tanto illuminante quanto variegato di un secolo così complesso, quale è stato il Novecento.  Non solo musicisti tra i corrispondenti di Petrassi, grande appassionato anche di pittura: affiorano nel carteggio i preziosi documenti che testimoniano il contatto con alcune delle più significative personalità dell’arte figurativa, a partire da Orfeo Tamburi, Filippo De Pisis, Giuseppe Santomaso, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Toti Scialoja; e ancora, alcuni dei maggiori esponenti del mondo letterario: Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Libero de Libero, legati molto spesso alla sua produzione artistica”.

“Avvicinarsi a un simile patrimonio documentario significa incontrare il pensiero, non solo di uno dei più importanti personaggi del ventesimo secolo, di cui cadrà nel 2024 il 120° anniversario della nascita, ma anche quello dei più grandi intellettuali del secolo – ha sottolineato la presidente Cerocchi -. Il progetto, attraverso 12 eventi di spettacolo dal vivo preparati da incontri e letture, vuole veicolare questo retaggio, farlo affiorare, dargli forza e significato anche nella prospettiva del Centenario della città, creando le condizioni per una maggiore consapevolezza del bagaglio culturale di cui essa è depositaria”.

“L’evento performativo sarà solo la conclusione di un processo di avvicinamento, anche della stessa comunità cittadina e comprensoriale, delle scuole, delle istituzioni culturali che saranno coinvolte nel progetto, alla conoscenza della storia autentica della città, la cui brevità l’ha condannata ad essere derubricata a pura attualità fino ad essere rimossa. Una mappa per arrivare alle radici e consolidarle”, ha dichiarato l’assessore Di Cocco.

La presidente Cerocchi ha tenuto a ringraziare l’amministrazione comunale per l’avvio di una stagione di collaborazione con il Campus, da sempre promotore di attività culturali: “Ringrazio il sindaco di Latina Matilde Celentano e tutta l’amministrazione comunale per le attenzioni dimostrate in questi pochi mesi alle attività e alla storia del Campus”.

Il progetto prevede la realizzazione di 12 manifestazioni di spettacolo dal vivo, musicali ma non solo; tra le formazioni e gli artisti coinvolti Ars Ludi, Roma Tre Orchestra, Imperfect Trio di Roberto Gatto, Neos Saxophone Ensemble, Marco Zadra, Nautilus Ensemble. Molti i concerti dedicati a giovani musicisti, alcuni dei quali espressione del nostro territorio.

A margine della conferenza stampa, la presidente Cerocchi ha rilanciato il concerto del Primo Gennaio che avrà luogo, a partire dalle 19, al teatro D’Annunzio con musiche della tradizione che saranno eseguite dall’Orchestra Sinfonica di Latina, diretta dal maestro Benedetto Montebello. Alla fine del concerto seguirà il brindisi augurale curato da Barbara Palombo, delegata della Fondazione italiana Sommelier.

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Salute e movimento a tutte le età: open day alla Casa di Quartiere di Borgo Piave

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Una mattinata dedicata al benessere, alla prevenzione e alla riscoperta del movimento come strumento di cura quotidiana. Sabato 14 marzo, dalle 10 alle 12.30, la Casa di Quartiere di Borgo Piave a Latina ospiterà un open day a ingresso libero dal titolo “Ginnastica dolce in piedi… o seduti. Movimenti semplici e sicuri per tutte le età”.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione di Promozione Sociale Enzo Mengoni, realtà attiva da anni sul territorio nella promozione della salute e dell’inclusione sociale. A presentare l’appuntamento sarà la presidente Assunta Gneo, mentre la parte tecnica sarà affidata alla dottoressa Stefania Valenza, che guiderà una sessione dimostrativa di ginnastica dolce, illustrando esercizi semplici ed efficaci per migliorare mobilità, equilibrio e coordinazione.

Accanto a lei interverrà la dottoressa Adriana Benvenuti con un approfondimento dedicato al rafforzamento del pavimento pelvico, aspetto centrale per il benessere psicofisico ma spesso sottovalutato. L’obiettivo dell’open day è rendere l’attività fisica accessibile a tutti, anche a chi ha difficoltà motorie o non pratica sport da tempo: bastano una sedia, pochi minuti e la volontà di rimettersi in movimento.

L’appuntamento si inserisce nel percorso più ampio dell’associazione, recentemente rafforzato dal successo nel bando della Regione Lazio con il progetto “Atti.Va.Mente nella società”, dedicato all’invecchiamento attivo e al miglioramento della qualità della vita degli over 65. Il programma punta a contrastare isolamento e divario tecnologico, promuovendo partecipazione sociale e autonomia attraverso servizi gratuiti di assistenza socio-sanitaria, attività formative e momenti di socializzazione.

Tra le iniziative in calendario figurano assistenza domiciliare, percorsi di recupero psicofisico, orientamento e attività legate alla cura degli orti urbani, oltre a momenti ricreativi e culturali. Il programma dedicato alla prevenzione proseguirà lunedì 16, 23 e 30 marzo con esami del sangue gratuiti organizzati dal Centro Sociale di Borgo Piave.

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Referendum, a Latina due appuntamenti per il Sì

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LATINA – Si avvicina il giorno per il Referendum sulla Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, e proseguono gli appuntamenti per illustrarlo. Lunedì, a Latina, ce ne saranno due in contemporanea per sostenere le ragioni del Sì.

Lunedì 9 marzo alle ore 17.30, presso l’Hotel Europa di Latina, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Le ragioni del Sì – Referendum Giustizia 22-23 marzo 2026”, promosso da Fratelli d’Italia provincia di Latina per approfondire i temi al centro della consultazione referendaria. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia e presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato. L’iniziativa sarà introdotta da Dino Iavarone, coordinatore comunale FdI Latina. Nel corso dell’incontro interverranno il prof. Luigi Tivelli, giurista, politologo ed editorialista de Il Giornale, e il senatore Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. «Vogliamo offrire ai cittadini strumenti utili per comprendere i contenuti del referendum e le ragioni del sì, in un momento in cui è fondamentale rafforzare l’efficienza, l’equilibrio e la credibilità del sistema giudiziario», dichiara il senatore Nicola Calandrini.

Sempre nel pomeriggio di lunedì 9 marzo, stavolta al Circolo cittadino,  si terrà invece l’incontro dal titolo “Referendum, perché sì”, promosso dalla Lega (ore 17.45). Parteciperanno con l’onorevole Giovanna Miele che ne è stata promotrice e che porterà i saluti istituzionali,  l’ex magistrata Simonetta Matone, parlamentare della Lega, Claudia Eccher, consigliera laica del Csm, e Maurizio Forte vicepresidente della Camera Penale di Latina. Modera l’avvocato del Foro di Latina, Dino Lucchetti.

“Votare Sì al prossimo referendum significa sostenere una riforma che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri, rafforza l’imparzialità del giudice e introduce strumenti per una maggiore trasparenza e responsabilità nella magistratura”, dichiara l’on. Miele.

 

 

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Viviamo d’Arte Festival, vincono Randelli-Fiorentini di Pontinia

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LATINA – Sono MINO RANDELLI E FRANCESCO FIORENTINI (Canto e Pole Dance) i vincitori di Viviamo d’arte Festival. Nella lunga serata che si  è tenuta al teatro D’Annunzio di Latina
hanno prevalso con il 98, 86% delle preferenze.

I due artisti sono originari di Pontinia e hanno entrambi 33 anni. Nella loro performance hanno unito canto e movimento acrobatico sulle note di “Piccola Anima”. A loro il premio finale di 1500 euro.

Incetta di premi anche per la band BETTER THAN STUDY composta da ragazzi fra i 15 e i 16 anni e tutti di Latina e Cisterna di Latina. E AMBRA ILACQUA una bambina di 10 anni, della provincia di Messina che ha interpretato “Sicilia bedda”.

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